Il presidente Allende merita di continuare a essere ricordato nella toponomastica della città di Alessandria

12 Novembre 2007

L’Assemblea consortile dell’Isral, costituita da 63 enti locali, si è riunita in data 7 novembre 2007, con la Presidenza dell’’Assessore Rita Rossa ed alla presenza del Presidente del Consiglio d’Amministrazione Sen. Carla Nespolo. Appreso che esiste la proposta di cancellare l’intitolazione di una piazza di Alessandria a Salvador Allende e che il consigliere comunale proponente ha motivato tale richiesta con l’affermazione che “il regime militare ha salvato il popolo cileno da Allende, un terrorista”, ha approvato all’unanimità (con la dichiarazione di non partecipazione al voto del vicesindaco di Alessandria), il seguente ordine del giorno:

“Accade, talvolta, che la memoria di uomini pubblici confonda ruoli, figure, dinamiche e cronologie. Nel 1970 Salvador Allende fu eletto alla guida del governo del Cile come leader di una coalizione di centrosinistra denominata Unidad Popular. Il suo governo democratico venne rovesciato l’11 settembre 1973 con un golpe, il primo colpo di Stato della storia cilena dopo 160 anni di storia costituzionale e 41 di pace. Allende dopo una disperata resistenza si suicidò (i difensori della casa Moneda erano 36 e contro il palazzo furono lanciati 24 missili). Pinochet fu il capo della risultante giunta militare. Il nuovo regime concentrò immediatamente migliaia di oppositori negli stadi e cominciò la fase di annientamento degli oppositori politici.
Alla fine di questa guerra unilaterale si contano 3200 morti o scomparsi, 80.000 imprigionati e 200.000 esiliati, le cifre delle perdite relative a una guerra o a un’invasione straniera.
Questi sono i fatti in successione cronologica: un governo legittimo, nell’ambito dell’operazione Condor, viene rovesciato da un complotto militare, la giunta militare che ne risulta è guidata da un generale crudele (e corrotto come si vedrà in seguito) che conduce una spietata guerra interna contro i cittadini cileni. Un bagno di sangue che viene considerato uno dei più feroci nella storia del Sud America.
Non abbiamo dubbi nel ritenere che il presidente Allende meriti di continuare a essere ricordato nella toponomastica della città di Alessandria. Una città che ama silenziosamente, ma con fermezza, i martiri della libertà.”