Gli atti del processo Engel

Tra i progetti di “valorizzazione e promozione del patrimonio informativo relativo alla Benedicta, ed in generale alle stragi nazifasciste, alla deportazione e alla distruzione dei monumenti storici piemontesi e liguri durante i conflitti” previsti dall’art. 4 del protocollo d’intesa, vi è “il recupero, la descrizione e la digitalizzazione dell’intera documentazione del processo Engel, in collaborazione con la Procura Militare, l’avvocatura della Provincia di Alessandria e gli altri enti a suo tempo coinvolti”.

Siegfried Engel, entrato nel partito nazista già nel 1932, membro prima delle SA e dal 1936 delle SS,  dall’inizio del 1944 fu a capo dell’Außenkommando di Genova della Sicherheitpolizei-Sicherheitdienst (SiPo-SD), la polizia dell’occupante tedesco comandata dall’ Höchster SS-und Polizeiführer (HöSSPF) Karl Wolff. Come tale coordinò tutte le attività di repressione dell’attività partigiana nella zona di sua competenza (che comprendeva anche la parte meridionale della provincia di Alessandria), tra cui la strage della Benedicta. Dagli atti processuali emerge inoltre come molto probabile la sua partecipazione diretta all’eccidio come comandante di una Einsatzgruppe, “un nucleo di polizia assegnato ai vari reparti combattenti dell’esercito, con il compito di selezionare prigionieri, provvedere ai primi interrogatori e scegliere […] chi dovesse essere fucilato sul posto e chi dovesse invece essere inviato alla Casa dello Studente [sede dell’Außenkommando di Genova] e successivamente […] al carcere di Marassi” (dall’esame del consulente tecnico del PM Gentile Carlo).