Risorse digitali

 

 

In questa pagina trovate riuniti i link a banche dati e altre risorse digitali open access utili all’approfondimento della storia della Resistenza e del Novecento. E’ in costante aggiornamento, perciò visitatela frequentemente per essere aggiornati sulle ultime novità!

Ad alcune di queste ci sono anche link dalla home page del nostro sito.

 

Partigiani d’Italia

Dal 25 aprile è online la banca dati basata sul fondo Ricompart conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato. Con la sigla Ricompart si indica il fondo Archivio per il servizio riconoscimento qualifiche e per le ricompense ai partigiani, che conserva la documentazione prodotta dalle Commissioni istituite nell’immediato dopoguerra (1945 e 1948) e dalla Commissione unica nazionale istituita nel 1968. Il fondo archivistico era conservato presso il Ministero della Difesa, che lo ha versato all’Archivio Centrale dello Stato negli anni 2009-2012. Si tratta dunque di una fonte preziosissima per ricostruire la composizione del partigianato italiano e anche per ricerche su singoli partigiani. Il lavoro è ancora in corso, ma fino al 2 maggio è possibile consultare la banca dati, benché incompleta. In seguito sarà nuovamente oscurata per tornare disponibile l’8 settembre 2020. Continuerà tuttavia ad essere possibile accedere alle altre informazioni presenti sul sito, che perciò segnaliamo sin d’ora.

 

70º Resistenza

Portale realizzato dall’Istoreto per il 70º anniversario della Resistenza ricco di documenti e materiali multimediali, provenienti da archivi e biblioteche della rete degli Istituti per la storia della Resistenza, per approfondire la conoscenza di questo periodo storico intrecciando l’utilizzo delle fonti e dei documenti con le modalità del racconto tipiche di linguaggi diversi da quelli della scrittura (cinema, musica, fotografia, letteratura, teatro, televisione). Utilissimo non solo a fini didattici, per i quali il portale è stato appositamente progettato, ma anche per la consultazione da parte di semplici appassionati.

 

Archivio della Deportazione Piemontese

Costruito con l’intenzione di valorizzare il fondo archivistico Archivio della deportazione piemontese (Adp) costituito dal’Associazione nazionale ex deportati, sezione di Torino (composto da 219 interviste realizzate tra il 1982 e il 1985), il database presente in linea mette in relazione le trascrizioni e le registrazioni delle interviste a uomini e donne deportati contenute nel fondo Archivio della Deportazione Piemontese con le loro biografie e con altre testimonianze, edite o inedite, raccolte nel corso di un complesso lavoro di ricerca, finalizzato al censimento dei seguenti materiali: fonti audio-visive; scritti di memoria; articoli apparsi su periodici; interviste pubblicate o registrate; iniziative e attività realizzate dalle scuole, anche in collegamento con il Concorso regionale; tesi di laurea redatte sull’argomento. L’accesso alle registrazioni e alle trascrizioni è soggetto ad autorizzazione per motivi di privacy, ma quello alle biografie è libero.

 

Banca dati del partigianato piemontese

Raccoglie 108.421 nominativi tra partigiani combattenti, patrioti, e benemeriti che hanno svolto attività durante la lotta di Liberazione in Piemonte, tratti dai fogli riassuntivi dei fascicoli personali, conservati presso l’archivio dell’Ufficio Riconpart (Ufficio Per il Riconoscimento Qualifiche e per le Ricompense ai Partigiani), di pratiche esaminate dalle Commissioni piemontese, ligure e lombarda per l’accertamento delle qualifiche partigiane.

 

Partigianato meridionale in Piemonte

Frutto di una ricerca condotta dagli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea con sede in Piemonte, Puglia, Calabria, Campania, Sardegna e Sicilia, raccoglie le schede dei 7922 partigiani combattenti, patrioti, e benemeriti provenienti dal sud Italia e che hanno svolto attività durante la lotta di Liberazione in Piemonte. Per 100 nominativi sono inoltre disponibili brevi biografie e per un numero più ristretto anche videointerviste

 

Banca dati del partigianato ligure

Come l’omologa piemontese, è basata sulle pratiche dell’Ufficio Ricompart conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato. 34000 sono le schede prodotte dalla Commissione Regionale Ligure sulla base dei dati presenti nelle quali è stato reso disponibile al pubblico a partire dal 2017 il database.

 

 

Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia

Nella banca dati sono state catalogate e analizzate tutte le stragi e le uccisioni singole di civili e partigiani uccisi al di fuori dello scontro armato, commesse da reparti tedeschi e della Repubblica Sociale Italiana in Italia dopo l’8 settembre 1943, a partire dalle prime uccisioni nel Meridione fino alle stragi della ritirata eseguite in Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige nei giorni successivi alla liberazione.

