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Succede
che un bambino venga massacrato. Succede e non c'è niente
di strano. E' che la gente, gli uomini, spesso si comportano cosi
come viene senza capire bene quello che fanno. Non c'hanno mica
dentro nella testa quel coso li, come lo chiamano, il computer che
c'ha i programmi che tu sai bene quello che fai. E poi forse non
c'è niente di male che i bambini vengano massacrati, magari
di botte, così si capisce bene chi è il più
forte e chi è il più debole, un po' come gli animali
che poi dicono che sono bestie ma in fondo bestie siamo pure noi.
Poi dopo che il bambino l'hai massacrato o te lo sei inculato non
cambia molto. Ci sono persone che dicono di _essere per bene, che
i bambini mica li massacrano, no, li fanno. Genitori, padri e madri
che poi diventano nonni e i bambini non li ammazzano ma li fanno
diventare grandi. Grandi come quelli che poi quando vanno in vacanza
o la domenica pomeriggio vanno a vedere il posto dove si ammazzano
i bambini. Pagherebbero pure il biglietto per godersi 'sto brivido
da caravanserraglio, qua in mezzo alla monnezza, in mezzo ai frigoriferi
arrugginiti, agli scheletri dei motorini rubati, in quello schifo
di baracca colle assi marce e malandate. Così tu non sei
più quella bestia che potresti essere ma anzi sei proprio
un bravo papà che certe cose non capisci come ci sia gente
che le possa fare. Epperò, quando ci sei li in quel posto
che sa di mattatoio, coi fiori e i santini di Padre Pio e la Madonna
di Civitavecchia, quando sei li la bestia la. senti che ti freme
nello stomaco. Perché l'assassino tutti ce l'hanno dentro.
Quel Caino che in fondo fa parte della natura nostra e che ci hanno
insegnato anche a rispettarlo se no ti fanno fuori gli altri e allora
è pure peggio.
Ma
insomma non ci perdiamo, pèrché un vecchio come me
che ne ha viste tante, ma proprio tante, non c'ha tanto tempo da
perdere in chiacchiere. Uno che ha visto la fame, quella vera sotto
le bombe, e poi morti che stavano li a puzzare. Me le ricordo ancora
quelle camionette sventrate che qualche volta restavano li semisommerse
in riva al fiume e i cadaveri gonfi come delle palle che si incagliavano
fra i rami o quelli che restavano li, tutti anneriti, fotografati
in posizioni da ballerini pazzi. E poi avanzi di bombe che per anni
ancora ogni tanto si sentivano i botti, e mamme che urlavano disperate.
1 bambini giocano con tutto, si sa, soprattutto quelli nati quando
la guerra non c'era già più da un pezzo. E le mamme,
hai voglia a dire non andare a giocare qui, non andare a giocare
li, ogni tanto qualcuno lo trovava quel pezzo di ferro strano che
proprio non avrebbe dovuto stare in quel posto. E poi passano gli
anni, gli storpi piano piano spariscono chi sa dove!) e anche gli
scemi di guerra chi sa dove sono finiti rinchiusi. C'era un ragazzo
qua attorno che si era fatto tutta la collezione delle divise. Tedeschi
della Wermacht. americani, inglesi. E ogni giorno cambiava personaggio
e andava in giro per il paese a pattugliare serio serio coi bambini
che gli correvano dietro come il pifferaio della favola. Sembrava
un gioco, sembrava carnevale. E lui era bravissimo a fare i suoi
personaggi, non si staccava mai. Parlava, urlava e sembrava un tedesco
vero o un americano vero a seconda dei giorni, tanto nessuno, nemmeno
lui capiva quello che diceva. Comico era comico, si, ma chissà
che cosa doveva avere visto, quello, da bambino. Poi è sparito.
L'avranno ínternato, pure lui. Poveraccio. Eh, si, viste
ne ho viste tante ma poi in fondo che ho visto? Solo un fiume e
qualche pesce puzzolente. Però questa cosa te la voglio raccontare
perché non l'ho capita manco io, secondo me c'è tutto
il nostro destino dentro ma non so bene perché.
No,
io e te non facciamo così schifo. Ma poi che è lo
schifo?
