Concorso di Storia Contemporanea 2008/2009

17 September 2008

Il Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana propone, per l’anno scolastico 2008/2009, agli studenti delle Scuole superiori alcuni temi di ricerca inerenti la storia contemporanea.

Accogliendo queste proposte, il Consiglio Regionale del Piemonte, le Province piemontesi, la Direzione generale regionale per il Piemonte del Ministero all’Istruzione, hanno indetto l’annuale progetto riservato agli studenti delle Scuole superiori (biennio e triennio) del Piemonte sui seguenti temi:

Testo n. 1

La definizione di “missione umanitaria” rientra più specificamente nella cosiddetta dichiarazione di Petersberg ed è parte integrante della politica europea per la sicurezza e la difesa.

All’art. 17 del trattato sull’Unione Europea sono state espressamente incluse – e poi sono state adottate dal consiglio ministeriale dell’UEO del giugno 1992- le seguenti tipologie:

– missioni umanitarie o di evacuazione
– missioni per il mantenimento della pace (peace keeping)
– missioni di unità combattenti per la gestione delle crisi, ivi comprese le operazione per il ripristino della pace.

Sulla base di tale dichiarazione tutti gli Stati membri dell’Unione Europea hanno deciso di mettere a disposizione dell’Unione medesima, ma anche della Nato, unità militari provenienti da tutte le loro forze armate convenzionali.

Partendo da una precisa definizione lessicale svolgi una ricerca di carattere storico-giuridico sulle modalità di queste missioni, confrontando i risultati di quelle iniziative che, a tuo giudizio, hanno saputo mantenere fede all’impegno assunto e quelle che invece sono state travolte dalla lezione delle cose.

Nello svolgimento della ricerca, ove possibile, individua nella storia dell’Europa del XIX secolo alcuni casi esemplari che potrebbero servire come modello per una comparazione fra le missioni umanitarie odierne e quelle che, per esempio, Gran Bretagna e Francia intrapresero con successo nell’Ottocento a favore delle popolazioni sottomesse all’Impero ottomano (in Grecia, 1821-1829; in Siria e Libano, 1960-1861; a Creta, 1866-1868; in Macedonia, 1903-1908) e con minore successo quando iniziarono le prime persecuzioni contro gli Armeni (1890).

Bibliografia

– Natalino Ronzitti (a cura di), Le forze di pace dell’Unione europea , Rubbettino, 2005

– Davide Rodogno, Le grandi Potenze e gli ‘interventi umanitari’ nell’Impero Ottomano: una riconsiderazione del caso greco, 1821-1829, in Schegge d’impero, pezzi d’Europa, Fortune e dilemmi degli stati post-ottomani, 1804-1923, a c. di Marco Dogo, Libreria Editrice Goriziana, 2006.

– Alessandro Polsi, Storia dell’ONU, Bari, Laterza, 2006.

– Fabio Raspadori, La politica estera dell’Unione Europea. Istituzioni e strumenti di pace, Morlacchi ed. 2007.

Testo 2

Se nel caso della deportazione, soltanto in questi ultimi tempi, la letteratura ha iniziato a rincorrere la ricerca storiografica, nel caso della Resistenza le cose si sono svolte in modo opposto.

Pare del tutto evidente che la letteratura, soprattutto in Italia, ma anche in altri paesi europei, sia stata capace di sciogliere nodi complicati della lotta contro l’occupazione nazista: dal tema della violenza alla controversa definizione di guerra civile, dal rapporto con le forze alleate alle diverse anime della Resistenza stessa.

Con una spregiudicatezza assolutamente eccezionale si può dire che la letteratura sulla Resistenza abbia dato in Italia il meglio di se stesso entro la metà degli anni Sessanta, con l’opera di Beppe Fenoglio, Luigi Meneghello e Italo Calvino – solo a citare autori che affrontarono il tema della lotta partigiana con raro talento – cioè in una stagione in cui la ricerca storiografica era ancora molto condizionata dalle barriere politico-ideologiche.

