Modulo formativo per docenti e studenti partecipanti al Concorso regionale di storia contemporanea

1 Ottobre 2011

Come ormai da molti anni, anche in quest’anno scolastico 2010-2011 il Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana del Consiglio Regionale del Piemonte, in collaborazione con le Amministrazioni provinciali, l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e il Ministero dell’Istruzione, ha promosso il Progetto regionale di Storia contemporanea, destinato agli studenti delle scuole secondarie di II grado.
Il concorso, che si avvale da sempre della collaborazione e della consulenza scientifica della rete regionale degli Istituti Storici della Resistenza e della Società Contemporanea, prevede lo svolgimento di una ricerca su temi di storia contemporanea. Gli studenti, autori delle ricerche giudicate più meritevoli, insieme ai docenti che hanno seguito il loro lavoro, vengono premiati con viaggi-studio aventi come meta luoghi della memoria significativi in Italia e in Europa.
Mi sembra importante precisare che quest’anno il concorso avrà una particolare valenza, legandosi alle celebrazioni del centocinquantenario dell’Unità d’Italia.
Anche quest’anno, in base alla collaborazione tra gli Istituti storici della Resistenza del Piemonte, l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e il Consiglio Regionale del Piemonte, al concorso si affianca una proposta formativa rivolta ai docenti e agli studenti che partecipano al concorso, sia per sostenerli nella ricerca, sia per prepararli al viaggio-studio nei luoghi della memoria. Quest’attività di formazione si affianca alla tradizionale attività di consulenza scientifica e di servizio bibliotecario e archivistico che l’Isral fornisce a studenti e docenti.

In provincia di Alessandria la proposta formativa si articolerà secondo il seguente calendario:

I Parte: Lo sviluppo e la redazione della ricerca

14 ottobre. Tema n.1 – 150 anni dall’unità d’Italia. Dal Risorgimento alla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, relatore dott. Cesare Manganelli, Isral
28 ottobre. Tema n. 2 – Deportazioni, trasferimenti forzatie profughi, relatore prof. Enrico Miletto, Istoreto
4 novembre. Come si svolge una ricerca storica, relatore prof.ssa Antonella Ferraris, Isral
18 novembre. Tema n. 3 – Il ruolo dei mezzi d’informazione nel contesto della guerra nell’ex-Jugoslavia, prof. William Bonapace, docente e ricercatore

 

II Parte: I luoghi di memoria

9 dicembre 2010. I campi di concentramento (con riferimento alla traccia 2) – prof. Fabrizio Meni.
16 dicembre 2010. La Bosnia (con riferimento alla traccia 3) – prof. William Bonapace
13 gennaio 2011. L’Italia (con riferimento alla traccia 1) – dott. Massimo Carcione, prof. Antonella Ferraris

 

III Parte

Resoconto dell’esperienza del viaggio da parte degli studenti vincitori (data da stabilirsi in seguito)

Tutti gli incontri si terranno nei locali dell’Isral, via Guasco 49, dalle ore 15 alle ore 18.

Poiché sono previste attività di formazione e d’incontro organizzate dal Consiglio Regionale del Piemonte, è possibile che alcune date siano soggette a conferma. Daremo tempestivamente notizia di eventuali mutamenti sul sito dell’Istituto: www.isral.it

 Progetto concorso su un tema di storia contemporanea

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

COMITATO PER L’AFFERMAZIONE DEI VALORI DELLA RESISTENZA E DEI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL PIEMONTE