Te
l'ho detto, massacri, fame, trucidi senza nome e senza volto ne
ho visti tanti e tanti ce ne sono in giro. Come lo Zozzo (così
lo chiamo io), quel bastardo che mi vuole comprare a quattro lire
tutta la baracca per farci la sala giochi, con quel codino di capelli
unti, le mani grasse e le occhiaie da vecchio segaiolo. 1 soldi
se li è fatti vendendo le bustine di droga e adesso i ragazzi
se li vuole portare all'inferno con lui, in mezzo a quei giochi
da rincoglioniti.
Ma
non glie la voglio dare vinta. Piuttosto chiudo e lascio tutto li
a marcire. Parecchi di questi brutti ceffi adesso stanno al cimitero
e questa in fondo è una consolazione. Tombe senza fiori che
cadono a pezzi. Le lettere dei nomi che si staccano e nessuno che
glie la rimetta a posto quella letterina persa senza la quale il
tuo nome diventa solo uno sberleffo, certe volte una parodia comica
o addirittura una parolaccia. Perché quelli che lavorano
al cimitero lo sanno bene chi sei stato quando facevi i porci comodi
tuoi, a questo mondo. lo ogni tanto ci vado al cimitero. Beh, quando
posso. C'è quella donna che le ho portato un po' via la vita,
perché mi dispiace che se n'è andata via prima che
la capissimo davvero, la vita dico. Cinque figli e al sesto c'è
rimasta e gli altri sono spariti come le foglie quando soffia il
vento.
Il
pescatore ho fatto tutta la vita, qua sulla foce di questo fiume
che non so davvero quanto è fiume e quanto è mare.
Poi ci ho fatto il ristorante e un po' di soldi, tanto per mandare
i figli a scuola e farsi strada. E coi politici e le attricette
ci siamo fatti il nome.
"Armando.
Il re dei pescatori". Il pesce è buono e i soldi non
mancavano. Adesso non c'è più quel giro. Peccato.
Scrittori, ministri, dirigenti di partito, produttori dì
cinema. Quì alla foce si mangiava solo da me. Pesce fresco
e cucina raffinata, ma senza troppe luci addosso. Dicevano che c'era
la dolce vita. Qui da me hanno combinato affari, accordi politici,
ma anche nottate di ubriachezza e intrallazzi dei più strani.
lo facevo sempre finta di non vedere e non sapere e forse è"
per questo che mi volevano tutti bene. E poi tenevo aperto quando
volevano loro, fino all'alba e anche di più. C'era uno scrittore
che si fermava qua con un regista certe volte, e scrivevano film.
riempivano fogli su fogli. Qualche volta litigavano, urlavano insulti,
altre volte si facevano delle risate che non finivano piú
e si davano manate addosso soddisfatti. Adesso qualche coperto e
poco più.
Per
forza. Ci hanno scaricato addosso i rifiuti di tutta la città.
Guardati
attorno. Frigoriferi arrugginiti, motorini rubati. fatti a pezzi,
bruciati senza ruote. Qua sotto, sul fondo di melma del fiume, ci
puoi trovare di tutto. Macchine -rubate o rubate finte per incassare
i soldi delle assicurazioni, armi che era meglio far sparire.
Si
va be', io continuo a chiacchierare ma non è di questo che
volevo parlare, è quello che ho visto adesso che è
uno strazio. Lo sai che c'è stato un delitto. Un delitto
terribile qua attorno. Quel bambino, si, quello dei giornali.
Fabio
si chiamava. L'hanno ammazzato dentro la pineta. Botte, violenza
sessuale, ancora non sì è capito.
Dicono
che l'ha ammazzato il padre di un amico suo che se la faceva pure
con suo figlio.
Ma
come l'ha ammazzato? Mica è facile ammazzare la gente. Uno
schiaffo? un cazzotto? E chi è mai morto per questa cose?
