Il corteo nuziale

1. GLI SPOSI

Il tema del contrasto per la mano di una ragazza è al centro di diverse forme drammatiche rituali, come il bruscello, il mariazo, la befanata ecc. In tutte queste rappresentazioni popolari, la sposa è impersonata da un uomo: così anche a Rocca Grimalda, sino al 1929. Lo Sposo, con maschera intera bianca, veste una giacca nera attillata, cappello nero con coroncina di fiori, camicia bianca con farfallino nero, guanti bianchi, pantaloni attillati bianchi con strisce verticali rosse e blu ai lati. La Sposa ha sul viso una maschera bianca, è in abito bianco lungo, ha cappello largo e velo, scarpe col tacco, guanti e borsetta. Una volta esibiva molti ori, prestati dalle varie famiglie del paese.

2. I LACCHE’

I due Lachei, vestiti di bianco e con alte mitre infiorate, si collocano uno davanti e l’altro dietro la coppia di Sposi, danzando e saltando per tutto il tempo della sfilata. Sono due Maschere-guida, e gli scialli ricamati, la fusciacca di seta rossa, le mani guantate e le bacchette infiocchettate ce li fanno considerare degli Arlecchini signorili, quasi dei maestri di cerimonia. L’imponente mitra adorna di nastri e fiori li collega ai medievali Abati dei folli, organizzatori delle feste comunitarie

3. GLI ZUAVI

Armati di lunghe spade e con caratteristico cappello a fungo di fiori artificiali, i due Zuavi fanno da scorta d’onore agli Sposi e procedono al loro fianco. Sul viso recano maschere intere bianche, bicolori, con fascia nera attorno agli occhi e vestono pantaloni alla zuava di vario colore, con scialli e pizzi.

4. LE DAMIGELLE

Nella Lachera tradizionale, compare una sola Ballerina, come damigella d’onore della Sposa, ma con la Lachera fascista si introducono diverse Campagnole in costume monferrino. Attualmente, due Ballerine sfilano al braccio degli Zuavi, a lato degli Sposi, mentre otto Campagnole mascherate formano coppia con i Mulattieri, parte davanti e parte dietro il gruppo nuziale.

5. I TRAPPOLINI

I quattro Trapulin armati di staffile e con le sonagliere dei muli alla vita, delimitano lo spazio scenico della sfilata: due aprono il corteo e due lo chiudono tenendo lontana la folla facendo schioccare la frusta. Portano maschere bianche baffute, cappelli a fungo di fiori artificiali, ricchi scialli ricamati (oggi sostituiti da un largo collarone bianco con strisce colorate). Il caratteristico abito attillato, un po’ da Arlecchini, è in tessuto damascato a colori vivaci: il nome “Trappolino” deriva infatti da una maschera di Zanni della Commedia dell’arte.

6. IL BEBE’

Buffone mascherato, vestito da donna, con un lungo abito rosso-viola scuro, scialle bianco a pois, borsetta di pizzo, guanti bianchi. In faccia reca una mezza maschera nera e in testa porta una cuffia bizzarra con due enormi orecchie e due corna di capra (dal cui verso Bèe-bèe proviene il nome), che ne fanno un personaggio ambiguo, vagamente diabolico. La maschera, censurata in epoca fascista, è; stata recentemente ricostruita e reimmessa nel contesto del gruppo folkloristico.

7. I MULATTIERI
Erano quattro, e oggi sono otto, vestiti col tipico costume dei carrettieri monferrini: fascia di seta colorata alla vita, camicie di flanella e foulard al collo, pantaloni di velluto stretti al ginocchio e calze bianche, scarponi neri e cappello nero con coroncina di fiori. In coppia con le Campagnole (introdotte in epoca fascista), parte anticipano gli Sposi, parte li seguono nel corteo. Portano maschere bianche con fascia nera attorno agli occhi.

8. IL GUERRIERO
Reintrodotto nell’edizione 1999, dopo un’assenza di quasi settant’anni, la maschera del Guerriero è tutta vestita di nero, armata di uno spadone, e si colloca in fondo al corteo, tentando ripetutamente di intervenire per disturbare la festa (forse per rapire la Sposa); gli Zuavi si incaricano di allontanarlo mimando una specie di combattimento con le spade.

A questi 30 personaggi si aggiungono, nella composizione attuale del Gruppo folkloristico, due ragazzini Portastendardo e alcuni Suonatori (solitamente fisarmonica, violino e ghironda). Negli ultimi anni, con il ripristino della questua rituale nelle campagne, al corteo si uniscono due o tre asini riccamente agghindati e forniti di ceste, guidati da vari Mulattieri, e alcuni Portatori di “Carase” (pali decorati da nastri multicolori) cui si appendono, come trofei, i prodotti della questua.