Colonne sonore della Resistenza, Il canzoniere partigiano come documento per la storia della Resistenza

14 Settembre 2010

Realizzato dall´Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e prodotto sotto la direzione di Paola Olivetti, Colonne sonore della Resistenza è un video che vede la collaborazione di Franco Castelli nell’interpretare dal punto di vista storico ed etnomusicologico genesi, forme e stili del canzoniere partigiano.

 

Il canzoniere partigiano come documento per la storia della Resistenza

Caratteri distintivi della Resistenza italiana e dell´identità dei suoi protagonisti sono impressi nei suoi canti, che nell´insieme offrono una peculiare angolatura per rievocare, ma anche prendere in esame e analizzare in forme inedite storie, situazioni, culture, aspettative della lotta partigiana.

Il canzoniere della Resistenza non è solo pertanto un veicolo importante attraverso cui aspetti della lotta di liberazione si sono trasmessi nei decenni, con arricchimenti e ritocchi, fino ad oggi, o una matrice feconda di altre e successive espressioni del canto di denuncia e di lotta, ma anche un complesso e pluriarticolato documento d´epoca, che consente di risalire a comportamenti, linguaggi, modelli attraverso cui la Resistenza si è concretamente espressa nell´ambito delle varie formazioni nei venti mesi di lotta. E´ un documento che consente di scoprire gli intrecci fra l´attivo rifiuto del fascismo e delle sue guerre e gli effetti dei processi di fondo che caratterizzarono l´Italia dal primo al secondo conflitto mondiale. Accanto alle ragioni di scelte che si moltiplicano dopo l´8 settembre troviamo così perduranti influenze da ricondursi all´affermazione di una cultura di massa nell´Italia fascista, con i suoi film di consumo, la pubblicità, le canzonette trasmesse dall´Eiar, o alle martellanti formule autoritarie della propaganda del regime incontrate a scuola e nelle piazze.

A un´analisi appena attenta una pluralità di suggestioni verbali e musicali appare così riecheggiante nei canti delle montagne partigiane: dal permanere di remote tradizioni popolari e di lontani ricordi del canto di lotta operaio e rivoluzionario alla lunga eredità di canti militari che dal risorgimento arriva alle guerre mondiali, dai contenuti delle canzonette alla moda ai canti fascisti e al loro rovesciamento in chiave di parodia, fatto circolare a fior di labbra. Ma c´è di più: il retaggio scolastico che studenti e intellettuali portano con sé nelle formazioni si intreccia con gli approcci e le esperienze culturali di contadini e operai, riflettendo la composizione sociale diversificata dell´armata partigiana, mentre le più o meno marcate opzioni sul piano politico e ideale, che caratterizzano con sfumature evidenti le diverse bande, sollecitano diversi immaginari e diverse parole d´ordine.

Colonne sonore della Resistenza, il video che l´Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza ha prodotto mettendo in relazione una selezione rappresentativa di canti partigiani eseguiti dallo storico gruppo folk torinese “Cantovivo” e testimonianze e considerazioni storico critiche, vuol essere un´introduzione alle matrici culturali e alle tipologie di quel retaggio musicale che spesso, nella pura e semplice tradizione, rimangono ignorate o non debitamente considerate come fonte di conoscenza del mondo partigiano.

Il video, della durata di 40 minuti circa, presenta genesi e peculiarità linguistiche e musicali di una quindicina di canti della Resistenza con attestata circolazione in Piemonte: alle parole degli storici e etnomusicologi Franco Castelli e Alberto Lovatto si alternano citazioni musicali che Alberto Cesa, Donata Pinti e i musicisti del “Cantovivo” hanno realizzato appositamente per l´opera. Aneddoti e brevi testimonianze di partigiani, Gianni Alasia, Virgilio Biei, Massimo Ravizza, fanno da contrappunto a un ricco tessuto di immagini d´epoca, ricavate dal pur limitato repertorio di film girati da cineamatori nell´ambito di varie formazioni partigiane del Piemonte, che riproducono molto direttamente nel film un clima e un contesto, dalla quotidianità della vita in banda in montagna e in collina, quando appunto fra l´altro si cantava, ai giorni dell´insurrezione e della liberazione.

Colonne sonore della Resistenza, che continua il lavoro di esplorazione di varie tipologie di fonti e documenti per una rievocazione non convenzionale della Resistenza iniziato da tempo dall´Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e continuato con la realizzazione di collane di audiovisivi e ipertesti per la scuola e la divulgazione, è stato curato da Corrado Borsa, Pier Milanese e Andrea Spinelli e prodotto sotto la direzione di Paola Olivetti.