Antichi testimoni

FC. Questa Lachera che cosa rappresentava?

GS. Eh, rappresentava una famiglia di contadini che si ribellava a questi Castellani, no? C’era la…come si dice, la prima notte quando uno si sposava, doveva lasciar la moglie lì al feudatario, e allora quella famiglia lì si son tutti ribellati con questo ballo, andando lì… E da quella volta finiva la… Anonimo. Perchè poi erano anche armati, no? c’erano le sciabole.

GS: Gli Zuavi sembravano due guardie svizzere. Gli Zuavi erano uno da una parte, uno dall’altro della Sposa e con le spade facevano la guardia agli Sposi. Poi c’erano quattro con una frusta che picchiavano. Con una frusta, proprio una frusta. Praticamente rappresentavano il popolo, sì, il popolo contadino più che altro. Erano tutti vestiti… non so, sembravano tappeti, tutti fiori, tutti fiori! Tutti i colori, verdi, rossi… tutti fiori, i Trapulini. Chiamati Trapulini forse perchè picchiavano (nel dialetto locale, trapunà significa picchiare col trapun, verga di salice). (…) La prima famiglia è stata una famiglia che erano numerosi, tutti fratelli, che la sorella doveva sposarsi, e hanno fatto la rivolta contro i Castellani. Ecco, l’unica cosa che c’è rimasta è quella lì, che era una ribellione contro i Castellani.

FC. Per sentito dire dai vecchi, quando han cominciato a rappresentarla, questa Lachera?

GS. Dunque, quando siamo andati a Italia ’61 avevamo un depliant, ma non c’era quando han cominciato, non lo sapeva nessuno.

FC. Era la Pro Loco che organizzava?

GS. Le ultime volte sì, prima no. Prima avevamo una squadra così. Quando è finita la guerra, che era del ’46, che praticamente erano trent’anni che non la facevano perchè il fascismo… tutte quelle cose…

FC. Ah, l’avevano proibita?

GS. No, il fascismo la faceva, la usava, la usava anche lui. Sì, la usava, la portava in giro. Era diventata il gruppo folkloristico migliore della provincia di Alessandria e la portava in giro.(…) Prima chi l’organizzava erano di solito piuttosto giovani. Non so, amici organizzati, una compagnia… E poi qui c’era l’usanza che si andava alle cascine e tutti davano, non so, la gallina… sempre, sempre! Giravano con un carretto, magari due con una cesta grossa, se ci davano uova, soldi anche, galline, conigli, e poi si faceva delle… delle mangiate! No, non era un giorno solo, durava anche 15 giorni. Ecco, incominciava il primo giorno di carnevale e poi si prolungava. Come tradizione, noi a Rocca finiva il martedì grasso.(…)

FC. Quanti erano in tutto?

GS. 18, da 18 a 20. C’era Sposa e Sposo, 4 Trapolini (4 con la frusta), 4 Mirat (sarebbero mulattieri), i 2 Lacheri, 2 Zuavi, 2 Ballerine che gli ballavano in giro e il Bebè. Il Bebè; sarebbe stato il ridicolo della compagnia, come il buffone di corte, diciamo, e aveva un vestito viola, lungo, brutto! con due cornacce così! con un bel naso! no no, si cercava che ce l’avesse! (ride) Senza gobba, no, si metteva quel vestito che era già brutto da vedere! un vestito già brutto! Portavano anche la maschera, e poi è uscita una legge che era proibita. Prima del fascismo la facevano mascherata, poi il fascismo ha proibito la maschera, allora… Tutti, prima della prima guerra mondiale, avevano la maschera completa, tutta tutta, non solo gli occhi. Cambiavano faccia completamente! (…) Il Bebè faceva ridere! solo da vederlo c’era da ridere!