Ci vuote altro, te lo dico io che l'ho vista la guerra e il sangue
che non si ferma e arrossa le pozzanghere... si lo so te l'ho già"
detto ... E' che qua da noi è sempre lo stesso schifo, come
in un pisciatoio... "Armando, re dei pescatori"...'Sto
re ne ha viste e sentite troppe e forse non voleva capire che il
trono era fasullo e che le chiacchiere sono peggio delle bombe e
che adesso è ora di vuotare il sacco e dire tutte le porcate
che abbiamo digerito e che ci hanno fatti diventare mostri. Per
questo adesso chiudo sta baracca e me ne fotto. Ma il pescatore
non posso più farlo perche e cambiato il fiume. E' cambiato
anche l'orizzonte e anch'io sono cambiato. Vecchio. Diventato furbo.
Con quattro soldi guadagnatì male e senza più un passato.
E'
cambiato l'orizzonte. Quei casermoni laggiù prima non c'erano.
Brutti. Brutti e inutili. La non ci si vive. Si impara solo a conoscere
l'inferno. Case di cartone. Se scoreggi al primo piano ti sentono
anche all'ultimo. Infissi con le crepe, muri che grondano pisciate.
Quasi nessuno c'ha un lavoro vero. 1 ragazzini giocano dove possono
e come possono. Rubano motorini, giocano a fare i delinquenti cosi
imparano a farlo davvero. Quando diventano uomini sono cattivi.
Come belve. Tutto il giorno davanti alla TV a guardare culi e tette
e di fianco certe donne abbrutite. sempre incazzate, che non le
vorresti vedere nemmeno da lontano.
lo
ho comprato qualche videogioco (te l'ho detto che gli affari non
sono più quelli di una volta) e vengono qui a spendersi qualche
spicciolo, i ragazzini. 1 padri si ubriacano, litigano di calcio
e si annoiano. Ma alla fine stanno tutti sulla stessa barca. E'
nata per gioco, anzi per noia, questa brutta storia. Li sentivo
per forza. Che dovevo fare? 'Io
tuo figlio me lo inculo e lui pure ci stà ! Vuoi vedere?"
E giù risate.
"Così
ti faccio vedere se non è frocio come suo padre!"
Tutti
ridevano. Pure i ragazzini. Anzi loro erano quelli che aizzavano
di più. Era un gioco nuovo! E poi acchiappavano anche due
lire con delle specie di scommesse che in realtà" erano
un premio che gli davano i grandi, più che altro per farli
stare zitti. E poi in fondo ai ragazzini piace che i grandi giochino
con loro.
lo
facevo finta di non sentire ma in quel capanno dove c'hanno trovato
il ragazzino, dove c'hanno trafficato per giorni e giorni i carabinieri,
quelli col camice bianco, e poi giornalisti, telecamere, che accendevi
la televisione e vedevi la diretta da casa tua, e adesso ci vanno
tutti a portare i fiori, i santini che pare un albero di natale,
tutti quelli che ti dicevo prima, che fanno finta di commuoversi
ma sotto sotto ce l'hanno duro e c'hanno pure un po' d'invidia perché
fare l'attore alla TV a tutti gli piacerebbe, no? che poi, magari
ti fanno l'intervista e ti mettono su una poltrona e tu racconti
un sacco di balle e loro giù applausi ... be', in quel capanno
marcio io, e pure gli altri, tutti, ma dico proprio tutti., lo sapevano
bene quello che ci succedeva!
Ma
io ai carabinieri mica glie l'ho detto quello che so veramente.
Tanto a che servirebbe? dovrebbero mettere in galera tutti, pure
i ragazzini e io i ragazzini in galera non ce li voglio vedere.
Mica si impara niente in galera. Tutti quelli che sono tornati erano
peggio di prima. Secondo me uno quando lo metti in galera, se se
lo merita davvero, poi dovresti buttare la chiave.
Me
lo ricordo quel giorno. Erano tutti un po' più ubriachi del
solito. Poi, come sempre quando organizzavano quelle porcate, sono
spariti tutti. Però di solito tornavano, cogli occhi stralunati,
il sorrisetto stronzo, i grandi. 1 ragazzini invece niente. come
se niente fosse, solo pieni di monetine oppure a sciamarmi attorno
per farsele cambiare e poi come le cavallette tutti addosso al vídeogioco
a litigarselo.
