Ricordo di Athena Guidi

22 Settembre 2014

A funerali avvenuti, ci giunge la notizia della scomparsa, a Valenza, di Athena Guidi Battezzati, nostra collaboratrice “storica” sin dalle origini dell’Isral.

Figlia di Enzo Luigi Guidi, comandante partigiano della 108 Garibaldi, dal padre aveva ereditato sia l’impegno politico sia la passione per la storia sociale e il culto del dialetto locale. Questo l’aveva portata ad avvicinarsi a noi dell’Istituto storico e a collaborare con il Centro di cultura popolare, svolgendo un prezioso lavoro di recupero di testimonianze orali di uomini e donne del Valenzano, militanti politici di base in particolare.

Grazie a lei si sono potute realizzare importanti ricerche: la prima vasta rilevazione sulle tradizioni popolari di quell’area, confluita solo in parte nel volume del sottoscritto, Cultura popolare valenzana. Canti proverbi testimonianze (Alessandria, Edizioni dell’Orso, 1982), il denso saggio pubblicato sulla nostra rivista “Quaderno di storia contemporanea” (XI (1988), 3, pp. 35-58), scritto a più mani (con Danila Polastri e il sottoscritto), Il ballo e la norma. Una donna contadina fra storia e folklore, nonché il dossier Le donne si raccontano, interviste a cura di Athena Guidi. (Valenza, Comitato 8 marzo, Zona di Valenza, 1990).
Senza dimenticare il suo contributo alla pubblicazione delle memorie del padre Enzo Luigi Guidi “Batista”, in quel Valenza antifascista e partigiana edito dall’ANPI di Valenza nel 1981 e poi ristampato dal CSA Lacandona nel 2010.
Ma più che nel pubblicato, da lei mai troppo ricercato o enfatizzato forse per un eccesso di modestia, la sua intensa, feconda attività si dispiega nel lavoro politico quotidiano di base (fu per molti anni segretaria della sezione “Emanuelli” del PCI di Valenza e poi volontaria allo sportello del Sunia), nella concretezza degli interventi sui fogli della sinistra valenzana o nella partecipazione a iniziative di ricerca o rievocazione storica (se ne trova traccia nei fascicoli di “Valensa’d na vota”) in particolare nelle scuole, per tenere viva una memoria della vita e delle lotte delle classi popolari non banale e mai arresa all’omologazione imperante (per un esempio recente, si veda Storicamente noi. 1° Circolo Valenza, SlideShare).

Una ricercatrice attenta, intelligente, appassionata, competente come pochi; una donna impegnata nel sociale, militante attiva e cultrice di una memoria civile non mistificata, una collaboratrice meravigliosa, di cui sentiremo molto la mancanza.
Alla figlia Rossana e al nipote Alessandro Alessandria le nostre più sincere condoglianze.

(Franco Castelli)