Esamina l’opera di uno di questi tre autori – o di altri, che a tuo giudizio abbiano saputo spiegare la guerra partigiana in termini non inattuali e con strumenti stilistici che abbiano saputo reggere sia il confronto con la più moderna ricerca storiografica, sia con la coeva produzione letteraria italiana.

Tenendo presente i canoni classici di ogni narrazione bellica, che sempre ha affascinato poeti e prosatori già dall’età classica, cerca di individuare quali possano essere le specificità di una letteratura avente come oggetto “la guerra per bande”.

Bibliografia

– D. Maestri, Resistenza e impegno letterario, Paravia , 1975

La letteratura partigiana in Italia, 1943-1945, antologia a cura di Giovanni Falaschi, Editori riuniti, 1984.

– Gabriele Pedullà (a cura di), Racconti della Resistenza, Einaudi, 2005

– A. Cavaglion, La Resistenza spiegata a mia figlia, L’ancora del Mediterraneo, 2008 (nuova ed. ampliata).

Testo 3

I Paesi Baltici, la Lituania, la Lettonia e l’Estonia, così come Russia, furono teatro di alcune tra le più efferate manifestazioni della Shoah, l’assassinio in massa degli ebrei europei per mano dei nazisti.

Tra il 1941 e il 1944 secolari comunità, insediate da centinaia di anni in quelle terre, furono letteralmente disintegrate dalla violenza dell’occupante tedesco che si adoperò negli eccidi attraverso l’azione delle unità mobili conosciute come Einsatzgruppen.

Nel portare a termine i massacri molto importante fu il concorso attivo dei collaborazionisti locali che, in vari modi, parteciparono volontariamente alle persecuzioni, alla deportazione e all’assassinio della popolazione civile di origine ebraica.

Peraltro, una parte di essi, ed in particolare la componente più accesamente nazionalista, identificava gli ebrei con il comunismo bolscevico, attribuendo equivocamente ai primi la responsabilità della precedente occupazione sovietica dei territori delle Repubbliche.

Dopo avere ricostruito la storia delle tragiche vicende occorse alle comunità ebraiche di quei paesi si rifletta sulla natura della collaborazione tra gruppi locali e nazisti nella realizzazione del piano di sterminio.

Bibliografia

– Hannah Arendt, La banalità del male, Milano Feltrinelli, più edizioni.

– Piotr Rawicz, Il sangue del cielo, Firenze, Giuntina 2006.

– Richard Rodhes, Gli specialisti della morte. I gruppi scelti delle SS e le origini dello sterminio di massa, Milano, Mondadori 2006.

– Grigorij Šur, Gli ebrei di Vilna, Firenze, Giuntina 2006

– Antonella Salomoni, L’Unione Sovietica e la Shoah. Genocidio, resistenza, rimozione, Bologna, il Mulino, 2007.

– Ernst Klee, Willi Dreßen, Volker Rieß,. «Bei tempi». Lo sterminio raccontato da chi l’ha eseguito e da chi stava a guardare, Firenze, Giuntina 1990.

– NB Da aggiungere voci tratte dal Dizionario dell’Olocausto, Torino, Einaudi

Testo 4

Il terrorismo ha infiammato la storia recente del nostro paese. Non a caso si è parlato d’essa come di «anni di piombo».

A distanza di quasi trent’anni da quei fatti, e in uno scenario nazionale e internazionale profondamente mutato, è forse maturato il tempo per formulare giudizi sereni e sufficientemente ragionati.

Al di là delle singole vicende si consideri l’intera parabola storica del terrorismo italiano per definire:
1. il significato e il peso nell’evoluzione politica dell’Italia repubblicana di quella tragica stagione di sangue.
2. il ruolo delle vittime e dei loro famigliari e la rilevanza della violenza subita nella memoria collettiva;
3. l’esperienza peculiare del Piemonte e la risposta delle istituzioni e della società civile.

Bibliografia

– Nicola Tranfaglia, Un capitolo del «doppio stato». La stagione delle stragi e dei terrorismi, in Storia dell’Italia repubblicana, Volume terzo, L’Italia nella crisi mondiale. L’ultimo ventennio, tomo 2, Istituzioni, politiche, culture.

