Venerdì 21 marzo, presentazione del volume Storie della resistenza

12 Marzo 2014

Venerdì 21 marzo, alle ore 17.30, nella sala polifunzionale della libreria Mondadori (via Trotti 58, Alessandria) l’ISRAL presenta il volume Storie della resistenza, edito da Sellerio (2013).

Curato da Italo Poma e Domenico Gallo, Storie delle resistenza raccoglie testi scritti a caldo, a pochi mesi o anni dagli eventi narrati, i cui autori – perlopiù ma non esclusivamente letterati, alcuni dei quali oggi dimenticati – furono all’epoca impegnati attivamente nel movimento partigiano. Un mosaico di testimonianze che a settant’anni di distanza ci restituisce la quotidianità della vita partigiana e l’insieme dei motivi, spesso fra loro inestricabili, che furono alla base della ribellione al nazi-fascismo, permettendoci anche di scoprire o riscoprire pagine di grande fascino della nostra letteratura.
All’incontro, coordinato da Cesare Panizza (ISRAL), partecipano Italo Poma – attuale presidente dell’Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna – e il prof. Agostino Pietrasanta (Comitato Scientifico ISRAL).

Scheda libro Aa.Vv. Storie della Resistenza Una antologia inedita di racconti e testimonianze della Resistenza. Storie e resoconti scritti a caldo, a pochi anni o mesi di distanza dagli eventi, raccolti e riscoperti grazie a un innovativo lavoro di ricerca e di archivio. A cura di Domenico Gallo, Italo Poma Questa antologia raccoglie ricordi, testimonianze, racconti, appunti, ritratti, cronachette di vita, di morte e di azioni militari, tutti di protagonisti. Storie che desiderano salvare della Resistenza italiana un profilo che il tempo, e forse anche l’ansia di tesi preconcette, rischiano di appannare: ossia il sentire genuino di chi viveva la sua giornata battendosi. Nella realtà esistenziale che il libro vuole restituire al lettore, la lotta partigiana prima di tutto sperimentava e organizzava un modo di essere che «era – nelle parole dei curatori, Domenico Gallo e Italo Poma – semplicemente il contrario dell’insieme di regole in cui erano cresciute almeno due generazioni senza conoscere modelli alternativi». Una vista ad altezza d’uomo del partigiano che si articola a coglierne le diverse facce: l’organizzazione e la disciplina, la mentalità discendente dalle diverse ideologie, l’etica, i sentimenti amorosi, il rapporto con le armi e la violenza, la giustizia e il desiderio di vendetta, la comunione con il paesaggio, il tradimento, la fratellanza, la rappresaglia, la vanità, la moda. E, a dare commovente unitarietà a tutto, l’estrema gioventù con le inquietudini ed esuberanze che ne erano il colore. E c’è, tra i vari scritti di quei giorni, un documento che forse rappresenta suggestivamente il senso di tutto il libro. È il cosiddetto Dizionario del partigiano, un elenco alfabetico di definizioni delle cose importanti e familiari agli occhi del ribelle della montagna, scritto da un anonimo caduto. Ironico, libero, lirico, asciutto, disincantato, determinato.