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I Sentieri della Libertà. Valli Borbera e Spinti  
 

Sentiero n. 1 Da Borghetto a Carrega in automobile o in bicicletta

Sentiero n. 2 Da Stazzano a Pertuso

Sentiero n. 3 Da Pertuso a Piani di San Lorenzo (auto o a piedi)
Da Piani di San Lorenzo a Volpara, colle Trappola,
Monte Ebro, Monte Chiappo, Capanne di Cosola (auto fuori strada o a piedi)

Sentiero n. 4 Da Roccaforte a Lemmi

Sentiero n. 5 Da Roccaforte ad Avi e a Pertuso

Sentiero n. 6 Da Roccaforte a Costa Salata

Sentiero n. 7 Da Carrega e Capanne di Carrega a Costa Salata e Dovanelli

Didattica dei Sentieri. Valli Borbera e Spinti



Indice - I Sentieri della Libertà

Pertuso e la Val Borbera

 

Fotografie di Ilenio Celora

 

Sentiero n. 5
Da Roccaforte ad Avi e a Pertuso


Come si arriva:

• Autostrada A7 Milano/Genova uscita Vignole Borbera/Arquata – strada provinciale della Val Borbera sino a San Nazzaro – Bivio per Rocchetta Ligure e proseguire per la strada provinciale sino Roccaforte Ligure
• dalla Liguria : autostrada A7 Genova/Milano uscita Isola del Cantone direzione Roccaforte
• in alternativa: da Arquata proseguire per Varinella, Grondona e Roccaforte

Caratteristiche dell’itinerario:

• Partenza dal piazzale della Chiesa Parrocchiale
• Dislivello in salita: 250 m. circa
• Tempo di percorrenza: sino ad Avi ore 1,30
Da Avi a Pertuso ore 3,00

Periodo consigliato e equipaggiamento:

• Sino alla “Croce degli Alpini” : tutto l’anno; il percorso è per escursionisti, famiglie e scolaresche
dalla “Croce degli Alpini” a Pertuso: da maggio a ottobre; il percorso è per escursionisti esperti
• Equipaggiamento da escursionismo leggero

Parrocchia: dalla parrocchia (sul cui campanile i partigiani tentarono esperimenti di radiocomunicazioni) si dipartono tre sentieri: il primo in direzione di Lemmi; il secondo verso Avi e Pertuso; il terzo a sud verso Camere e Costa Salata.

La prima parte del percorso è comune ai primi due sentieri: dopo una breve rampa a destra una sella conduce ad un rilievo con posizione panoramica straordinaria da cui si individuano moltissimi luoghi significativi della vicenda partigiana.
Subito dopo la sella la strada prosegue in un breve tratto pianeggiante (segnavia CAI 260). L’attuale strada è meno ripida di quella originale, che venne modificata dagli uomini di Roccaforte per rendere meno difficoltoso il trasporto dei pesanti carichi di legname trainati dai buoi. I lavori, iniziati nel 1944, vennero interrotti a causa del rastrellamento tedesco dell’8 dicembre, quando i giovani, avvertiti in tempo, si nascosero; i lavori ripresero solo nel 1946 su un percorso diverso dagli intenti originari.
Lasciati sulla sinistra il monte Osesa e poi sulla destra il monte La Croce si scende per una strada carrareccia in un bosco di castagni in agevole discesa e in breve si giunge al bivio che indica a sinistra il sentiero per Avi. Imboccandolo (segnavia CAI 256) si giunge dopo breve tragitto alle case di Avi, abbandonate definitivamente fin dagli anni ’50. Qui si collocò dal febbraio al luglio del 1944, proveniente da Montebore di Dernice, il primo gruppo partigiano insediato in valle, al comando di Franco Anselmi “Marco”, medaglia d’argento al valor militare, caduto a Casteggio il 26 aprile 1945. Con Marco era presente Virginio Arzani “Kikiriki”, combattente ed in seguito comandante coraggiosissimo: ferito nella battaglia delle “strette” di Pertuso (24-26 agosto 1944), ricoverato nell’ospedaletto di Rocchetta insieme ad altri partigiani e tedeschi feriti, risparmiato dai tedeschi, venne fucilato dalla Brigata nera il 29 agosto 1944. Avventurosa anche la vicenda di Camillo Rebuffo: catturato con altri due ad Avi il 22 luglio 1944, trasportato prima a Rocchetta e poi da lì alla caserma di Borghetto, durante il tragitto lungo il Borbera, nei pressi della confluenza del Rio d’Avi, si gettò dalla carrozza giù da un dirupo, guadagnò il greto del Borbera e si dileguò. I tedeschi ritrovarono solo il suo occhio di cristallo (era un invalido della prima guerra mondiale) perso nella concitazione della fuga. L’occhio era esibito dai tedeschi sulla piazza di Rocchetta come “trofeo di guerra”!

Da Avi si fa ritorno al bivio e si prosegue fino al Poggio (ovvero si prosegue sul sentiero 256 verso est che giunge direttamente ad una selletta vicinissima) ove si trova un posto di sosta. Proseguendo lungo il sentiero in cresta si giunge al punto forse più panoramico della valle: la cosiddetta “croce degli Alpini”. La croce non ha riferimento con vicende belliche o resistenziali. Da qui sino alla discesa al fiume all’altezza di Pertuso si consiglia la percorrenza solo ad escursionisti esperti (non a scolaresche). Il sentiero percorso normalmente dai partigiani per andare da Pertuso a Roccaforte correva non in cresta, ma a mezza costa sul lato ovest, ed ora è irrimediabilmente deteriorato: quello attuale, tuttavia, oltre a consentire un’osservazione naturalistica di grande interesse, regala uno straordinario colpo d’occhio su più vallate, mettendoci in grado di “leggere” istintivamente il territorio ed i problemi tattici e strategici delle operazioni di guerra.
Dall’alto della cresta che domina le Strette e Pertuso si osserva il campo di battaglia degli scontri che vanno sotto il nome di “battaglia di Pertuso 24-26 agosto 1944”. Il cocuzzolo detto “Briccu de l’Ovu” venne occupato l’ultimo giorno dei combattimenti da alcuni giovani di Cantalupo e da partigiani che, salitivi di corsa e sparando con una mitragliatrice bloccarono i reparti di bersaglieri fascisti e di tedeschi che risalivano la strada e il greto del Borbera, consentendo alle forze partigiane di sganciarsi e di porre in salvo feriti ed armi.


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