Comunicato dell’Istituto “Parri” sull’invasione russa dell’Ucraina.

10 March 2022

COMUNICATO DELL’ISTITUTO NAZIONALE “FERRUCCIO PARRI”

Milano, 3 marzo 2022

L’Istituto Nazionale Ferruccio Parri unisce la propria voce a quella di altri centri di ricerca,
associazioni e gruppi di storici e studiosi esprimendo una ferma condanna per l’invasione
dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, decisa dal suo Presidente Vladimir Putin, iniziata fra il
23 e il 24 febbraio scorso. L’ingresso di truppe russe in Ucraina, precedentemente raccolte ai confini
del paese, ha dato il via alla prima guerra di conquista su suolo europeo dai tempi della Seconda
guerra mondiale, attuata con l’evidente intenzione di assoggettamento di una nazione indipendente
della quale viene negato il diritto a un’esistenza autonoma.
L’Istituto sottolinea altresì l’uso distorto e distorcente della complessa storia di quella
nazione e dell’intera storia europea e l’uso strumentale e falso di termini quali nazismo e genocidio.
La complessità della storia non può e non deve essere ridotta a slogan: la storia non può essere
usata e rimodulata per un uso politico.
L’Istituto nazionale Ferruccio Parri aveva già espresso una ferma condanna per la chiusura
arbitraria da parte della Corte Suprema della Federazione Russa di Memorial Internazionale e del
Centro per i diritti umani di Memorial, lo scorso 28 dicembre, esprimendo la propria solidarietà ai
ricercatori, alle ricercatrici e a tutti gli aderenti all’Associazione ingiustamente colpita: l’Istituto oggi
ribadisce ancora con forza il valore della libertà della ricerca e della libera diffusione dei suoi risultati
come presupposto vitale per una società pienamente democratica.
L’Istituto nazionale Ferruccio Parri, si impegna a promuovere lo studio e la conoscenza della
storia dell’età contemporanea, la storia delle guerre nel Novecento, la storia europea. Il Parri
metterà a disposizione le risorse intellettuali e umane che animano la ricca rete nazionale per creare
occasioni di comprensione, anche nell’evidenza delle conseguenze gravissime che il conflitto in corso
ha già – e avrà ancora di più – sul quadro europeo e internazionale. L’Istituto auspica una rapida
cessazione dello scontro armato e la ricerca di una soluzione diplomatica, che ripristini
quell’equilibrio internazionale che l’aggressione russa ha gravemente compromesso.
Auspica che in questa ricerca l’Unione Europea abbia un ruolo di primo piano, avviandosi
finalmente verso quella comune politica estera e di difesa ancora non realizzata, ma oggi più che mai
necessaria per garantire la pace e la sicurezza.
Il Presidente
Paolo Pezzino