Concorso di storia contemporanea 2011/2012

10 October 2011

Il Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana del Consiglio regionale del Piemonte, le Amministrazioni provinciali piemontesi e la Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico regionale per il Piemonte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca indicono il PROGETTO DI STORIA CONTEMPORANEA ANNO SCOLASTICO 2011/2012 riservato agli studenti delle Scuole superiori (biennio e triennio) della regione sui seguenti temi di ricerca:

TEMA n. 1

Essere italiani nel XXI secolo: come cambia e si trasforma l’idea di cittadinanza

A cent’anni dalla promulgazione dello Statuto Albertino, che aveva costituito l’ordinamento basilare del Regno d’Italia, il 1° gennaio del 1948 entrava in vigore la Costituzione della Repubblica italiana.

Il paese era uscito, poco tempo prima, da una tragica guerra, dopo un lungo periodo, quello del regime fascista, in cui le libertà e le autonomie, degli individui come delle collettività, erano state conculcate.

Si inaugurava così una lunga stagione, quella della democrazia che, sia pure tra difficoltà, si è poi stabilmente consolidata nel corso degli anni per giungere fino a noi. I primi dodici articoli della Carta costituzionale dettano i «principi fondamentali», basati sui diritti dell’uomo e sulla separazione dei poteri.

L’idea di cittadinanza riposa in essi poiché è per il loro tramite, e per le due successive parti della Costituzione, quelle sui diritti e i doveri dei cittadini e sull’ordinamento della Repubblica, che si fornisce agli individui il senso concreto di condivisione di un’appartenenza, quella alla nostra comunità nazionale.

Dinanzi ai tumultuosi mutamenti che hanno coinvolto le società nazionali in questi ultimi due decenni, agli effetti dei processi di globalizzazione, primo tra tutti il fenomeno migratorio, alle trasformazioni indotte dal processo di unificazione europea, che cosa implica e che cosa richiama l’essere cittadini del nostro paese nel XXI secolo? Esiste inoltre un’identità italiana e, in caso affermativo, qual è oggi il suo significato e il suo valore, ovvero in che cosa si manifesta e si estrinseca, in un’epoca che vorrebbe celebrare l’abbattimento delle frontiere nazionali?

Suggerimenti bibliografici

– Ernesto Galli della Loggia, L’identità italiana, Bologna, il Mulino, 2010.
– Debora Migliucci, Storia e Costituzione. Le basi giuridiche e istituzionali dei 150 anni d’Italia, Milano, Franco Angeli, 2011.
– Valerio Onida, La Costituzione, Bologna, il Mulino, 2007.
– Valerio Onida, La Costituzione ieri e oggi, Bologna, il Mulino 2008.
– Gianfranco Pasquino, La rivoluzione promessa. Lettura della Costituzione italiana, Milano, Bruno Mondadori, 2011.
– Silvana Patriarca, L’italianità. La costruzione del carattere nazionale, Roma-Bari, Laterza, 2010.
– Stefano Rodotà, Diritti e libertà nella storia d’Italia. Conquiste e conflitti, 1861-2011, Roma, Donzelli, 2011.
– Gustavo Zagrebelsky, Questa Repubblica: cittadinanza e Costituzione, Firenze, Le Monnier, 2009.

TEMA n. 2

Il ritorno dal Lager nella memorialistica femminile

Il trauma del ritorno dai Lager fu particolarmente grave per le donne.

Al dolore sopportato e alle sofferenze nel sentirsi vittime inascoltate s’aggiungeva il significato particolare che la condizione femminile veniva ad assumere negli anni della ricostruzione, quando l’Italia, sulle ceneri del conflitto, cercava di rimettersi in cammino.

Il Piemonte dispone di una memorialistica femminile particolarmente intensa e feconda, che non si è rarefatta con il trascorrere del tempo ed abbraccia un lungo periodo di storia italiana del secondo Novecento.

Passando in rassegna le opere principali di queste autrici, che hanno pubblicato i loro ricordi in tempi e modi diversi – da Giuliana Tedeschi a Liana Millu, da Luciana Nissim a Lidia Rolfi – si provi ad isolare il tema del ritorno, del primo contatto con l’Italia liberata nelle sue diverse articolazioni: vita privata, affetti, mondo del lavoro, politica, rapporto con le nuove generazioni.

Quali sentimenti suscita il fenomeno che la sociologia ha definito “trauma del travasamento” ossia la transizione dalla prigionia alla libertà? E quale ruolo ha avuto la narrazione, in particolare la scrittura femminile, in questa delicata fase di passaggio? Attraverso la lettura di questa memorialistica femminile si osservi, nello specifico, l’origine della parola “testimonianza” e il significato che essa viene ad assumere in un contesto generale di norma poco attento alla voce dei deportati.

