Straniero


Danze col ventaglio a Shangai, 1995
(Foto: Sebastiao Salgado)


stranièro: agg., s.m.
1a. agg., di un'altra nazione, di un altro paese rispetto al proprio: lingua straniera, accento straniero, usanze straniere
1b. agg., s.m., nativo, abitante di una nazione, di un paese estero: cittadino straniero, università per stranieri, ogni anno Roma è meta turistica di migliaia di stranieri
2a. agg. relativo alla nazione o all'esercito contro cui si è in guerra: invasione, dominazione straniera
2b. s.m. spec. al pl., chi appartiene alla nazione o all'esercito contro cui si è in guerra: cacciare gli stranieri, arrendersi agli stranieri | solo sing., con valore collettivo: combattere lo straniero
3. agg. estraneo: quando la terra | mi fia straniera valle, e dal mio sguardo | fuggirà l'avvenir (Leopardi)
4. agg. strano, insolito: l'aria intorno ... piena | di varie forme e di stranier portamenti (Poliziano)
T. De Mauro, Dizionario della lingua italiana

Il male è nella parola.
Parola che fa male e che, stranamente, consola.
Il mistero è nella sua estraneità.
E. Jabès, Uno straniero con, sotto il braccio, un libro di piccolo formato

Il termine "straniero" evoca (per implicazione, affinità, assonanza, contrasto, associazione) i concetti di estraneità, stranezza, alterità, differenza, diversità, nazionalità, ostilità, guerra, ma anche: turismo, linguaggio, comunità, criminalità, terrorismo, pelle, corpi, promiscuità e altro ancora.
Tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo i fenomeni di globalizzazione hanno favorito la crescita dei flussi migratori da Africa e Asia verso Estremo Oriente, Europa, Medio Oriente e Nord America; nello stesso tempo, per effetto dell'"allargamento ad Est" dell'Unione Europea, si sono moltiplicati gli spostamenti di cittadini dell'Europa orientale verso i paesi dell'Europa occidentale e settentrionale: gli "stranieri" costituiscono ormai una presenza malgrado tutto familiare nelle "nostre" nazioni. Come sempre, anche in questo caso, l'astrazione linguistica burocratica ("integrazione degli stranieri", "problema degli stranieri", "università per stranieri") comporta la generalizzazione e la cancellazione delle differenze, sia collettive (albanesi, algerini, marocchini, pakistani, senegalesi...) sia individuali (quest'uomo, quest'altro, quella donna). Ovviamente, si dirà: tuttavia, tale generalizzazione (nella retorica dei mass-media e del senso comune, nella cronaca nera dei telegiornali) rischia di oscurare due fatti importanti. Primo, gli stranieri esistono come persone individuali e concrete che pongono gravi interrogativi politici al "nostro" modo di vivere e di pensare (Dal Lago 1999: 233-34 n. 37). Secondo, lo straniero viene perlopiù definito in modo negativo: sono stranieri coloro che non sono cittadini, che non fanno parte della comunità politica, ossia coloro che, molto spesso, vengono esclusi dallo "spazio giuridico comune". Quando accade questo, ossia quando non viene loro garantito il rispetto dei diritti fondamentali (si pensi al rimpatrio senza processo, alla detenzione nei "Centri di Prima Accoglienza", al lavoro nero), gli stranieri diventano, da semplici estranei, "non persone": apolidi, esseri umani il cui benessere dipende dalla carità, dalla benevolenza e dall'arbitrio dei cittadini e delle loro istituzioni.
Malgrado i governi di molte democrazie "ospitanti" stiano sperimentando forme nuove di cittadinanza svincolate dalla pura appartenenza politica nazionale (cittadinanza temporanea, limitati diritti elettorali, eccetera: Benhabib 2004), tuttavia un gran numero di stranieri rimane pur sempre bloccato nel "limbo" di chi possiede, de jure, un ampio catalogo di diritti (si veda la Dichiarazione universale dei diritti umani dell'O.N.U.) ma non può esercitarli de facto perché non è in condizione di imporre a nessuno, tanto meno a uno stato, l'obbligo di garantirli.

Massimo Cellerino, 12/02/2007


Riferimenti bibliografici

BENHABIB, S., The Rights of Others. Aliens, Residents and Citizens, Cambridge, Cambridge University Press 2004.
CAMUS, A., Lo straniero (1942), Milano, Bompiani 1988.
DAL LAGO, A., Non-persone. L'esclusione dei migranti in una società globale, Milano, Feltrinelli 1999.
JABES, E., Uno straniero con, sotto il braccio, un libro di piccolo formato (1989), Milano, SE 1991.
KRISTEVA, J., Stranieri a se stessi (1988), Milano, Feltrinelli 1990.



Amalienborg Plads, Copenhagen (Foto: Per-Anders Jørgensen)


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