Prefazione  
di Maurilio Guasco

Giordano Pompilio, La Camera del lavoro di Alessandria dalle origini alla prima guerra mondiale, Le Mani- Isral, Recco, 2003

Sezioni

La Camera del lavoro di Alessandria dalle origini alla prima guerra mondiale

Introduzione di Pier Massimo Pozzi

Prefazione di Maurilio Guasco

 

 



Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento nascono in diverse città italiane le Camere del lavoro. In molti casi non sono altro che la versione italiana delle francesi bourses du travail, visitate e prese a modello da studiosi e operatori sociali italiani, che ritengono che quelle istituzioni possano diventare utili anche per la classe operaia italiana. Spesso le Camere del lavoro non fanno altro che svolgere il ruolo che avranno un giorno gli uffici di collocamento, un servizio cioè reso a operai e datori di lavoro: raccolgono le domande che gli operai presentano, indirizzando poi gli stessi operai verso quei settori e quelle industrie che sono alla ricerca di mano d'opera.
Ma la situazione di neutralità non durerà a lungo. Le Camere del lavoro iniziano a svolgere ruoli diversificati, organizzano corsi di alfabetizzazione, cicli di conferenze, momenti formativi. Talvolta, diventano anche luoghi di formazione politica o di militanza sindacale. Non ci vorrà molto perché compiano un passo successivo.
Negli stessi anni in cui le Camere del lavoro si vanno sviluppando nasce anche il Partito socialista, che si presenta come il partito dei lavoratori, la nuova struttura politica capace di opporsi alla borghesia dominante. Anche il Partito vuole svolgere un ruolo di formazione e di avvio alla militanza politica; e spesso i dirigenti del Partito sono anche soci delle Camere del lavoro. Si verifica quindi una certa convergenza di interessi, fino a situazioni limite, in cui le due istituzioni quasi si sovrappongono, sollevando le diffidenze di quei padroni e di quella borghesia che avevano considerato le stesse Camere del lavoro come un utile strumento per la collaborazione tra le classi.
Alessandria non differisce in questo da altre città. La Camera del lavoro nasce ufficialmente il 20 gennaio 1901, presentandosi come il più efficace organo per dirimere pacificamente le possibili questioni fra operai e padroni, anche se il mondo liberal-conservatore non nasconde qualche dubbio sulla reale neutralità di un'associazione i cui soci sono in buona parte operai e a più riprese lasciano intuire le loro simpatie per il giovane Partito socialista. Tali dubbi aumenteranno quando dall'originario statuto verrà tolto il divieto di tenere riunioni di carattere politico o religioso nei locali della Camera del lavoro.
Col passare del tempo, fra i soci sorgeranno contrasti, gli uni accusando gli altri di essere troppo succubi del Partito socialista quando questo percorre la via del riformismo e rischia di non poter più essere considerato il partito della classe operaia, perché di fatto composto soprattutto da piccoli proprietari, professionisti, avvocati e simili; un rimprovero, tra l'altro, che era già stato fatto da Labriola fin dal momento della costituzione del partito.
La Camera alessandrina segue comunque le sorti del Partito socialista, subendone le crisi e spesso condividendone gli atteggiamenti anticlericali. Gli studiosi di storia locale ricordano spesso i dibattiti provocati dall'allontanamento delle suore dall'ospedale o dalla rimozione dei crocifissi dagli uffici pubblici. Un altro episodio significativo fu l'intitolazione di una via al rivoluzionario spagnolo Francisco Ferrer, dopo la sua esecuzione capitale: la via a lui dedicata fu, e non era certo un caso, Via del Vescovado, cancellata quindi dalla toponomastica.
Saranno ancora le alterne sorti del Partito socialista a condizionare la Camera del lavoro negli anni che vanno dalla guerra libica alla prima guerra mondiale, soprattutto il dibattito sull'interventismo e il passaggio di non pochi socialisti dalla neutralità assoluta ad atteggiamenti più possibilisti, fino all'appoggio, in certi casi, della scelta interventista di uno dei più illustri socialisti del tempo, Benito Mussolini.
Il presente lavoro analizza approfonditamente tutte queste vicende, offrendo al lettore un interessante capitolo della storia socio-politica alessandrina. Su questo argomento esisteva già una ricerca di Roberto Botta, dedicata a Le origini della Camera del lavoro di Alessandria, pubblicata nel l985, che utilizzava i documenti dell'archivio della stessa Camera del lavoro. Pompilio disponeva quindi di un riferimento significativo. Ma nessun lavoro si può considerare definitivo, e gli archivi riservano sempre qualche sorpresa. Le sorprese in questo caso venivano dall'Archivio di Stato e da altri fondi, dove sono conservati documenti che si sono rivelati preziosi per completare il lavoro di Botta, facendo un buon passo avanti. L'autore poi poteva anche disporre di alcune tesi dedicate ad argomenti affini, dalle quali ha potuto trarre utili indicazioni sia per la storia dell'amministrazione comunale che per le varie vicende di carattere politico che si sono svolte nei primi anni del Novecento. Ne è scaturito un lavoro di gradevole lettura, ricco di documentazione e di riferimenti alla bibliografia esistente. L'attenzione costante alla pubblicistica nazionale permette poi all'autore di confrontare le vicende e i dibattiti locali con quelli che si svolgono in ambito nazionale.
Il lavoro è nato come tesi di laurea, e viene pubblicato con qualche parziale modifica che non ne cambia la struttura di fondo. Ha i limiti di quasi tutte le tesi di laurea: qualche indugio nelle descrizioni, qualche carenza nelle sintesi. Ma ha anche i pregi delle buone tesi di laurea: attenzione al particolare, nessuna curiosità insoddisfatta, buona conoscenza delle problematiche più ampie in cui inserire una vicenda che viene studiata e raccontata con attenzione e intelligenza.
Ci troviamo così di fronte a un contributo importante per lo studio della storia locale, che si affianca a diverse altre tesi presentate in questi anni e che nel loro insieme rappresentano ormai un patrimonio non più trascurabile da chi voglia conoscere la storia di una città e di una provincia troppo spesso considerata piatta e incolore, soprattutto da chi non prova ad andare oltre qualche vecchio e logoro luogo comune, accettato e poi diffuso un po' troppo acriticamente.

Maurilio Guasco
Università del Piemonte Orientale


 

ISRAL - via dei Guasco 49 - 15100 Alessandria | telefono 0131 443861 | fax 0131 444607

sito realizzato con il contributo della fondazione CRT Cassa di Risparmio di Torino