E’ uscito il n.69 di QSC – Pandemia e guerre

29 July 2021

Pandemia e Guerre è il titolo del 69° «Quaderno di storia contemporanea», rivista semestrale dell’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria «Carlo Gilardenghi». I temi affrontati nel volume sono stati sollecitati dalla nostra contemporaneità, segnata dall’intrecciarsi dell’emergenza sanitaria con i conflitti che segnano in profondità il nostro tempo, in particolare nel bacino del Mediterraneo. Il volume si compone così di due sezioni, la prima intitolata Alla prova del Covid-19: Titolo V, Unione Europea; la seconda Mediterraneo in guerra.

 

In Alla prova del Covid-19: Titolo V, Unione Europea Renato Balduzzi, in È davvero una priorità cambiare nuovamente il Titolo V della Costituzione?, mette in discussione la questione sollevata da ambienti politici e dai media puntualizzando come il profilo giuridico istituzionale del Titolo V della revisione costituzionale del 2001 definisca in forma chiara  poteri e competenze dello Stato e delle Regioni.

Corrado Malandrino e Stefano Quirico, Una crisi nella crisi: l’Unione Europea di fronte al Covid-19, riflettono sul processo non lineare dell’integrazione europea a partire dai primi anni Cinquanta fino all’attuale crisi sanitaria prodotta dall’epidemia di Covid-19.

 

Apre la sezione dedicata al Mediterraneo in guerra il saggio di Mario Giro, Le guerre africane nel nuovo millennio. Giro delinea come il percorso storico dei paesi africani dopo la decolonizzazione sia stato costellato da conflitti, pressoché esclusivamente interni ai singoli stati. Analizzando la situazione attuale, determinata dalla fine della Guerra fredda e dall’impatto prodotto dalla globalizzazione sul continente africano, Giro passa in rassegna le varie interpretazioni avanzate dagli studiosi circa il continuo ripresentarsi della guerra nell’Africa contemporanea.

Il giornalista Domenico Quirico, in Il terrorismo islamico, traccia la diffusione dell’islamismo a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, dalla rivoluzione iraniana all’ISIS, tenendo in considerazione le caratterizzazioni etniche e politiche insieme a quelle economiche di sfruttamento delle risorse naturali. L’errore dell’Occidente, secondo Quirico, è di credere che con la caduta di Mozul e di Raqqa si sia conclusa la diffusione dell’islamismo radicale.

Carlo Pallard, in Dove va la Mezzaluna? La politica estera turca tra tentazioni imperialiste e istinto di sopravvivenza, legge l’attuale linea politica estera seguita dalla Turchia oggi in un contesto di lungo periodo. La proiezione esterna che Erdogan ha impresso alla politica turca appare così operare una rottura rispetto al passato recente, ma è anch’essa figlia di quella sindrome di Sèvres che ha condizionato tutta la vicenda storica della Turchia moderna.

Maurizio Ambrosini, Riformare le politiche migratorie dallo scenario europeo al caso italiano, evidenzia come, dopo le tragiche violazioni dei diritti umani dei profughi lungo la rotta balcanica, a cui l’Unione europea è rimasta indifferente, non funzioni più la strategia della esternalizzazione dell’accoglienza, che provoca proteste nei paesi ospitanti. Si pone l’esigenza di una nuova politica comunitaria, basata sul riconoscimento dei diritti umani fondamentali e su una nuova politica dell’immigrazione per lavoro, definendo le norme del diritto d’asilo, dei rimpatri e della distribuzione dei profughi e per l’Italia riformando le leggi che regolano il riconoscimento della cittadinanza.

Tatiana Agliani, La voce delle immagini. Le guerre in Africa e in Medio Oriente e il potere negletto della fotografia, traccia l’evoluzione del lavoro del fotografo di guerra dagli anni Settanta a oggi. Nella seconda metà del Novecento i fotografi free lance documentarono le guerre in Vietnam, Libano, Cisgiordania, Afghanistan, Kuwait, facendo reportage documentati e ragionati per i giornali, mentre l’introduzione della fotografia digitale ha ridotto il ruolo del fotografo e i nuovi media veicolano ormai le immagini in un flusso continuo, determinando nello spettatore un controproducente effetto di saturazione.

Roberto Lasagna, Kechiche Lo sguardo lontano dagli stereotipi, porta l’attenzione sul lavoro del regista tunisino naturalizzato francese Abdellatif Kechiche autore cruciale del cinema contemporaneo, che interpreta la condizione dei magrebini in Francia con una “tensione meticcia” molto lontana dagli stereotipi e con un linguaggio scopertamente politico e un sottile erotismo che coinvolge totalmente lo spettatore.

Nella sezione Note e discussioni Fabrizio Meni, in A fuoco lento. Contributo alla questione dei cambiamenti climatici, considera l’ambiente come la questione politica più importante dell’umanità. Il consumismo ha rotto gli equilibri ecologici e la pandemia non è un incidente provvisorio, bensì un effetto del sistema, per cui non sono chiare le possibili soluzioni. Vanno, cioè, ridefiniti i valori, basandosi sul concetto di “abbastanza”, a cui adattare la specie umana con provvedimenti che portino a miglioramenti progressivi del clima.

Cesare Manganelli, Imperium et libertas. Una nuova biografia di Churchill, esamina la monumentale biografia di Winston Churchill scritta da Andrew Roberts, da cui emerge il percorso biografico eccezionale dello statista, a partire dalla fondamentale esperienza politico-militare nelle colonie e nella Prima guerra mondiale.

Antonella Ferraris, Natura e cultura nello sviluppo dell’energia elettrica in Italia. Lo sviluppo di un universo simbolico nell’opera di Piero Portaluppi, traccia il profilo dell’architetto Portaluppi, uno dei protagonisti dello sviluppo industriale del Novecento con le progettazioni delle centrali idroelettriche, che appaiono come monumentalizzazioni architettoniche, di complessi residenziali e della Fiera di Milano.

Nella sezione Problemi e materiali didattici Antonella Ferraris, Il servizio di mediazione interculturale dell’isral, descrive il programma culturale che l’Istituto conduce con buoni risultati in collaborazione con istituzioni e istituti scolastici, attuando diverse tipologie di intervento per migranti di diverse etnie e lingue e corsi di formazione per insegnanti.