Dino Ottavi nasce a Pisa l’11 marzo 1927 da Raimondo Ottavi e Alabarda Abati. Nel 1956, a seguito dell’invasione sovietica dell’Ungheria, il Partito Comunista Pisano si spacca in due, tra chi è favorevole e chi contrario all’invasione, e tra questi ultimi si colloca Dino Ottavi. Per questo, egli decide di andarsene da Pisa, per trasferirsi, nel 1957, ad Alessandria, in cui prende la residenza il 9 luglio 1959. Nel 1966 viene rinchiuso presso l’Ospedale Psichiatrico “San Giacomo” di Alessandria, poi viene trasferito prima al manicomio giudiziario di Montelupo Fiorentino e poi a quello di Reggio Emilia.

Da disoccupato, vince la vertenza di assunzione come operaio contro la Morteo Soprefin di Pozzolo Formigaro, dove rimane fino al 1973. Nel 1974 viene assunto dalla SAMI-Michelin di Alessandria, in cui rimarrà fino alla fine e contro cui combatterà le sue battaglie sindacali più significative.  Nel 1975 viene rinchiuso presso il manicomio giudiziario di Castiglione delle Stiviere, dove verrà dichiarato sano di mente e liberato l’anno dopo. Tornato ad Alessandria, ricomincia a lavorare presso la SAMI, continuando le lotte sindacali in seno al Consiglio di fabbrica della SAMI. Allo stesso tempo lotta per i diritti dei malati di mente, avendone conosciuto la terribile situazione in prima persona.  Crea il giornale murale “L’Indicatore” e le Edizioni L’Indicatore (EDLI), la Lega degli ex carcerati, il COES-AL (collettivo operai e studenti), tutte con sede a casa di Ottavi, e con l’appoggio della moglie Lea. Nel 1987 muore il figlio Fabio, a seguito della quale Dino costituisce la Fondazione Fabio Ottavi, con sede sempre in casa propria, e che vive grazie alle donazioni di enti pubblici e di privati cittadini.

Dino Ottavi muore nel 1994.

Il fondo è stato donato all’Istituto negli anni 2000 (dopo una temporanea conservazione presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università del Piemonte Orientale in Alessandria) negli anni 2000 per donazione della famiglia Ottavi, in particolare della figlia Marina e del genero Corrado Malandrino, che hanno espresso fin dalla scomparsa di Ottavi la volontà che le sue carte fossero conservate presso il nostro Istituto, erede di una tradizione resistenziale e antifascista nella quale Ottavi si riconosceva profondamente.

Il fondo, che riflette i molteplici interessi e attività del produttore, è stato suddiviso nelle serie seguenti, di cui non tutte sono liberamente consultabili:

  • Archivio personale di Dino e Lea Ottavi: si tratta di carte personali della famiglia Ottavi, che si è ritenuto opportuno, per ragioni di riservatezza, escludere dalla libera consultabilità;
  • Conoscenti: Raccoglie corrispondenza con la cerchia degli amici e conoscenti di Dino e famiglia;
  • Manicomi giudiziari e carceri: raccoglie la documentazione sulle detenzioni di Ottavi e sui numerosi detenuti che aiutò in vario modo, nonché sulle battaglie per l’abolizione dei manicomi poi realizzata con la legge Basaglia;
  • Vertenze giudiziarie: la serie raccoglie la documentazione sulle numerose vertenze giudiziarie di cui Ottavi fu protagonista.
  • Giornale murale “L’Indicatore”: Ottavi pubblicò, dal suo arrivo in Alessandria, un singolare giornale murale, intitolato L’Indicatore, che esponeva di preferenza in Galleria Guerci, ma anche, a seconda dell’opportunità, in altri spazi pubblici cittadini: la serie ne raccoglie i numeri e la documentazione relativa tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta;
  • Attività lavorativa: raccoglie documenti di natura personale sull’attività lavorativa di Dino e Lea Ottavi;
  • Vertenze sindacali: raccoglie l’imponente mole documentaria sulle vertenze (non solo sindacali, ma anche giudiziarie) che videro impegnato Ottavi contro tutte le aziende che lo impiegarono dal momento del trasferimento in Alessandria, nell’ordine: ALMA del quartiere Cristo (1965-1966), Morteo-Soprefin di Pozzolo Formigaro (1971-1973), Michelin di Spinetta Marengo (1974-1988);
  • Organizzazioni: raccoglie documentazione sulle numerose organizzazioni sindacali e culturali di cui Ottavi fece parte;
  • Politica: raccoglie documentazione sui partiti e i movimenti politici vicini a Ottavi, nonché su questioni politico-sociali che gli stavano particolarmente a cuore: il pacifismo e l’antimilitarismo, il femminismo e il movimento di liberazione omosessuale, l’ambientalismo.
  • Fondazione Fabio Ottavi: raccoglie le carte della fondazione istituita da Ottavi nell’occasione dolorosa della morte del figlio Fabio nel 1987, nonché carte personali di Fabio Ottavi;
  • Varie: raccoglie pochi fascicoli eterogenei che non è stato possibile assegnare alle serie precedenti.

L’inventario del fondo Ottavi