Suggerimenti bibliografici

– P. V. Mengaldo, La vendetta è il racconto: testimonianze e riflessioni sulla Shoah, Torino, Bollati Boringhieri, 2007.
– A.Bravo-D.Jalla, Un misura onesta. Gli scritti di memoria della deportazione dall’Italia 1944-1993, Milano, F. Angeli, 1994.
– Peter Kuon e M. Bandella (a cura di), Raccontare il Lager. Deportazione e discorso autobiografico, Frankfurt am Maim, Peter Lang, tr. it. 2005.
– G. Agamben, Quel che resta di Auschwitz. L’archivio e il testimone, Torino, Bollati Boringhieri, 1998.
Nel Dizionario dell’Olocausto, a cura di W. Laqueur, ed. in brossura, Torino, Einaudi, 2007, si vedano le voci “Memorialistica” e “Memorialistica in Italia”.

TEMA n. 3

Il ruolo della giustizia internazionale nei conflitti contemporanei

Le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, Gran Bretagna, Stati Uniti e Unione Sovietica, riunitesi a Potsdam nel luglio 1945, stabilirono l’istituzione di un Tribunale militare internazionale che fosse in grado di giudicare i crimini compiuti durante il conflitto.

Dal 20 novembre 1945 al 31 agosto 1946 si svolse a Norimberga il processo contro 22 gerarchi nazisti, accusati di crimini di guerra, crimini contro la pace e contro l’umanità.

Si trattò della prima esperienza di applicazione del diritto internazionale, che portò anche alla identificazione di crimini non prescrivibili e perseguibili al di là dei confini nazionali.

Nel 1993 con una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stato istituito il Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia e nel 1994 il Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda.

Nel 1998 con la stipula dello Statuto di Roma, entrato in vigore il 1° luglio 2002, è stata creata la Corte penale internazionale con sede all’Aia, la cui competenza è estesa alla comunità internazionale ed è relativa al genocidio, ai crimini contro l’umanità, ai crimini di guerra e di aggressione.

A partire dall’analisi dell’istituzione e dell’operato dei tribunali penali internazionali, si scelgano uno o più casi di arresto e processo di criminali di guerra.

Si mettano in evidenza potenzialità e criticità della giustizia internazionale, i rapporti dei tribunali con i singoli Stati e la loro efficacia nel processo di riconciliazione post-bellica, senza tralasciare, eventualmente, l’analisi di processi celebrati all’interno di singoli Stati o di altre forme di pacificazione, risarcimento e restituzione quali le “Commissioni per la verità e la riconciliazione” istituite in Sudafrica nel 1995.

Suggerimenti bibliografici

– H. Arendt, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Feltrinelli, Milano 2003.
– Calvetti G., Scovazzi T. (a cura di), Dal Tribunale per la ex-Iugoslavia alla Corte penale internazionale, Giuffré, Milano 2004.
– M. Cattaruzza, I. Deák, Il processo di Norimberga, Utet, Torino 2006.
– G. Conso, Ugo V., Verso la corte penale internazionale permanente e statuto di Roma della corte penale internazionale, Aracne, Roma 2002.
– E. Mujawayo, S. Belhaddad, Il fiore di Stéphanie, Edizioni e/o, Roma 2007.
– J. Tešanovic, Processo agli scorpioni. Balcani e crimini di guerra. Paramilitari alla sbarra per il massacro di Srebrenica, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, Viterbo 2008.

Iscrizione

Gli insegnanti che hanno intenzione di partecipare con gruppi di studenti e gli allievi che intendono partecipare con lavori individuali dovranno segnalarlo – avvalendosi del modulo di iscrizione allegato alla presente circolare e disponibile anche sul sito www.consiglioregionale.piemonte.it nella sezione dedicata al Comitato Resistenza e Costituzione – alla Segreteria del Comitato inviando un fax allo 011.57.57.365 entro e non oltre il 21 ottobre 2011.

Formazione degli insegnanti, degli studenti e documentazione

Insegnanti e studenti potranno avvalersi dei moduli di formazione appositamente organizzati dagli Istituti Storici della Resistenza del Piemonte, presso i quali è possibile rivolgersi anche per la consultazione bibliografica e documentaria.

I moduli inizieranno nel mese di ottobre 2011 secondo i calendari stabiliti dagli stessi Istituti.

Una prima iniziativa, destinata agli insegnanti, di presentazione del concorso e di illustrazione dei temi di ricerca verrà organizzata dal Consiglio regionale a Torino entro il mese di ottobre 2011.

