E’ morto a Ravenna a 92 anni Arrigo Boldrini, il leggendario comandante partigiano “Bulow” Medaglia d’Oro della Resistenza, Presidente onorario dell’ANPI

23 Gennaio 2008

A nome dell’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea di Alessandria “Carlo Gilardenghi“, di tutti i collaboratori e mio personale, rivolgo alla famiglia, all’anpi nazionale, alle istituzioni democratiche dell’Italia, i sensi del nostro cordoglio e rimpianto per la perdita del caro Arrigo Boldrini, che tanto merito ha avuto nella costruzione della nostra società democratica.
Con lui scompare un uomo libero coraggioso e moderno, che ha combattuto per la libertà di tutti.
La sua eredità spirituale sarà di esempio a tutti noi, in questi momenti difficili, per realizzare l’obiettivo di un mondo più giusto e libero, fondato sui valori della resistenza e della costituzione repubblicana.

Il Presidente
Carla Nespolo

E’ morto a Ravenna a 92 anni Arrigo Boldrini, il leggendario comandante partigiano “Bulow” Medaglia d’Oro della Resistenza, per molti anni presidente nazionale dell’Anpi.
Era nato nella città romagnola il 6 settembre 1915. Il 4 dicembre 1944 i partigiani di Boldrini, comandante della 28/a Brigata Garibaldi ‘Mario Gordini’, e i reparti alleati dell’VIII Armata britannica liberarono Ravenna con un’offensiva combinata. Esattamente due mesi dopo ‘Bulow’ fu decorato con la medaglia d’oro al valor militare, con una grande manifestazione pubblica nella piazza di Ravenna, dal generale Richard McCreery, comandante dell’Ottava Armata.
‘Bulow’ fu componente dell’Assemblea Costituente, parlamentare dal ’53 al ’94, presidente Anpi, oltre che dirigente nazionale del Pci.
Nell’agosto 2004, ‘Bulow’ aveva lanciato il suo ultimo appello da presidente dell’Associazione partigiani (quando la maggioranza al governo annunciò di voler tagliare i fondi proprio per la celebrazione dei sessant’anni della Resistenza) chiedendo contributi ai Comuni e ai cittadini “perché – aveva detto – bisogna ricordare degnamente il cemento del’identità e dell’unità nazionale”.