  Il Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana del Consiglio regionale del Piemonte, le Amministrazioni provinciali piemontesi e la Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico regionale per il Piemonte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca indicono il PROGETTO DI STORIA CONTEMPORANEA CONCORSO ANNO SCOLASTICO 2010/2011 riservato agli studenti delle Scuole superiori (biennio e triennio) della regione sui seguenti temi: TEMA n.1 150 anni dall’Unità d’Italia:dal Risorgimento alla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia è l’occasione per rievocare il lungo e difficile processo attraverso il quale è nato il nostro paese. Di quegli eventi, che non possono essere ricondotti ad un breve arco di tempo, originandosi nel triennio repubblicano (1796-1799) per poi proseguire ben dopo il 1861, sono state offerte letture diverse e a tratti discordanti. Per decenni è prevalsa una versione retorica, indirizzata a celebrare i fasti di un passato letto acriticamente. Non di meno si è ad essa contrapposta una interpretazione che ha evidenziato gli aspetti più problematici e irrisolti dell’unificazione in quanto articolato e complesso fenomeno storico, politico e sociale. Del processo di costruzione dell’indipendenza che chiamiamo Risorgimento si è però a volte trascurato di approfondire la genesi del movimento culturale e politico che fu alla sua base nonché l’intensità degli ideali di libertà, democrazia, federazione e giustizia che animarono il sacrificio volontario dei molti che vi presero attivamente parte. Laddove la coscienza del «dovere» si legò alla scelta di unire «pensiero e azione» è identificabile un nesso ideale e morale diretto tra Risorgimento e Resistenza? C’è senz’altro un filo sottile ma tenace che collega questi due fondamentali momenti della nostra storia civile laddove la Costituzione Repubblicana del 1948, figlia della lotta di Liberazione, in tanti punti rievoca la Costituzione della Repubblica Romana. Rintracciare questo legame nelle stesse parole della nostra Costituzione (ad esempio Repubblica, libertà, eguaglianza, giustizia, solidarietà, diritti e doveri dei cittadini, unità e decentramento) ci conduce inevitabilmente ad una indagine su come si formarono quegli ideali che divennero poi espressione dell’intero processo risorgimentale. Ai candidati, quindi, il compito di identificare e riscoprire, attraverso una ricerca documentaria, quali fossero i principi sui quali si originò e si articolò il patriottismo unitario nonché la sua reviviscenza nelle istanze culturali, politiche e morali espressesi con la Resistenza. Suggerimenti bibliografici Per un inquadramento generale: M. Baioni, Risorgimento conteso. Memorie e usi pubblici nell'Italia contemporanea, Diabasis, Reggio Emilia, 2009. A. M. Banti, Il Risorgimento italiano, Laterza, Roma-Bari 2004. A. M. Banti, P. Ginzborg (a cura di), Il Risorgimento, in Storia d’Italia – Annali 22, Einaudi, Torino, 2007. N. Bobbio, Una filosofia militante: studi su Carlo Cattaneo, Einaudi, Torino 1971. G. Carocci, Il Risorgimento, Newton Compton, Roma 2006. F. Della Peruta, L’Italia del Risorgimento: problemi, momenti e figure, Franco Angeli, Milano, 1997. F. Della Peruta, Conservatori, liberali e democratici nel Risorgimento, Franco Angeli, Milano, 1989. R. Romeo, Vita di Cavour, Laterza, Roma-Bari, 2004. R. Romeo, Risorgimento e capitalismo, Laterza, Roma-Bari, 1998. D. Mack Smith, Il Risorgimento italiano: storia e testi, Laterza, Roma-Bari, 1999. W. Maturi, Interpretazioni del Risorgimento, Einaudi, Torino 1962. G. Pécout, Il lungo Risorgimento La nascita dell'Italia contemporanea (1770-1922), Mondadori, Milano 1999. L. Riall, Il Risorgimento: storia e interpretazioni, Donzelli, Roma 1997. L. Salvatorelli, Il pensiero politico italiano dal 1700 al 1870, Einaudi, Torino 1997. Alfonso Scirocco, L’Italia del risorgimento: 1800-1860, il Mulino, Bologna 1990 (Storia d’Italia dall’unità alla Repubblica, vol. I). Siti web consigliati: Si consiglia di visionare i siti dell’Istituto Italiano per il Risorgimento (www.risorgimento.it), del Museo Storico Nazionale del Risorgimento di Torino (www.regione.piemonte.it/cultura/risorgimento/) e della rete dell'Istituto Nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia www.italia-liberazione.it TEMA n. 2 Deportazioni, trasferimenti forzati e profughi Il progetto nazista di un nuovo ordine europeo, la seconda guerra mondiale e il ridisegnarsi dei confini al termine del conflitto hanno determinato tra il 1939 e i primi anni Cinquanta uno spostamento forzato immenso di individui dai propri territori di origine. Deportazioni, trasferimenti coatti di manodopera o di intere popolazioni, esili hanno comportato uno sradicamento dalla propria terra di milioni di europei, forse senza precedenti. Si tratta di fenomeni tra di loro diversi ma che hanno causato una profonda trasformazione della geografia sociale, culturale e umana del nostro continente. Il percorso di ricerca, individuato uno di questi drammatici eventi, ne ricostruirà il contesto storico, politico, economico; sarà anche possibile scegliere di raccontare la storia di un gruppo, di una famiglia o di una delle vittime, cercando di restituire il dramma dello sradicamento dagli affetti, dalle persone