Concorso di storia contemporanea 2006/2007

17 Settembre 2006

Il Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana propone, per l’anno scolastico 2006/2007, alcuni temi di ricerca per gli studenti delle Scuole superiori, inerenti la storia contemporanea.

Accogliendo queste proposte, il Consiglio regionale, le Province piemontesi, la Direzione generale regionale per il Piemonte del Ministero all’Istruzione, hanno indetto l’annuale concorso riservato agli studenti delle Scuole superiori della Regione sui seguenti temi:

Testo 1

In una lettera a Umberto Saba del 1949 Primo Levi scriveva tutta la sua ammirazione per il poeta triestino, di cui aveva appena letto le Scorciatoie e raccontini, ritrovandovi, scrive, “molto del mio mondo, non del Lager, voglio dire; meglio, non solo del Lager”. E sul finire della lettera aggiungeva: “Ma tutto questo mi ha toccato meno di quel Suo coraggio, di quella Sua avidità vigile… di nulla lasciare inesplorato, di tutto sollevare dal buio del sottosuolo alla luce della consapevolezza”.
Sollevare la memoria del Lager dal “buio del sottosuolo” sembra essere il compito che si prefiggono non solo Saba e Levi, ma tutti coloro che, in Italia e in tutta Europa, hanno provato a scrivere poesie sul tema della deportazione. Da Paul Celan a Vittorio Sereni, da Charlotte Delbo a Salvatore Quasimodo, molti autori europei nel secondo dopoguerra non si sono arresi all’idea di non poter più scrivere poesie. Sempre Levi dirà in una famosa intervista che “dopo Auschwitz non si può fare poesia se non su Auschwitz”.
Scegli i componimenti di uno di questi autori, a tua scelta, e svolgi un’analisi critica di questi lavori inserendola in una più ampia riflessione sul rapporto che, secondo te, può sussistere fra il Lager e la sua rappresentazione artistica.

Bibliografia

U. Saba, Scorciatoie e raccontini, il Melangolo, Genova, 1987

Primo Levi, Ad ora incerta, in Opere, vol. II, a c. di Marco Belpoliti, Torino, Einaudi, 1997

Paul Celan, Poesie, a c. di G. Bevilacqua, Milano, Mondadori, 1998

Vittorio Sereni, Poesie, edizione critica a cura di Dante Isella, Milano, Mondadori, 1995. si può tenere conto anche dell’edizione commentata nei “Tascabili Einaudi” uscita sempre a cura di Isella, con la collaborazione di Clelia Martignoni, nel 2002.

«Al di qua del bene e del male». La visione del mondo di Primo Levi, a c. di E. Mattioda,, F. Angeli, Milano, 2000.

Pier Vincenzo Mengaldo, Aspetti della letteratura della deportazione, in “L’indice dei libri del mese”, aprile 2005.

Testo 2

La storia del XX secolo in Europa è indissociabile dalla storia del totalitarismo. La II guerra mondiale inizierà mentre i due stati totalitari, Russia sovietica e Germania sono alleati, ma proseguirà con una lotta senza pietà fra i due. La seconda metà del secolo si svolge all’ombra della guerra fredda che oppone l’occidente al campo comunista. Tutti gli ultimi cent’anni sono stati dominati dalla lotta fra totalitarismi o del totalitarismo con la democrazia. Adesso che questi conflitti sono terminati, possiamo esaminare meglio lo scenario. Come ha scritto Tzvetan Todorov, il totalitarismo ci costringe a considerare il XX° secolo “una lunga parentesi” invitando il XXI° a riprendere le cose là dove le aveva lasciate il XIX°.
Traendo spunto da una delle definizioni di totalitarismo date dalla filosofia politica, da Hannah Arendt allo stesso Todorov, svolgi alcune riflessioni sul concetto di “società totalitaria” nei suoi diversi aspetti, economici, sociali e culturali

Bibliografia

A. Arendt, Le origini del totalitarismo, Milano, Garzanti, 1999

T. Todorov, Memoria del male tentazione del bene, Milano, Garzanti, 2000

Enzo Traverso, Il totalitarismo : storia di un dibattito, Milano, B. Mondadori, 2002

Margarete Buber- Neumann, Prigioniera di Stalin e Hitler, Bologna, Il mulino, 2005