Quel
giorno invece non si è visto nessuno. Un silenzio d'altri
tempi. Solo che a un certo punto lo vedo, a lui, il ragazzino, il
figlio di quello che adesso sta in galera, quello sospettato. Lo
vedo che gira senza meta, cogli occhi persi, che balbetta qualcosa
a qualcuno inesistente. Faceva impressione co' quella vocina che
non pareva la sua. Lo vedo tutto sporco ma non so bene di che. Poi
arriva la madre. Gli urla qualche parolaccia, capisco solo che il
padre è incazzato e che lo vuole ammazzare. Gli ammolla due
schiaffoni e se lo trascina via mentre lui inciampa e rimbalza fra
le buche del prato come un sacco di patate. Faccio finta di niente.
Me ne frego. Mi accendo una sigaretta e guardo verso il mare. Ma
poi non resisto. Come se me lo sentissi. Mi infilo il giaccone,
chiudo la baracca e mi avvio verso la pinetina. Comincia a fare
buio. C'è il rischio di inciampare e farsi male su qualche
pezzo di ferro arrugginito. Vado alla baracca. Non lo so nemmeno
io perché. La trovo. Entro. Mi faccio luce con un'accendino
e che ti vedo? Il ragazzino li, con la testa spiaccicata e le mosche
che girano sul sangue. NO', non mi sono spaventato.
Ma
ho capito. Ho capito subito. E' come se mi fossi vista davanti la
scena.
Forse
qualcuno ci prova gusto ad ammazzare gli altri, ma qui non C"
entra. Non puoi ammazzare chi è già morto dentro.
E'
che i bambini, come pure i grandi, davvero non lo sanno bene quello
che fanno e percher lo fanno. Certe cose ti vengono da dentro come
se fosse un altro che le fa o come se tu le facessi per conto di
qualcun' altro. La testa non gliel'ha fracassata il padre dell'amico
suo. No. E' stato il ragazzino, proprio lui, con un badile, un sasso,
un ramo, che ne so. Gelosia. Si, solo gelosia. Come i grandi quando
vengono traditi. Non l'ha retta la vista di suo padre che si strofinava
addosso quel ragazzino, che lo accarezzava tutto nudo mugolando
e dimenandosi come una biscia. Forse è amore pure questo,
chi lo sa, quello di un bambino che vuole suo padre tutto per se
anche quando gli fa male. 0 forse e quello che è rimasto
dell'amore in questo mondo sfinito.
Ma
io ai carabinieri questo non gliel'ho detto. Che se ne stia lui
in galera, quel porco di suo padre.Anche
se poi non è che i figli sono meglio dei padri e anche i
padri una volta erano bambini.
Lo
so che non è bello che i ragazzini si ammazzino fra di loro.
Dovrebbero
imparare ad ammazzarci a noi, ai grandi. Forse sarebbe meglio. Tanto
non c'è più niente da salvare e allora se si deve
morire è" meglio morire per mano di un innocente. Un
bambino, una tigre, un terremoto, un eruzione dì vulcano.
La
verità è che la guerra non è finita mai perché
la pace l'abbiamo adoperata per fotterci a vicenda
Qua
sono spariti tutti. Si sono chiusi tutti in casa. Paura. Vergogna.
Omertà. E nessuno ci potrà fare niente. Al massimo
puoi trasformare il mondo in una galera ma tanto è già
cosi.
Fra
un po', quando se ne saranno andati per sempre TV e carabinieri.
ricominceranno a uscire e fare come prima, anzi pure peggio. Ormai
l'ho capito. E' come questo fiume, non puoi pretendere che si metta
ad andare controcorrente. Va verso il mare e trascina tutto. Robaccia
abbandonata, schifezze, detriti, veleni e merda. Ma tutto laggiù"
va a finire. Tutto laggiù" nel mare. Il bene e il male
tutto rimescolato nel grande oceano della vita. Pure il poeta, mo,
mi metto a fare!, Che stronzate!... Be', questo ti volevo dire.
E te l'ho detto.
Adesso
mi fumo ancora una sigaretta e poi me ne vado a dormire. Mi sa che
stasera farà brutto tempo.
Vattene.
Va! Prima che si metta a piovere.
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