*Le enciclopedie multimediali e la storia

19 Settembre 2002

E’ il titolo del progetto realizzato nel 2001 dal gruppo di lavoro della Sezione didattica del nostro Istituto.

Gli interrogativi da cui è nata l’esigenza di analizzare e riconoscere gli effetti – sulla ricostruzione storica e sulla stessa immagine della storia – delle strutture non lineari tipiche dell’enciclopedia, dell’ipertestualità e della ipermedialità sono stati posti ed affrontati, con ampio respiro, da Giuseppe Rinaldi nell’articolo Enciclopedie, media e storia, pubblicato nel numero 30 della nostra rivista “Quaderno di storia contemporanea”. Se ne richiama soltanto l’ultimo: se, nel campo dell’educazione storica i nuovi media non conferiscano alla ricostruzione storiografica “delle tipiche caratteristiche che non appartengono più alla storia narrativa, ma nuove caratteristiche, assai distanti dall’attuale cultura storiografica, caratteristiche che appartengono più propriamente agli stessi nuovi media, i cui effetti sono difficili da valutare con esattezza, ma che vanno nella direzione di un’immagine della storia assai diversa da quella cui siamo abituati”. Il saggio di Massimo Cellerino (in pubblicazione nel numero 31) riprende questi temi e li sviluppa in un percorso di riflessione di sicuro interesse. Questi due contributi hanno disegnato lo scenario problematico in cui si è realizzata la ricerca del gruppo di lavoro. Un buon terreno di analisi ci è parso quello delle enciclopedie multimediali che affollano il mercato e sono sempre più diffuse nella scuola. Si è pensato di passare in rassegna alcuni lemmi o “voci di storia” nelle enciclopedie più utilizzate dagli studenti. Claudia Barberis ha predisposto un veloce questionario che ha distribuito ad alcune classi dell’Istituto dove insegna (Istituto Superiore “Saluzzo” di Alessandria) per verificare quali fossero le enciclopedie più utilizzate, lo stesso è stato distribuito nella stessa scuola anche da Antonella Ferraris e da Giovanna Gola in alcune classi dell’Itis “Sobrero” di Casale Monferrato. I risultati, puramente orientativi, hanno indicato Encarta, Larousse e Omnia. I lemmi, scelti in modo del tutto soggettivo, in relazione alle competenze a agli interessi dei singoli sono stati vagliati nelle tre enciclopedie a partire da alcuni semplici criteri: quanto spazio, quante righe, presenza o meno di illustrazioni, immagini, risorse multimediali, link o parole calde e poi via via annotando, in una sorta di diario di bordo, spunti e riflessioni, con percorsi assolutamente diversi in relazione ai diversi navigatori. Il “diario di bordo di gruppo” che pensavamo veloce e smilzo da realizzare, ha invece richiesto tempo e spazio. Per questa ragione abbiamo pensato di riservare alle pagine reali (quelle di “Quaderno di storia contemporanea”) i due articoli di Massimo Cellerino e Giuseppe Rinaldi e di collocare in quelle virtuali del nostro sito il diario di bordo. All’interno del sito, nella sezione didattica, si trovano i risultati, talvolta sorprendenti, su queste voci:
Costituzione della Repubblica italiana (Graziella Gaballo), Decolonizzazione (Pierluigi Cavalchini e Aldo Gorrone), Femminismo (Chiara Campese e Giovanna Gola), Geopolitica(Luciana Ziruolo), Industrializazione (Maria Luisa Gambetta), Questione tedesca (Claudia Barberis), Resistenza (Gianni Daglio), Rivoluzione culturale cinese (Giuseppe Rinaldi), Shoà(Antonella Ferraris), Storia dell’Italia repubblicana (Massimo Cellerino).
Abbiamo scelto il sito perché vorremmo che il nostro diario di bordo si allargasse ai contributi di quanti – studenti, docenti, ricercatori, cittadini – hanno interesse a questi temi e problemi. Il numero dei lemmi può essere ampliato, altre enciclopedie possono essere consultate, altri gli sguardi e i percorsi. I contributi potranno essere inviati, sempre dal sito, direttamente a sportello scuola. Chissà che aprendolo non si trovino le navigazioni del nostro presidente Federico Fornaro che ci ha stimolati a questa ricerca, o di quei colleghi che, incuranti dell’inverno inclemente, hanno partecipato, un po’ da tutta la provincia, al nostro corso di formazione Nuove tecnologie e insegnamento della storia e, perché no, dei relatori che lo hanno reso possibile. Fra questi, Peppino Ortoleva: ha chiuso il corso con una relazione di tale densità e tensione che merita anche un sentito grazie cartaceo.