Profugo


Ruanda, campo profughi, 1999 (Fonte: New York Times on
the Web)

Il termine inglese refugee, impiegato nei principali trattati internazionali, corrisponde ai due termini italiani "profugo" e "rifugiato", ove con il primo si intende solitamente chi è stato privato dei diritti di cittadinanza (per varie ragioni: persecuzioni, guerre, povertà, catastrofi ecologiche e simili), ha dovuto lasciare il proprio paese d'origine o residenza e non trova uno stato che lo accetti come cittadino; mentre il secondo designa chi, dopo essere stato costretto a lasciare il proprio paese d'origine o residenza, ha ottenuto asilo in un altro paese. In italiano è invalso l'uso di parlare genericamente di "rifugiati", adottando il calco del termine inglese, che ha condotto a obliterare la differenza; il termine "profughi" sopravvive in alcune locuzioni ormai idiomatiche, come "i profughi dell'Istria" o "i profughi palestinesi", che rimandano a eventi e usi linguistici degli anni Quaranta-Cinquanta. Naturalmente non tutti i profughi diventano rifugiati né tanto meno vengono sempre naturalizzati, come gli istriani: è celebre il caso dei

palestinesi già residenti nel territorio dell'ex-mandato inglese poi divenuto territorio dello stato di Israele nel 1948, che sono rimasti profughi a tutti gli effetti. Come ha osservato H. Arendt, dopo la seconda guerra mondiale il grave e impellente problema di trovare uno stato per i profughi ebrei è stato risolto creando una nuova categoria di rifugiati e apolidi: i palestinesi (Arendt 1951).
Nei documenti dell'O.N.U. il termine inglese refugee si riferisce a coloro che hanno ottenuto la protezione delle due agenzie create per la protezione di profughi e rifugiati, ossia dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), che alla fine dell'anno 2006 aveva la responsabilità di 17,5 milioni di persone, e dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Intervento in favore dei Rifugiati della Palestina nel Vicino Oriente (UNRWA), istituita specificamente per l'assistenza ai profughi palestinesi, il cui numero viene oggi stimato in 4,3 milioni (UNRWA 2006). Secondo i principali riferimenti del diritto internazionale, ossia la Convenzione dell'O.N.U. sulla Condizione dei Rifugiati (1951) e il successivo Protocollo relativo alla Condizione dei Rifugiati (1967), la condizione giuridica di rifugiato (refugee), e quindi la protezione dell'UNHCR, viene riconosciuta a chi

si trova fuori dal paese di propria nazionalità a causa di un fondato timore di persecuzione per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare gruppo sociale od opinione politica e non può oppure, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di quel paese; o chi, non avendo nazionalità e trovandosi fuori dal paese di sua abituale residenza per effetto di tali timori, non può o non desidera ritornarvi. (Art.1)

Negli ultimi anni tale definizione è stata allargata sino a includere anche coloro che sono costretti a lasciare il proprio paese a causa di estrema povertà o di disastro ambientale. Ne restano tuttavia fuori circa 25 milioni di persone, che l'O.N.U. considera "profughi interni" (internally displaced persons), cioè coloro che per varie ragioni (guerra, pulizia etnica, povertà, eccetera) sono stati costretti a lasciare le proprie case ma sono rimasti nel territorio del proprio paese d'origine, e che quindi, per questa ragione, non possono avvalersi della protezione internazionale di cui godono invece i rifugiati.
Le tecnologie delle comunicazioni, sia elettroniche sia fisiche, hanno reso il mondo più piccolo, più accessibile e interconnesso; la globalizzazione ha provocato l'erosione della sovranità territoriale degli stati; tuttavia la vita e la libertà degli esseri umani continuano a dipendere in larga misura dalle decisioni dei governi nazionali, cioè dalle autorità che controllano il territorio in cui essi risiedono e che emettono i documenti che conferiscono loro diritti.

Massimo Cellerino, 12/02/2007


Riferimenti bibliografici

ARENDT, H., Le origini del totalitarismo (1951), Torino, Einaudi 2004.
BENHABIB, S., The Rights of Others. Aliens, Residents and Citizens, Cambridge, Cambridge University Press 2004.
UNITED NATIONS RELIEF AND WORKS AGENCY, "Overview", 2006, URL: http://www.un.org/unrwa/english.html (consultato il 15/12/2006).



Campo profughi a Benako, Tanzania, 1994 (Foto: Sebastiao Salgado)


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