In libreria L’Uspidalët

8 Novembre 2001

Nella seconda metà di novembre sarà diffuso il volume, pubblicato dalle edizioni Le Mani/Isral, L’Uspidalët. L’Ospedale infantile di Alessandria dalle origini alla seconda guerra mondiale di Roberto Botta e Riccardo Lera.
Il libro ricostruisce la storia, fino ad ora sostanzialmente ignorata, dell’ospedale alessandrino “Cesare Arrigo”, uno dei primi nosocomi per l’infanzia italiani.
Dalle perplessità e dagli entusiasmi di un medico (Lera), e dagli inviti alla cautela e all’approfondimento metodologico di uno storico (Botta), rivive, così, una storia estremamente complessa, ormai sepolta nella memoria cittadina, che ci restituisce, prima ancora della semplice cronaca delle vicende di un illustre ospedale, un interessante spaccato dell’evoluzione della società alessandrina.

L'Uspidalét L'Ospedale infantile di Alessandria dalle origini alla seconda guerra mondiale   Prefazione di Gianfranco Pittatore Sarà forse per la sua paternità illustre, ma l’idea di Alessandria città tenacemente impegnata a distruggere la propria memoria ha avuto larga fortuna, non solo tra la Bormida e il Tanaro, ma anche oltre i confini dei due fiumi. Certo, in quell’idea-provocazione c’è molto di vero, ma come tutte le affermazioni assolute coglie solo una parte della realtà e, soprattutto, penalizza, anche se involontariamente, coloro che da molto tempo quella memoria sono impegnati a conservarla e a renderla viva. Proprio lo sforzo di recuperare storia, tradizioni, cultura, memoria della città è un impegno che ha caratterizzato nel tempo l’attività della Fondazione Cassa di Risparmio, i cui importanti esiti trovano espressione nel vasto lavoro di promozione culturale realizzato in collaborazione con le istituzioni culturali cittadine. Anche il rapporto con l’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea si è consolidato nel tempo, con esiti felici nel campo della ricerca, del rapporto con la scuola, dell’editoria. La promozione accordata a questo libro non è quindi un episodio a se stante, ma si inquadra con precisione in una filosofia volta a restituire alla città la sua memoria, spesso ricca di episodi, personaggi, temi, che non meritano la sorte dell’oblio. Se c’è una vicenda capace di dimostrare in modo lampante quest’ultima affermazione è proprio la storia dell’ospedale infantile di Alessandria narrata in queste pagine. Un’istituzione ospedaliera di grande prestigio, tra le prime a nascere in Italia, a testimonianza di una sensibilità assolutamente d’avanguardia riguardo ai progressi della conoscenza e della pratica medica, la cui memoria è andata perdendosi, al punto che solo grazie a questa ricerca si riesce finalmente a chiarirne la corretta datazione del suo processo di fondazione. Eppure tra le mura dell’ospedaletto operarono medici di grande valore; molte malattie dell’infanzia vennero studiate nei reparti del "Cesare Arrigo"; le stesse mura dei reparti furono progettati da architetti di prestigio internazionale; l’istituzione crebbe e prosperò grazie al mecenatismo di una borghesia illuminata alla cui guida spicca una figura schiva ma determinata come quella di Rosa Borsalino. Una storia colpevolmente dimenticata che grazie alla collaborazione tra la Fondazione e un Istituto culturale cittadino riceve nuova luce e contribuisce a chiarire anche molti aspetti della storia politica, culturale, sociale di Alessandria tra ottocento e Novecento. Ecco, più di qualsiasi parola, a smentire il pessimismo a proposito della capacità della città di conservare la propria memoria (e una memoria spesso di grande rilievo) valgono i fatti, le ricerche rigorose, l’analisi critica e attenta del nostro passato. Licenziamo allora questo libro non con un augurio ma con una convinzione: che in città esistono le risorse per operare in campo culturale, con un lavoro capace non solo di accrescere le conoscenze sul nostro passato, ma di offrire strumenti di riflessione per chi, quotidianamente, deve confrontarsi con i problemi del presente.   Indice Introduzione   Parte prima Capitolo Primo. La mortalità infantile fra il XVIII ed il XIX secolo in Italia ed all'estero. La situazione nella Provincia di Alessandria Capitolo Secondo. Nasce l'Opera Pia Ospedaletto Infantile Capitolo Terzo. "La Famiglia" dell'Infantile Capitolo Quarto. I primi anni dell'Infantile. Muore Cesare Arrigo   Parte seconda Capitolo Quinto. L'Infantile, maggiorenne ed indipendente, "va in guerra" Capitolo Sesto. L'Infantile "alla ricerca di un lavoro". I nuovi orizzonti Capitolo Settimo. L'Infantile di Giovanni de Toni e di Piero Fornara. L'inizio del ventennio fascista Capitolo Ottavo. L'Infantile sotto commissariamento Capitolo Nono. Inizia l’era della famiglia "Bosio". Il secondo statuto Capitolo Decimo. La grande battaglia di Donna Rosa Borsalino Capitolo Undicesimo. L'eredità di Donna Rosa Borsalino   Epilogo Postfazione Documentazione fotografica Bibliografia Indice dei nomi