 

Corti d’Assise Straordinarie

Collegata alla precedente, la banca dati raccoglie le informazioni sui procedimenti per collaborazionismo e crimini fascisti istruiti presso le Corti d’Assise Straordinarie nell’immediato dopoguerra (1945-1947)

 

Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana

Il portale si propone di raccogliere il più vasto – e per quanto possibile esaustivo – archivio virtuale di documenti di tal genere. Le lettere sono contestualizzate nel loro contesto di produzione, divise in tipologie e si possono effettuare ricerche davvero sofisticate grazie alla presenza di moltissimi filtri e alla possibilità di combinarli.

 

Oggi in Spagna, domani in Italia

Si tratta di una complessa banca dati – in realtà sette diverse basi collegate tra loro – costruita a partire da due complessi documentari prodotti dall’Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna (AICVAS) e conservati presso l’Istituto nazionale Ferruccio Parri di Milano. Consente ricerche estremamente sofisticate a partire da una delle sette basi dati – biografie, luoghi, enti, eventi, fotografie, documenti, fonti – sulle vite dei volontari italiani nella Guerra Civile Spagnola (1936-1939), molti dei quali parteciparono poi alla Resistenza italiana.

 

Cronologia degli scioperi 1943-1945

All’origine del database c’è l’idea di accompagnare i testi dell’“Annale” 2015 della Fondazione Di Vittorio (Operai, fabbrica, Resistenza: conflitto e potere nel triangolo industriale (1943-1945) – Roma, Ediesse, 2017) con una ricca Appendice dedicata alle cronologie degli scioperi avvenuti nel triangolo industriale durante la Resistenza, sfruttando le potenzialità comunicative del digitale e del web. Il database offre a utenti e ricercatori sia la fruizione delle cronologie che riproducono le aggregazioni regionali e temporali, sia la possibilità di ricerche mirate secondo più ampi (o più specifici) criteri di interesse. Attualmente sono censiti nella banca dati 2463 scioperi, suddivisi nelle regioni di Piemonte, Lombardia e Liguria.

 

Archivio diaristico nazionale 

Portale delle risorse digitali dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.  Raccoglie l’ormai vasta selezione di passi provenienti dalle oltre 6500 testimonianze autobiografiche conservate in questo singolare archivio, nato nel 1984 per iniziativa di Saverio Tutino e affermatosi rapidamente nel panorama delle istituzioni culturali italiane ed europee. Le testimonianze sono presentate in piattaforme autonome, ciascuna con un tema specifico.

 

EuroDocs

Il sito, a cura della Harold B.Lee Library della Brigham Young University (Utah), raccoglie  una vasta gamma di risorse online open source sulla storia dell’Europa. Le risorse, provenienti da una nutrita serie di siti e banche dati ad accesso aperto, sono ordinate in base ad un criterio geografico-cronologico. Si tratta perlopiù di riproduzioni, trascrizioni e traduzioni di fonti primarie cartacee, ma vi si trovano anche documenti fotografici, audiovisivi, mappe.

 

Yad Vashem Digital Collections

Pagina che dà accesso alle ricche collezioni digitali del celebre World Holocaust Remembrance Center a Gerusalemme. Queste comprendono The Central Database of Shoah Victims Names, che si sforza di raccogliere il maggior numero possibile di dati biografici sulle vittime (molte sono ancora le lacune); un ricco archivio fotografico (il più grande al mondo); The Righteous Database, che raccoglie le informazioni sui Giusti che si adoperarono per la salvezza degli ebrei perseguitati; The Documents Archive, comprende la documentazione archivistica in senso stretto; The Holocaust Transportation Database, ricostruisce i “trasporti” degli ebrei da diversi luoghi del Terzo Reich verso i campi. In lingua inglese.

 

Arolsen Archives

Il più completo archivio a livello mondiale riguardante le vittime e i sopravvissuti al Nazionalsocialismo.La collezione appartiene al programma UNESCO Memory of the World e contiene informazioni su 17 milioni di persone: vittime dell’Olocausto, prigionieri nei campi di concentramento, stranieri condannati ai lavori forzati e sopravvissuti che provarono a ricostruire le proprie vite. L’archivio online consente di ricercare tra 13 milioni di documenti tramite nome o argomento.

 

Ti racconto la storia: voci dalla Shoah

E’ il sito della collezione delle interviste in italiano dello USC Shoah Foundation Institute for Visual History and Education, conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato in Roma. A partire dal 2002, la Direzione generale per gli archivi ha avviato una collaborazione con la Survivors of the Shoah Visual History Foundation di Los Angeles (ora University of Southern California Shoah Foundation Institute), l’istituzione culturale creata da Steven Spielberg per la raccolta delle testimonianze dei sopravvissuti alla Shoah. 433 di queste interviste sono in italiano e sono conservate, oltre che nell’archivio dell’Istituto presso il Dornsife College of Letters, Arts & Sciences della University of Southern California, anche in copia presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. Per accedere alle interviste basta una semplice e gratuita registrazione.

