Walter
Colli, I
ragazzi di Piazza Mentana. Storia senza fine di un'amicizia
senza fine,
Le Mani, Recco - Genova 2009
Walter
Colli (Pontedecimo,
Ge, 1923) a 5 anni si trasferisce con la famiglia ad Alessandria.
Diploma magistrale nel 1940, dal dicembre 1943 al giugno 1944 armaiolo
di compagnia, diserta e si dà alla macchia nel Vogherese fino al
25 aprile '45. Dal 1946 al 1978 giornalista professionista («l'Unità» e «Corriere
Mercantile» di Genova, «Informatore
Moderno», «Ciao
Amici», «Tirreno» di
Livorno, «Paese» di
Roma e «Stasera» a
Milano; dal 1969 al 1978 caporedattore di «Momento
Sera» a Roma).
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Una
banda di ragazzi nati sotto il fascismo, ma diventati quasi tutti
antifascisti (di loro undici sono stati partigiani combattenti,
con due caduti): questa la storia dei "Ragazzi di piazza Mentana",
nel rione Pista di Alessandria.
Il
loro sodalizio si snoda dagli anni anteguerra attraverso vicende
tristi o liete narrate con verve ironica: dalla passione sportiva
agli scherzi da scanzonati studenti alle tragedie della guerra
(i bombardamenti, la Resistenza, la deportazione). Il tutto narrato
con penna lieve da Walter Colli, che si fa cronista e notaio
del collettivo e così (dopo l'esemplare Cantón
di rus di Carlo Gilardenghi) ci consegna un'altra tessera di
storia del Novecento alessandrino.
Proprio
da questa banda di "ragazzi" (studenti di famiglia
piccolo borghese e figli di ferrovieri) si forma, all'indomani
dell'8 settembre, il nucleo combattente del Gap che compie le
azioni più audaci di guerriglia urbana.
Dall'adolescienza
alla vecchiaia, il libro narra tante vicende personali, tanti
destini diversi, accomunati però dall'attaccamento ad un luogo
(la piazza sede dei giochi e degli incontri) e da un sentimento
che sfida il tempo: l'amicizia.
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