Casa Giambone e i luoghi della banda Lenti

Casa Giambone a Camagna

La lapide sulla casa

Il monumento alla banda Lenti presso la scuola elementare di Valenza

Il monumento al cimitero di Valenza

L’Istituto collabora al progetto di valorizzazione di Casa Giambone a Camagna Monferrato, che si pensa di trasformare in  una casa-monumento dedicata ai fratelli Giambone (in connessione con il Sacrario del Martinetto di Torino) e alla banda Lenti, che comprendeva numerosi partigiani di Camagna.

Nell’autunno del 1944 le attività dei gruppi partigiani nel settore centro-settentrionale, sebbene disorganiche e di efficacia piuttosto relativa, destarono viva preoccupazione nei comandi nazifascisti che avviarono cruente campagne di rastrellamenti e crudeli rappresaglie, costringendo i ribelli alla macchia. Tra questi gli uomini della banda guidata da Agostino Lenti, distintasi per brillanti azioni, come quella del 21 e 22 luglio, quando i ribelli assaltano simultaneamente i Municipi di Camagna, Cuccaro, Terruggia, Rosignano, Cellamonte, Vignale, Altavilla, Frassinello e Ottiglio, dando alle fiamme i registri di leva ed i documenti per gli ammassi agricoli.

La reazione dei fascista fu immediata, ma Lenti ed i suoi riuscirono a sottrarsi all’arresto. Unico a cadere nelle mani delle G.n.r. fu Mario Bizzarri, giovane partigiano, che fu fucilato nella piazza di Camagna. La sua casa, come quella della famiglia Lenti, fu devastata per rappresaglia.

Rifugiatasi in un cascinale disabitato nella zona di Madonna dei monti, da dove organizzò sortite offensive in piccole squadre, la banda Lenti venne però sorpresa all’alba del 12 settembre dai militi fascisti, che catturarono quasi tutti i partigiani del gruppo, senza che questi potessero opporre alcuna resistenza.

Giunti a Valenza, alcuni prigionieri tentarono la fuga. Uno solo riuscì nell’intento ed il fuoco della scorta tedesca falciò Agostino Lenti. Gli altri vennero rinchiusi nell’edificio delle scuole elementari, interrogati e torturati. Nel tardo pomeriggio i 26 ribelli, condotti nei pressi del cimitero, vennero passati per le armi. Si consumò così il primo eccidio del Basso Monferrato.