 

Notiziari della Guardia Nazionale Repubblicana

La Fondazione Micheletti di Brescia, città dove aveva sede il comando generale della Guardia Nazionale Repubblicana, ha digitalizzato l’intero corpus dei notiziari giornalieri inviati da quell’ente a Mussolini e pochi altri gerarchi fascisti, sintesi delle notizie provenienti dai comandi dislocati in tutto il territorio della Repubblica Sociale Italiana. L’importanza di tale fonte per lo studio della Resistenza italiana è di per sé evidente.

 

The Cold War International History Program

A dispetto del nome, il sito, curato dal Wilson Institute di Washington, raccoglie una vasta gamma di risorse in lingua inglese (tra cui molte audiovisisive) non solo sulla Guerra Fredda, ma su tutti i principali problemi della storia contemporanea e della contemporaneità. Il sitè e molto curato anche sotto l’aspetto grafico, l’interfaccia è molto accattivante e di facile utilizzo, anche su dispositivi mobili.

 

Albo d’oro dei caduti italiani nella Grande Guerra

Nel database presente su questo sito sono visibili le schede di tutti i Caduti contenuti nei 28 volumi piu’ le tre appendici del Veneto costituenti l’Albo d’Oro pubblicato dal Ministero della Guerra.

 

La presenza militare tedesca in Italia 1943-1945

Realizzata dallo storico Carlo Gentile, grande esperto in materia, sulla base di un’ampia gamma di fonti archivistiche ed edite tedesche, consente di effettuare ricerche sulla dislocazione dei reparti delle forze di occupazione germaniche sul territorio italiano nel biennio 1943-1945. Molto utile consultarla insieme all’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, è possibile anche farlo attraverso il metaportale Guerra in Italia.

 

Memoro

Il sito ospita le testimonianze raccolte nell’ambito del progetto omonimo, dedicato alla raccolta in parte autoprodotta e i parte spontanea delle esperienze e dei racconti di vita delle persone nate prima del 1950. Il formato è quello di clips audio o video di qualche minuto.  Oltre ai contenuti redazionali, chiunque può caricare sul sito la propria testimonianza, tuttavia per garantire le finalità e la coerenza del progetto vengono poste delle limitazioni alle modalità di caricamento dei contenuti tramite il vaglio di una redazione. Ampio spazio è dedicato alle testimonianze su guerra, Resistenza, deportazione. Il progetto nasce a Torino ma ha ormai acquisito rilevanza internazionale.

 

Archivio fotografico de la Delegacion de Propaganda durante la Guerra Civil

è un fondo fotografico creato dalla Junta de Defensa di Madrid, le cui origini risalgono al 1936, come fondo propagandistico per denunciare le perdite umane e materiali causate dalla Guerra civile. Nel 1940 l’Archivio venne confiscato dal regime franchista, occultato e usato come strumento di repressione politica.
Il fondo si compone di 3051 immagini, solo una parte del fondo originario. Le fotografie sono realizzate in bianco e nero e montate su supporti di cartone, come di consueto per l’epoca. Sono organizzate per categorie di soggetti, seguendo l’inventario originale.

 

Atti e documenti della Santa Sede relativi al periodo della II Guerra Mondiale

Sono leggibili on line i dodici grossi volumi degli atti e documenti della Santa Sede relativi al periodo della seconda guerra mondiale, dal 1939 al 1945, cioè la raccolta voluta da Paolo VI nel 1964 e realizzata tra il 1965 e il 1981 dagli storici gesuiti Pierre Blet, Angelo Martini, Burkhart Schneider e Robert A. Graham. Quest’opera è parte di una più vasta collezione digitale di atti e documenti della Santa Sede dal 1909 al 2007.

 

Rapporti di Cesare Orsenigo, nunzio apostolico in Germania, inviati tra il 1930 e il 1939 alla Segreteria di Stato del Vaticano

interessante progetto di digitalizzazione del Deutschen Historischen Instituts di Roma in collaborazione con la Kommission für Zeitgeschichte di Bonn e l’Archivio Segreto Vaticano.
Con l’apertura degli archivi vaticani per il periodo del pontificato di Pio XI (1922-1939), il fondo dei rapporti di Orsenigo è consultabile per intero – almeno fino alla primavera del 1939. Si può quindi ricostruire un complesso flusso di informazioni di cui fanno parte, accanto ai rapporti del nunzio, anche le istruzioni della segreteria di Stato e del suo responsabile Pacelli a Orsenigo, le rispettive corrispondenze intrattenute dal nunzio e da Pacelli con altri uffici curiali, come pure le relative carte interne alla stessa segreteria.