E’ mancata Pierina Ferrari

23 Luglio 2011

Ancora una protagonista che se ne va. E’ scomparsa Pierina Ferrari, Milly, partigiana garibaldina di Tagliolo, coraggiosa staffetta, testimone del rastrellamento della Benedicta.
La ricordiamo con affettuoso rimpianto, per la sua fermezza unita alla semplicità contadina, per la sua simpatia e l’intrepida costanza con cui portava nelle scuole e ai giovani il messaggio di fedeltà ai valori della Resistenza.
Dal documentario di Roberto Paravagna, Benedicta 1944. l’evento, la memoria, citiamo il brano di una sua testimonianza che dà la misura della sua tempra:

Quella sera lì doveva esserci il lancio quando c’è stato il rastrellamento e invece […] son venuti ma non l’han fatto perché hanno visto che non c’erano i fuochi.
E allora l’indomani c’era il rastrellamento e io son fuggita dal rastrellamento, eh? Ero al Tugello, ho fatto tutto il Retano e son arrivata ai laghi della Lavagnina e poi son scesa giù ai Mazzarelli… […] C’era un appuntato dei carabinieri, mi ha preso e mi ha dato in mano ai tedeschi e lì… M’hanno torturato in tutti i modi perché volevano sapere il Comitato di Genova, tutti quelli di Ovada… […] ma io non ho parlato, e giù botte… Poi son rinvenuta che ero in mezzo al sangue. E poi a Pasqua alle 2 del mattino mi hanno portato alle Nuove a Torino, e mi portavano in braccio perché io non potevo camminare …

A Pierina,
a Claudia, a Martina e le altre,
dedichiamo la poesia scritta
dal compianto Edoardo Sanguineti
nel 45° Anniversario della guerra di Liberazione (Val Borbera, 2 febbraio 1985)

BALLATA DELLE DONNE Quando ci penso, che il tempo è passato, le vecchie madri che ci hanno portato, poi le ragazze, che furono amore, e poi le mogli e le figlie e le nuore, femmina penso, se penso una gioia: pensarci il maschio, ci penso la noia. Quando ci penso, che il tempo è venuto, la partigiana che qui ha combattuto, quella colpita, ferita una volta, e quella morta, che abbiamo sepolta, femmina penso, se penso la pace: pensarci il maschio, pensare non piace. Quando ci penso, che il tempo ritorna, arriva il giorno che il giorno raggiorna, penso che è culla una pancia di donna, e casa è pancia che tiene una gonna, e pancia è casa, che viene al finire, che arriva il giorno che si va a dormire. Perché la donna non è cielo, è terra, carne di terra che non vuole guerra: è questa terra, che io fui seminato, vita ho vissuto che dentro ho piantato, qui cerco il caldo che il cuore ci sente, la lunga notte che divento niente. Femmina penso, se penso l’umano: la mia compagna, ti prendo per mano.   Edoardo Sanguineti Val Borbera, 2 febbraio 1985 (nel 45° Anniversario della guerra di Liberazione)