Mercoledì 23 marzo “ER CAR DI TRAZLÒC, una serata per Giovanni Rapetti poeta

16 Marzo 2005

Un paese di contadini – poche centinaia di abitanti – sulla sponda di un fiume, messo in versi dialettali da un poeta scultore: così si può sinteticamente descriverSe l’operazione intrapresa daGiovanni Rapetti nel 1973 e oggi ancora in progress, relativa al suo luogo natale, il sobborgo alessandrino di Villa del Foro. Più di mille poesie che in distici endecasillabi formano un grande, fluviale poema epico (Tani River, come qualcuno l’ha definito) sulla storia, la memoria e la visione del mondo di una piccola comunità. Ma Rapetti da tempo ha spezzato i confini della microstoria, e con la sua poesia ha toccato temi più vasti e impegnativi: la storia del Novecento con i suoi drammi (guerre, dittature, Resistenza, Shoah, inquinamento, dissesto idrogeologico ecc.).
A lui è dedicata la serata di mercoledì 23 marzo, presso l’Associazione Cultura e Sviluppo. Farà da conduttore Franco Castelli, depositario e custode, nel suo Centro di cultura popolare dell’ISRAL, dello straordinario “giacimento cultural-poetico” di Giovanni Rapetti, e autore di contributi critici fondamentali, come l’antologia Ra memòria dra stèila (1993).
L’incontro sarà rallegrato dagli interventi canoro-musicali di Ciacio Marchelli, Andrea Sibilio, Claudio Rolandi, nonché da alcune performances teatrali di Anna Zaino, che animerà alcune liriche del Poeta.
Al termine, un altro poeta, Piero Milanese, darà conto del progetto Un DVD per la Poesia, con il quale l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea intende valorizzare l’opera poetica completa di Rapetti, e sul quale lavora da tempo assieme a Franco Castelli. Tutti i testi dialettali con traduzioni, immagini, una colonna sonora e letture poetiche dalla voce dello stesso autore. Un omaggio doveroso per un progetto poetico insolito e originalissimo.
La poesia per salvare un mondo e una cultura in estinzione, ma anche la poesia come “ricerca del paradiso perduto”. Infatti – come ha ben scritto un critico attento e sensibile come Elio Gioanola – nell’opera di Rapetti “il sogno di un mondo solidale e giusto, di un futuro libero dalla devastazione tecnologica, sul modello della mitica Società Operaia di Mutuo Soccorso di Villa del Foro, coincide esattamente col sogno della patria antica della memoria, del mondo contadino scandito dai lavori e dalle feste e dal ciclico ritorno delle stagioni, dei sabbioni intatti di Tanaro, degli incantati giochi infantili”.