“Terra di antiche tradizioni
di libertà, fedele alle sue glorie civili e sociali, le
popolazioni dell’alessandrino, dopo l’armistizio dell’8
settembre 1943, opposero una strenua resistenza alle forze germaniche
di occupazione.
Costituiti i Comitati di Liberazione Nazionale, iniziarono i
moti di ribellione e di lotta, cui presero parte numerose unità SAP
e GAP e otto Divisioni partigiane. Nelle drammatiche battaglie
del 5-11 aprile 1944, presso il Monastero della Benedicta, meno
di mille partigiani, parte di quelli ancora disarmati, si difesero
accanitamente di fronte a soverchianti forze tedesche.
Nell’impari lotta, 96 partigiani vennero catturati, 79 caddero
in combattimento, 350 furono fatti prigionieri e trasferiti nei
campi di sterminio in Germania, dopo che 19 di loro erano stati
fucilati al passo del Turchino, insieme ad altri 40 ostaggi. I
5.680 partigiani combattenti della Provincia, di cui 535 Caduti
e 75 uccisi per rappresaglia, oltre alle centinaia di cittadini
feriti e mutilati a seguito di devastanti bombardamenti di Alessandria
e di Novi Ligure, stanno a dimostrare l’asprezza della
lotta, fatta di sacrifici, privazioni e rappresaglie feroci.
Contro quel regime del terrore, le popolazioni dell’alessandrino
tradizionalmente pacifiche, seppero eroicamente manifestare tutto
il loro amore per la libertà e la giustizia, a difesa di
una Patria occupata ed oppressa”.
(dal Decreto del Presidente della Repubblica in data 17 maggio
1996)