Il Museo della Maschera

Il Museo della Maschera nasce a Rocca Grimalda, paese dell’Alto Monferrato, gestore e detentore di un Carnevale arcaico (la Lachera), che con esemplare chiarezza mostra i segni caratteristici delle contadine “feste di primavera” o riti propiziatori della fertilità, con tratti comuni non solo a tutto l’arco alpino, ma ad un’area di diffusione europea. Tale peculiarità, unita all’assenza in ambito regionale (e forse non solo regionale) di un Centro studi riferito al fenomeno Carnevale, giustifica pienamente, a nostro avviso, un progetto articolato di Museo-Centro di documentazione che intenda porsi come punto di riferimento nazionale per ciò che concerne la ritualità festiva in generale e la cultura carnevalesca in particolare.

Il Museo di Rocca Grimalda infatti, si pone nel quadro della museografia etnografica italiana con l’ambizione di avviare un discorso nuovo, con metodologia interdisciplinare, che prosegua l’impostazione collaudata con successo nei convegni internazionali sinora organizzati dal Laboratorio Etno-Antropologico di Rocca Grimalda.

La sede del Museo si colloca nel centro del borgo medievale, nell’ex-Palazzo Municipale di Rocca Grimalda, in Piazza Vittorio Veneto 1, a cinquanta metri dal Castello duecentesco, dimora prima dei Malaspina, poi degli Adorno, dei Trotti e dei Grimaldi. In tale sede (di proprietà comunale) gli spazi riservati al Museo si trovano al primo piano, in numero di quattro locali, ristrutturati grazie ai finanziamenti erogati dalla Regione Piemonte. Al momento il Museo può disporre di due sale piuttosto ampie (rispettivamente, mq. 60 e 40) e di due salette, arredate con tavoli, scaffali e vetrine.

Attualmente il Museo è aperto e visitabile tutte le domeniche ore 15.00-19.00 ed effettua apertura straordinaria in occasione del carnevale e il 29 luglio, festa patronale. E’ in ogni caso possibile prenotare visite in altri giorni per scuole o gruppi. Per contattarci info@museodellamaschera.it.


Museo della maschera tradizionale e del costume carnevalesco

Ad un primo nucleo espositivo, ovviamente riservato alle maschere della LACHERA, si collegheranno via via, sulla base di donazioni, lasciti, acquisti, prestiti, depositi e scambi, maschere, costumi e oggetti rituali vari di altre regioni e paesi, corredati sempre da schede, pannelli, quadri informativi e didattici esplicanti le correlazioni, i parallelismi, i significati nascosti di ordine simbolico, magico, antropologico presenti sempre in larga misura nelle forme rituali espresse nel tempo dalla cultura carnevalesca.
Il Museo opererà infatti, con un taglio storico-comparativo di vasto raggio, sulle tre direttrici di ricerca così enucleabili sinteticamente:

  • Morfologia del Carnevale (tipologie dei rituali, loro interrelazioni, isomorfismi ecc.)
  • Storia sociale del Carnevale (genesi ed evoluzione storica dei rituali carnevaleschi)
  • Geografia del Carnevale (costruzione di un Atlante carnevalesco italiano ed europeo, evidenziante l’articolazione spaziale dei vari fenomeni rituali).

Laboratorio didattico

Il Museo di Rocca Grimalda, intende porsi come una struttura viva, effettivamente al servizio del territorio e non ad esso sovrapposta. In particolare, si ritiene essenziale il rapporto col mondo della scuola, in accordo con le norme ministeriali che sollecitano, da parte di studenti e docenti, l’approfondimento della conoscenza dei beni culturali presenti sulla realtà territoriale. A fianco del Museo-Centro di Documentazione, si ritiene importante organizzare un laboratorio didattico rivolto in particolar modo a insegnanti e studenti, nel quale, sulla base di seminari, corsi di aggiornamento, laboratori, si affronti il tema Maschere dal punto di vista storico-documentario e anche tecnico, con l’analisi e la ricostruzione delle tecniche utilizzate per la preparazione delle maschere (dalla cartapesta al gesso, dal cuoio al legno ecc.). In tale senso si pensa sia giusto valorizzare l’esperienza dello scultore Natale Panaro, che recentemente ha consentito al gruppo folkloristico della “Lachera” di reimpossessarsi delle maschere rituali estromesse in epoca fascista, così come innescare un rapporto di collaborazione operativa con il prof. Donato Sartori, direttore del Centro Maschere e Strutture Gestuali di Padova.
Analogo stimolante discorso può essere attivato per quanto concerne il teatro d’animazione (burattini e marionette) dando continuità alla collaborazione fruttuosamente già sperimentata negli scorsi anni con l’Associazione Peppino Sarina di Tortona, che da anni propone mostre, corsi d’aggiornamento e laboratori, partendo dal ricchissimo e unico archivio del geniale marionettista Sarina.

Oltre alle sue raccolte di materiali e documenti, il Museo potrà ospitare mostre temporanee che di volta in volta contribuiranno a lumeggiare il vasto, stratificato, complesso e affascinante mondo del Carnevale di tradizione popolare.

Sono attualmente visitabili due mostre, allestite per l’inaugurazione del Museo, avvenuta il 9 settembre 2000:

  • Le maschere nel Medioevo, a cura di Sonia Maura Barillari e Margherita Lecco, che espone testi e immagini suggestive tratte da manoscritti medievali, evidenzianti il legame di antichissime manifestazioni carnevalesche con le credenze sul mondo dei morti;
  • Spade per la vita, per la morte. La danza della spada in Italia, a cura di Franco Castelli: una ricca esposizione fotografico-documentaria che offre un quadro aggiornato sulle danze armate, pratiche rituali cui la Lachera stessa è stata associata dai folkloristi del passato (B.M.Galanti 1942 e P.Toschi 1955).