Convegno. Camilla Ravera, antifascista, dirigente comunista nella storia del nostro Paese

3 April 2010

Mercoledì 14 aprile 2010 alle ore 18.00 presso il Salone “Belle époque” – Grand Hotel Terme in Piazza Italia 1, Acqui Terme si terrà il convegno “Camilla Ravera antifascista, dirigente comunista nella storia del nostro Paese”

Mercoledì 14 aprile 2010

Salone “Belle époque”. Grand Hotel Terme
Piazza Italia 1, Acqui Terme

Ore 18.00

Apertura dei lavori: Margherita BASSINI, Coordinatrice del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Longo

Saluti di:

Ore 18.45

Relazione introduttiva: Alexander HÖBEL, Studioso della storia del movimento operaio

Ore 19.15

Relazione di Carla NESPOLO, Presidente ISRAL

Ore 20.30

BUFFET

Ore 21.30

Testimonianze di:

    • Onorevole le Ugo SPOSETTI;
    • Antonietta BARISONE, già Sindaco di Acqui Terme;
    • Raffaello SALVATORE, già Sindaco di Acqui Terme;
    • Adriano ICARDI, già Sindaco di Acqui Terme;

Ore 22,00

Discussione e contributi

Ore 22.30

Conclusioni: Onorevole Emanuele MACALUSO, Direttore della rivista “Le ragioni del socialismo”

 

CAMILLA RAVERA Nasce ad Acqui Terme (AL) il 18 giugno 1889 e muore a Roma il 14 aprile 1988. Proveniente da una famiglia della borghesia laica e progressista piemontese (il padre funzionario dello Stato, era radicale ed ateo e uomo dai molteplici interessi letterari ed artistici), si trasferì con i parenti a Torino nel 1908, dove si dedicò all’insegnamento. Nel 1918 si iscrisse al Partito Socialista; passata al PCI nel 1921, lavorò con Antonio Gramsci all’Ordine Nuovo. Con l’avvento del fascismo ebbe inizio la sua lunghissima clandestinità sotto il nome di Silvia e poi di Micheli. Dal 1924 diresse il quindicinale Compagna; due anni più tardi venne eletta membro del Cc e si stabilì presso Genova per ricostruire il Centro interno, dirigendo in pratica il partito. Nei quattro anni seguenti fu spesso all’estero (Svizzera, URSS, Francia), lavorando a fanco di Palmiro Togliatti e Ruggero Grieco e dovendo affrontare gravi problemi di salute. Nel 1930 rientrò in Italia per riorganizzare ancora un volta il Centro interno, ma fu individuata ed arrestata. Condannata a quindici anni di carcere, venne inviata al confino nel 1935, prima in Lucania e in seguito a Ponza e Ventotene (1939). Nel 1943, al termine di lunghi dissensi in merito alle conseguente del patto tedesco-sovietico del 1939, fu espulsa dal partito insieme a Umberto Terracini. Liberata dopo il 25 luglio, si rifugiò nel torinese fino alla Liberazione, versando in un precario stato di salute. Nuovamente a Torino, potè riprendere l’attività politica grazie al personale intervento di Togliatti. Fu poi membro del Cc e del direttivo nazionale dell’Udi. Eletta deputata per due legislature (1948 e 1953), si stabilì definitivamente a Roma nel 1951; in quegli anni si interessò soprattutto del movimento per la pace e delle questioni legate all’emancipazione femminile, ma non ricoprì più incarichi di primo piano. Nel 1982 fu nominata senatrice a vita” Sandro Bellassai Da “Enciclopedia della sinistra europea nel XX secolo” - Editori Riuniti 2000