– Diego Novelli, Vite sospese: le generazioni del terrorismo, Milano, Garzanti 1988 (ora Baldini, Castoldi Dalai, Milano 2007).

– Giorgio Galli, Storia del partito armato, Milano, Rizzoli 1986 (poi edizioni Kaos, Milano 1993).

– Giovanni Bianconi, A mano armata: vita violenta di Giusta Fioravanti, terrorista neo-fascista quasi per caso, Milano, Baldini e Castoldi 1996

– Giovanni Bianconi, Mi dichiaro prigioniero politico. Storia delle Brigate Rosse, Torino, Einaudi 2003

– Donatella Della Porta (a cura di), Terrorismi in Italia, Bologna, il Mulino 1984.

– Associazione italiana vittime del terrorismo, Terrorismo e memoria storica : vent’anni di solitudine : il terrorismo e le sue vittime : atti del convegno, Torino, Consiglio regionale del Piemonte, 1999.

– Carlo Marletti (e altri), Anni di piombo. Il Piemonte e Torino alla prova del terrorismo, Soveria Mannelli, Rubbettino 2004.

– Luigi Bonanate, Terrorismo internazionale, Firenze, Giunti 2001

La traccia potrà essere realizzata attraverso lavori di gruppo (composto da un minimo di 5 ad un massimo di 7 studenti) articolati all’interno della classe, coordinati da un insegnante (possono partecipare i docenti di tutte le discipline) e lavori individuali, la ricerca potrà essere condotta con la più ampia libertà dei mezzi di indagine e di espressione (elaborati scritti, disegni, fotografie, mostre documentarie, materiale audiovisivo o con lavori che si avvalgono di più mezzi espressivi).

Gli elaborati prodotti non dovranno superare di massima 50 cartelle di testo (2000 caratteri spazi inclusi) sia cartacee che su supporto informatico o multimediale; la durata dei video (vhs, dvd, etc.) non dovrà superare 60 minuti circa. Gli elaborati inoltre dovranno essere completi di una breve nota metodologica e bibliografica.

Gli insegnanti che hanno intenzione di partecipare con gruppi di studenti e gli allievi che intendono partecipare con lavori individuali, come lo scorso anno, potranno avvalersi dei moduli di formazione appositamente organizzati dagli Istituti storici della Resistenza del Piemonte.

I moduli inizieranno nel mese di ottobre 2008 (dalla metà del mese di settembre saranno disponibili i calendari di lavoro nelle sedi degli Istituti provinciali, dove è possibile rivolgersi anche per consultazione bibliografica e documentaria).

La partecipazione al progetto dovrà essere segnalata al Consiglio regionale del Piemonte: Comitato affermazione valori della Resistenza e all’Assessorato all’Istruzione della Provincia di appartenenza, entro il 30 novembre 2008, indicando chiaramente il tema di ricerca prescelto.

Gli elaborati dovranno essere inviati, previo accordo, all’Assessorato all’Istruzione della Provincia di appartenenza della Scuola (per quanto riguarda le scuole della Provincia di Torino al CE.SE.DI., Via Gaudenzio Ferrari, 1 – Torino) entro il 30 gennaio 2009

Le Commissioni provinciali preposte all’esame dei lavori selezioneranno gli elaborati più significativi. Gli autori di detti elaborati, accompagnati dall’insegnante che ha coordinato il lavoro, parteciperanno a spese del Consiglio regionale e delle Province piemontesi, ad un viaggio di studio con meta la visita di alcuni luoghi significativi in Italia e in Europa.

Si invitano le istituzioni scolastiche interessate a prevedere l’inserimento dell’iniziativa proposta in un cammino di crescita culturale e sociale dello studente che, attraverso l’analisi dei temi di ricerca, la cura degli elaborati e il conseguente viaggio di studio, preveda una condivisione dell’esperienza all’interno della scuola stessa.

Importante diventa la riflessione, il più possibile aperta ad altri soggetti, sull’esperienza maturata di cui il viaggio rappresenta un momento significativo.