LA SCUOLA NEGLI ANNI DELLA COSTITUENTE L’esperienza della provincia di Alessandria

19 Novembre 2001

E’ uscito in questi giorni, edito dall’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria, LA SCUOLA NEGLI ANNI DELLA COSTITUENTE. L’esperienza della provincia di Alessandria, un volume pubblicato con il contributo del Consiglio Regionale del Piemonte e con il patrocinio del Provveditorato agli Studi di Alessandria, e curato dalle ricercatrici Graziella Gaballo e Luciana Ziruolo.

Da sempre scuola e società percorrono strade che si intersecano, e spesso è possibile leggere la storia dell’una attraverso le vicende dell’altra: e ciò particolarmente oggi quando ad un cambiamento epocale della politica e della società corrisponde un dibattito sofferto e spesso centrifugo sui destini della scuola.

Una situazione simile si era venuta a creare nell’immediato dopoguerra quando, nella fase storica della costruzione della democrazia e di una società aperta nel nostro paese, corrispondeva la necessità di riformare profondamente anche la scuola.

Il volume di cui stiamo parlando affronta appunto questi nodi, e non è un caso che proprio ora si sia sentita la necessità di approfondirli, giacché, come sempre, si studia il passato per trovare risposte a domande che il presente ci pone con impellenza.

Il volume, opera di studiosi la cui attività gravita attorno all’Istituto, ed in particolare alla Sezione didattica, affronta argomenti che si possono raggruppare attorno a tre punti di ricerca.

Al primo gruppo appartengono gli scritti di carattere teorico di Giuseppe Rinaldi e Massimo Cellerino. Il primo analizza il deficit di cultura civica della società italiana, eredità del fascismo ma non solo di esso, e l’incapacità delle istituzioni democratiche di intraprendere, attraverso la scuola, un processo di acculturazione democratica delle masse, che subirono invece un processo di inglobamento e mobilitazione attraverso l’uso intensivo della propaganda e della socializzazione simbolica da parte dei partiti cattolico e comunista. Il secondo, dopo una profonda e perspicua analisi del concetto di democrazia, parla esplicitamente di fallimento della Costituzione per quanto riguarda la scuola, addebitando le cause ai partiti, che hanno costruito una democrazia fragile e, ora, ulteriormente indebolita dalla funzione prevaricatrice della televisione.

Al secondo gruppo appartengono gli scritti dedicati all’analisi di aspetti della politica scolastica, alla discussione pedagogica e alla presentazione di figure significative del mondo della scuola alessandrina dell’immediato dopoguerra. Contributi sono presentati da Claudia Barberis (La cultura classica), Antonella Ferraris, (La scuola nella stampa alessandrina), Delmo Maestri (Una testimonianza sul liceo classico), Graziella Gaballo (La scuola nelle repubbliche partigiane), Giorgio Canestri (Stellio Lozza provveditore), Pier Luigi Cavalchini (Piani di sviluppo urbano e scuole ad Alessandria).

Al terzo gruppo appartengono scritti che relazionano sulle prime indagini compiute negli archivi di alcune scuole. Si tratta di un nuovo filone di ricerca che l’Istituto della resistenza alessandrino, in piena sintonia con gli altri istituti di tutta Italia, ha intenzione di allargare, per le importanti indicazioni che ne potranno emergere sulla storia delle singole scuole certamente, ma più ancora della cultura, della società e delle comunità locali. Si annoverano tra questi gli scritti di Luciana Ziruolo sull’Istituto Magistrale di Alessandria, di Aldo Gorrone sull’Elementare Galilei di Alessandria anch’essa, e di Chiara Campese e Giovanna Gola sugli istituti casalesi Leardi, Lanza, Balbo e Contardo Ferrini.

Laurana Lajolo, presidente dell’Istituto nazionale (INSMLI), ed Agostino Pietrasanta, già presidente della Commissione storia del Provveditorato, rispettivamente introducono e concludono un volume che interesserà chiunque si appassiona ai temi della cultura e della formazione dei giovani.