David Rousset, L’universo concentrazionario, Milano, Baldini & Castaldi, 2001

Erich Hobsbawn, “Il secolo breve”, Rizzoli

Testo 3

Canti di guerra, canti contro la guerra.
Per tutto il corso del Novecento, il canto sociale ha cadenzato lo svolgersi della politica, ne ha sottolineato gli eventi principali, ne ha accompagnato l’evoluzione. In particolare, le guerre (così numerose nel secolo scorso, così tragicamente abbarbicate al nostro presente) hanno visto il fiorire di canti e inni di propaganda (Tripoli bel suol d’amore, La leggenda del Piave, Faccetta nera, Vincere!..) celebranti le imprese belliche, ma anche il contemporaneo nascere di canti popolari di protesta, demistificanti la retorica bellicista e denuncianti gli orrori della guerra (Addio padre, La tradotta che parte da Novara, O Gorizia, La Badoglieide…).
Si cerchi di documentare questo costante intersecarsi di motivi a favore o contro la guerra, in Italia e nel mondo, anche in tempi più vicini a noi, sia a livello popolare, sia nella produzione di musicisti o cantautori contemporanei.

Bibliografia

Cesare Bermani, “Guerra guerra ai palazzi e alle chiese”. Saggi sul canto sociale, Roma, Odradek, 2003;

Piero Brunello, Storia e canzoni in Italia: il Novecento, Comune di Venezia, 2000;

Canti sociali italiani, a cura di Roberto Leydi, Milano, Avanti, 1963;

Stefano Pivato, La storia leggera. L’uso pubblico della storia nella canzone italiana, Bologna, Il Mulino, 2002;

Stefano Pivato, Bella ciao. Canto e politica nella storia d’Italia, Roma-Bari, Laterza, 2005;

Canzoni italiane di protesta 1794, 1974, a cura di Giuseppe Vettori, Roma, New Compton, 1974;

Canzoni e Resistenza, a cura di Alberto Lovatto,Torino-Borgosesia, Consiglio regionale del Piemonte, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli, 2001;

La ricerca potrà essere realizzata attraverso lavori di gruppo (composto da un minimo di 5 ad un massimo di 7 studenti) articolati all’interno della classe, coordinati da un insegnante, e lavori individuali, e potrà essere condotta con la più ampia libertà dei mezzi di indagine e di espressione (elaborati scritti, disegni, fotografie, mostre documentarie, materiale audiovisivo o con lavori che si avvalgono di più mezzi espressivi).

Gli elaborati prodotti non dovranno superare di massima 50 cartelle di testo (2000 caratteri spazi inclusi) sia cartacee che su supporto informatico o multimediale; la durata dei video (vhs, dvd, etc.) non dovrà superare 60 minuti circa. Gli elaborati inoltre dovranno essere completi di una breve nota metodologica e bibliografica.

Gli insegnanti che hanno intenzione di partecipare con gruppi di studenti e gli studenti che intendono partecipare con lavori individuali, sono pregati di darne segnalazione al Consiglio regionale del Piemonte: Comitato affermazione valori della Resistenza e all’Assessorato all’Istruzione della Provincia di appartenenza, entro il 20 novembre 2006, indicando chiaramente il tema prescelto.

Gli elaborati dovranno essere inviati, previo accordo, all’Assessorato all’Istruzione della Provincia di appartenenza della Scuola (per quanto riguarda le scuole della Provincia di Torino al CE.SE.DI., Via Gaudenzio Ferrari, 1 – Torino) entro il 26 gennaio 2007.

Le Commissioni provinciali preposte all’esame dei lavori selezioneranno gli elaborati migliori. Gli autori di detti elaborati, accompagnati dall’insegnante che ha coordinato il lavoro, parteciperanno a spese del Consiglio regionale e delle Province piemontesi, ad un viaggio di studio con meta la visita di alcuni luoghi significativi in Italia e in Europa.

Si invitano le istituzioni scolastiche interessate a prevedere l’inserimento dell’iniziativa proposta in un cammino di crescita culturale e sociale dello studente che, attraverso l’analisi dei temi proposti, la cura degli elaborati e il conseguente viaggio di studio, preveda una veicolazione dell’esperienza all’interno della scuola stessa. Importante diventa la riflessione, il più possibile aperta ad altri soggetti, sull’esperienza maturata di cui il viaggio premio rimane una tappa anche se significativa.

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