Il Partito d’Azione in Alessandria

La fitta narrazione di Cesare Levreri si snoda nell’arco di tempo che va dal 25 luglio 1943 al 28-29 aprile 1945 con una significativa data intermedia, 20 febbraio 1945. Inteso «si snoda», oltreché nel senso figurato di «svilupparsi», in quello etimologico di «sciogliere nodi» in quanto in essa vengono chiariti punti finora rimasti incerti od oscuri nella storia della Resistenza nel basso alessandrino.

25 luglio 1943: la drammatica rivolta di palazzo dei gerarchi fascisti ebbe eco immediata in Alessandria, la costituzione – promotore Livio Pivano –  di un Comitato Antifascista Interpartitico (comunisti, socialisti, azionisti, cattolici, liberali) che dopo l’8 settembre si trasformò in C.L.N.

Il giorno dopo, il 26 luglio, per le vie del centro alessandrino si svolse un’affollata manifestazione patriottica-antifascista popolare.

28-29 aprile 1945: la parabola della Resistenza armata contro l’invasore straniero e i suoi accoliti nostrani si concluse con la vittoria ottenuta a prezzo di inenarrabili sacrifici, lacrime e sangue.

Tra queste due date se ne inserisce una, tutta alessandrina.

20 febbraio 1945: nella Cittadella di Alessandria vennero fucilati Luciano Scassi, comandante l’VIII Divisione G.L., Amedeo Buscaglia azionista, Pietro Scaramuzza matteottiano ed Ettore Gino garibaldino. […]

Cesare LevreriIl Partito d Azione in Alessandria, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 1986, pp. 147, L. 15.000