Ricordo di Walter Colli

8 Novembre 2011

E’ morto il 7 novembre, all’ospedale di Terni, dov’era da lungo tempo degente, Walter Colli, autore del bellissimo memoriale I ragazzi di Piazza Mentana. Storia senza fine di un’amicizia senza fine, edito nella collana Isral nel 2009, a cura di Franco Castelli.

Aveva 88 anni e aveva percorso una brillante carriera giornalistica, prima a Genova, poi a Milano e infine a Roma. Alla figlia Francisca, che ha seguito le orme paterne nel giornalismo, vadano le nostre più sincere condoglianze.
Ricorderemo più ampiamente Walter Colli, come merita, sul sito e sulla nostra rivista.
Per ora riportiamo la scheda del suo libro che racconta l’affascinante vicenda della banda di fanciòt da cui, all’indomani dell’8 settembre, si formò il nucleo del Gap più combattivo dell’Alessandrino, che ebbe tra i suoi caduti Ennio Massobrio, il primo giovane partigiano combattente della città.

Walter Colli (Pontedecimo, GE, 1923) a 5 anni si trasferisce con la famiglia ad Alessandria. Consegue il diploma magistrale nel 1940, per tre anni è disegnatore meccanico presso la ditta G.B.Mino di G.B. (1940- 52 studi Facoltà lingue e letterature straniere al Magistero di Torino non completati). Dicembre 1943-giugno 1944 armaiolo di compagnia fino alla diserzione e alla macchia nel Vogherese fino al 25 aprile ’45. Dal 1946 al 1978 giornalista professionista (“l’Unità” di Genova con direttore Bini, “Corriere Mercantile” di Genova, Informatore Moderno, Ciao Amici, “Tirreno” di Livorno, “Paese” di Roma e “Stasera” a Milano con direttore “Fortebraccio”; dal 1969 al 1978 caporedattore “Momento Sera” a Roma).

I ragazzi di Piazza Mentana. Storia senza fine di un’amicizia senza fine
Una banda di ragazzi nati sotto il fascismo, ma diventati quasi tutti antifascisti (di loro undici sono stati partigiani combattenti, con due caduti): questa la storia dei “ragazzi di piazza Mentana”, nel rione Pista di Alessandria.
Il loro sodalizio si snoda dagli anni anteguerra attraverso vicende tristi o liete narrate con verve ironica: dai giochi sportivi agli scherzi da scanzonati studenti alle tragedie della guerra (i bombardamenti, la Resistenza, la deportazione), il tutto narrato con penna lieve da Walter Colli, che così (dopo l’esemplare Cantón di rus di Carlo Gilardenghi) ci consegna un’altra tessera di storia del Novecento alessandrino.
Proprio da questa banda di ragazzi (studenti di famiglia piccolo borghese e figli di ferrovieri) si forma, all’indomani dell’8 settembre 1943, il nucleo combattente dei Gap (quello degli Abbiati, Bastianelli, Biorci, Cellerino, Debernardi, Massobrio), che compie le azioni più audaci di guerriglia urbana.
Mentre nel Cantón di rus Gilardenghi è autore e orchestratore assoluto delle memorie di quel rione proletario, qui Walter Colli si assume il compito di cronista e notaio del collettivo, raccogliendo amorosamente le storie individuali e incastonandole dentro a una cornice narrativamente fluida, che trasforma il puzzle in una specie di romanzo di formazione.
Tante vicende personali, tanti destini diversi, accomunati però dall’attaccamento ad un luogo (la piazza sede dei giochi e degli incontri) e da un sentimento che sfida il tempo: l’amicizia.

Walter Colli, I ragazzi di Piazza Mentana. Storia senza fine di un'amicizia senza fine, Le Mani, Recco - Genova 2009