I Sentieri della Libertà. La Benedicta #2

Sentiero n. 2 – Sentiero della Canzone

Da Benedica o da Capanne di Marcarolo loc. Gli Olmi a monte Pracabàn – cascina Grilla e ritorno.

Indicato con segnavia e sulle cartine percorrenza 3 ore – turistico-escursionistico. Percorribile anche in mountain – bike con qualche disagio”. Esiste anche la possibilità di fare un anello scendendo verso la cascina Piotta, per sentiero non agevole e da qui risalendo verso Capanne.

Motivazioni
Sul Monte Pracaban venne musicata da Rossi la canzone “siamo i ribelli..” il cui testo venne scritto da Casalini alla Cascina Grilla, uno dei non numerosi esempi di canzone partigiana nata spontaneamente e non mediata, fatta subito propria dai distaccamenti della zona ed estesasi su tutto l’arco dell’Appennino Ligure. Molto popolare nel dopoguerra per essere diventata la sigla di radio Genova. La cascina Grilla gia parzialmente diroccata all’epoca fu sede di distaccamento nell’aprile 44 e venne bruciata a seguito del rastrellamento. Dal Monte Pracaban, circondato da praterie, si domina con un ampio panorama.la zona delle sorgenti del Piota, la val Ponzema che scende verso Campo Ligure e la Colma.

La Grilla

La cascina Grilla, un tempo appartenuta ai Pizzorno, era posta su di una costa che scende ripida verso il Piota al limite tra la zona boschiva e i prati di altura. Costituita da due edifici distaccati, rispecchiava la tipologia di molte cascine della zona, forse la presenza di una stalla abbastanza ampia indica la possibilità di una modesta attività di allevamento che si sovrapponeva alla tradizionale agricoltura di sussistenza e allo sfruttamento del bosco.
Isolata e posta piuttosto in alto, in zona impervia, essa era già abbandonata da qualche tempo al momento in cui, settembre 1943, i primi nuclei partigiani la occuparono.
Ecco come la descrive Carlo De Menech, uno dei primi partigiani a salire nella zona del Tobbio: “ La Grilla era una casa di abitazione a due piani, parzialmente diroccata e pericolante, e con un’ampia stalla, intervallata di circa dieci metri, che ci propone a prima vista un rifugio utile al momento per ripararci dalle intemperie…..La posizione è ideale, ma l’isolamento in cui ci troviamo…. a ore di cammino dai più vicini distaccamenti si farà sentire nei collegamenti e negli approvvigionamenti.”
Mentre Angelo Rossi, che compilò la musica della canzone così ricorda: “In quella cascina lì come distaccamento eravamo una settantina. Dormivamo per terra nella stalla, dove c’era un po’ di foglia secca, non so chi per pietà ce l’aveva data, ed era appena sufficiente per coprire esteticamente i sassi….. C’era il tetto coperto e in qualche modo si faceva fuoco in mezzo alla stanza.”
All’epoca del rastrellamento il distaccamento della Grilla contava un ottantina di uomini al comando di Emilio Casalini. Non investito direttamente, il distaccamento, pur sbandandosi, seppe opporre una certa resistenza e ripiegare verso il monte Orditano. Purtroppo non pratico dei luoghi il gruppo di uomini che era rimasto unito attorno a Casalini finì per essere catturato nella zona delle Figne e parte di loro furono fucilati subito (tra cui Casalini, fucilato Voltaggio) e parte finirono nelle Carceri di Genova e poi o deportati o fucilati.

La canzone

Alla Grilla venne composta nel marzo 1944, con parole di Emilio Casalini e musicata da Angelo Rossi la canzone “ Siamo i ribelli” ovvero “ Dalle belle città”, uno dei rari canti partigiani originali e forse tra i più belli. Il testo, opera di Casalini venne scritto, per incitamento e consiglio di De Menech, su un foglio di carta da pacco biancastra sopra una grossa pietra posta vicino all’ingresso (alla Grilla diroccata non c’erano tavoli) che era servita ai contadini per battere le castagne. Per la musica il testo viene consegnato a uno studente di musica, Rossi, che se lo porta appresso e, mentre è di sentinella sul Pracabàn, la compone su di una carta del tipo allora utilizzata per il Gorgonzola, con un lapis spuntato. “Allora mi sono messo lì a cercare di tirare delle righe e di segnare, più che altro per ricordarmi il motivo, insomma. Poi, frase per frase, strofa per strofa. L’ ho insegnata agli altri.”
Questo è stato il canto del distaccamento, poi lo cantavano tutti e divenne un canto diffuso in tutto il partigianato ligure. La canzone ebbe anche una certa notorietà nel dopoguerra essendo diventata la sigla di radio Genova.

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