Un’ampia selezione di testi e materiali inerenti i temi proposti è inoltre disponibile in consultazione ed in prestito presso il Centro di Documentazione del Cesedi-Provincia di Torino.

Modalità di svolgimento e consegna degli elaborati

La ricerca potrà essere realizzata attraverso lavori di gruppo – composto da un minimo di 5 sino ad un massimo di 7 studenti e coordinato da un insegnante (possono partecipare i docenti di tutte le discipline) – e lavori individuali, e potrà essere condotta con la più ampia libertà dei mezzi di indagine e di espressione (elaborati scritti, disegni, fotografie, mostre documentarie, materiale audiovisivo o con lavori che si avvalgono di più mezzi espressivi).

Gli elaborati prodotti non dovranno superare di massima cinquanta (50) cartelle di testo (2000 caratteri spazi inclusi) sia cartacee che su supporto informatico o multimediale; la durata dei video (vhs, dvd, etc.) non dovrà superare i 60 minuti circa.

Gli elaborati inoltre dovranno essere completi di una breve nota metodologica e bibliografica. Gli elaborati dovranno infine essere inviati all’Assessorato all’Istruzione della Provincia di appartenenza della scuola partecipante (per le scuole della provincia di Torino al Ce.Se.Di., via Gaudenzio Ferrari 1, Torino) entro e non oltre il 10 febbraio 2012.
La trasmissione degli elaborati deve avvenire con lettera di accompagnamento recante il timbro della scuola e firmata dal dirigente scolastico o da suo delegato.

La lettera dovrà contenere le seguenti indicazioni:
• il numero complessivo degli allievi e delle classi che hanno partecipato al
concorso;
• i dati anagrafici degli allievi di cui si inviano gli elaborati;
• il nominativo dell’insegnante che ha curato la preparazione degli allievi;
• se la classe o il singolo allievo partecipa per la prima volta al concorso.

Formazione delle commissioni e valutazione degli elaborati

Ciascun Assessorato provinciale all’Istruzione provvede alla nomina della commissione di valutazione entro il 10 febbraio 2012.
La composizione della commissione deve essere comunicata alla segreteria del Comitato Resistenza e Costituzione.
Le commissioni sono tenute a definire in modo chiaro i criteri di valutazione e a compilare un giudizio sintetico per ogni elaborato.
Le commissioni devono operare la selezione degli elaborati, formulando la graduatoria di merito e individuando i vincitori, entro e non oltre il 5 marzo 2012.
Gli Assessorati provinciali all’Istruzione comunicano tempestivamente gli esiti della valutazione alla segreteria del Comitato Resistenza e Costituzione, allegando la relativa graduatoria completa di giudizi.

Vincitori

Gli studenti vincitori saranno premiati pubblicamente presso la sede del Consiglio regionale del Piemonte.
I gruppi vincitori, accompagnati dall’insegnante coordinatore, ed i vincitori individuali parteciperanno, a spese del Consiglio regionale e delle Province piemontesi, secondo l’ordine della graduatoria di merito e nel limite delle risorse disponibili, ad un viaggio di studio con meta alcuni significativi luoghi della memoria in Italia o in Europa.

Si invitano i dirigenti delle istituzioni scolastiche interessate a favorire la conoscenza dell’iniziativa, attraverso la più ampia diffusione del bando e della presente circolare, e ad incoraggiare la partecipazione di insegnanti e studenti a tale importante progetto di educazione civica e di crescita culturale e civile.

In provincia di Alessandria la proposta formativa per studenti e docenti si articolerà secondo il seguente calendario:

– 15 Novembre 2011 – Traccia1
Essere italiani nel XXI secolo: come cambia e si trasforma l’idea di cittadinanza, Antonella Ferraris, Isral

– 22 Novembre 2011 – Traccia 2
Il ritorno dal Lager nella memorialistica femminile, dott.ssa Barbara Berruti, Istoreto

– 12 dicembre 2011 – Traccia 3
Il ruolo della giustizia internazionale nei conflitti contemporanei, prof. Joerg Luther, Ordinario di Istituzioni di diritto pubblico, Università del Piemonte Orientale

– 19 dicembre 2011
Il trauma del ricordo, dott.ssa Paiuzzi, psicologa, prof. Farello, docente e psicologa, prof.ssa Ferraris, Isral

Tutti gli incontri si terranno nei locali dell’Isral, via Guasco 49, dalle ore 15 alle ore 18. Si prega di dare conferma dell’iscrizione al corso attraverso la scheda di partecipazione allegata.
Si ricorda che la scadenza per la consegna degli elaborati è fissata quest’anno al 10 febbraio 2012

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