care, dalle cose conosciute, dalla lingua, dalla propria cultura. I vari trasferimenti potranno essere visualizzati su una carta geografica, con le tappe del viaggio nell'Europa segnata dai bombardamenti, dai rastrellamenti, dai Lager, dalle esecuzioni, dalle guerre civili, dagli stermini. Potrà anche essere ricostruito il percorso di un eventuale ritorno a casa, che spesso non è che l'inizio di un nuovo dramma, in cui il corpo e l'anima portano inevitabilmente i segni di un fortissimo bisogno di riparazione, di giustizia, ma anche di comprensione per ricominciare a vivere. Suggerimenti bibliografici Per un inquadramento generale: A.A. V.V., Spostamenti di popolazione e deportazioni in Europa, 1939-1945, Cappelli, Bologna 1987. M. Buttino (a cura di), In fuga: guerre, carestie e migrazioni forzate nel mondo contemporaneo, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2001. M. Cattaruzza, M. Dogo, R. Pupo (a cura di), Esodi. Trasferimenti forzati di popolazione nel Novecento europeo, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2000. E. Collotti, L’Europa nazista. Il progetto di un nuovo ordine europeo (1939-1945), Giunti, Firenze 2002. N.M. Naimak, La politica dell’odio. La pulizia etnica nell’Europa contemporanea, Laterza, Roma-Bari 2002. A. Ferrara, Esodi, deportazione e stermini: la “guerra-rivoluzione europea” in «Contemporanea», IX, 3, 2006, pp. 449-475; IX, 4, 2006, pp. 653-679 G. Corni, Popoli in movimento, Sellerio, Palermo 2009. G. Corni, Il sogno del «grande spazio». Le politiche d'occupazione nell'Europa nazista, Laterza, Roma-Bari 2005. G. Crainz, R. Pupo, S. Salvatici (a cura di), Naufraghi della pace: il 1945, i profughi e le memorie divise d'Europa, Donzelli, Roma 2008. S. Salvatici, Senza casa e senza paese: profughi europei nel secondo dopoguerra, il Mulino, Bologna 2008. Su aspetti ed esperienze specifiche: L. Beccaria Rolfi, L'esile filo della memoria, Einaudi, Torino, 1995. A. Bravo, D. Jallà, La vita offesa: storia e memoria dei Lager nazisti nei racconti di duecento sopravvissuti, Franco Angeli, Milano 1987. R. Marchis (a cura di), Le parole dell'esclusione. Esodanti e rifugiati nell'Europa postbellica. Il caso istriano, Seb27, Torino 2005. G. Crainz, Il dolore e l'esilio: l'Istria e le memorie divise d'Europa, Donzelli, Roma 2005. E. Miletto, Con il mare negli occhi. Storia, luoghi e memorie dell'esodo istriano a Torino, Franco Angeli, Milano 2005. P. Levi, La tregua, Einaudi, Torino, 1963. Materiali di lavoro e tracciati di studio sono reperibili nel sito http://www.museodelleintolleranze.it TEMA n. 3 Il ruolo dei mezzi d’informazione nel contesto della guerra nell’ ex-Jugoslavia Il giornalista triestino Paolo Rumiz ha affermato che la storia della guerra nei Balcani è un maledetto imbroglio cominciato già prima che si iniziasse a sparare e proseguito con ferocia per tutto il periodo degli scontri. Le armi in questo caso furono le parole, veicolate dai mezzi d’informazione, televisioni, radio, carta stampata, con l’obiettivo di innescare nelle menti la paura, la violenza e l’aggressività, accendendo focolai di scontro etnico. Presso le varie Repubbliche dell’allora Federazione Jugoslava, dalla fine degli anni Ottanta, si diffusero messaggi destinati a costruire l’immagine dell’altro da sé come di un nemico che minacciava l’integrità della propria comunità, intesa invece come etnicamente compatta e omogenea. Da ciò si faceva derivare il diritto a difendersi aggredendo, spesso deformando vicende e inventando informazioni. Nel corso della guerra furono proprio i ripetitori delle televisioni i principali obiettivi da conquistare e controllare da parte delle diverse milizie. Solo il giornale di Sarajevo «Oslobodjenje», diretto da Zlatko Dizdarevic, riuscì a mantenere una sua autonomia e a stampare circa 4.000 copie ogni giorno. L’importanza strategica dei media emerse anche durante la guerra del Kosovo nel 1999 quando le autorità serbe chiusero la radio indipendente di Belgrado, RadioB92, o quando i missili Nato colpirono il palazzo della Tv di Belgrado, definita “una macchina di propaganda”. In Italia l’attenzione da parte dei mezzi di informazione fu costante, ma difficilmente riuscì ad andare oltre un’interpretazione etnica del conflitto, dando risalto alle posizioni dei leader nazionalisti, mentre scarso peso fu offerto a chi ne denunciava l’uso strumentale. A partire da queste considerazioni si scelgano alcune testate nazionali e, con riferimento a vicende particolarmente significative del conflitto in Bosnia Erzegovina - come la distruzione del ponte di Mostar del 1993 o la strage di Srebrenica del 1995 – si mettano in evidenza le raffigurazioni ricorrenti dei fatti, gli elementi interpretativi, l’uso delle fonti e le chiavi di lettura adottate. Suggerimenti bibliografici S. Bianchini, La questione jugoslava, Giunti, Firenze 1999 S. Broz, I Giusti al Tempo del male, Trento, Edizioni Jackson, 2008 C. Cviic, Rifare i Balcani, Il Mulino, Bologna 1993 Z. Dizdarevic, Giornale di guerra. Cronaca di Sarajevo assediata, Sellerio Editore, Palermo 1994 Z. Dizdarevic, G. Riva, L’Onu è morta a Sarajevo, Il Saggiatore, Milano 1996 Z. Dizdarevic, Lettere da Sarajevo, Feltrinelli, Milano 1998 S. Drakulic, Balkan Express, Il Saggiatore, Milano 1996 Z. Filipovic, Diario di Zatla, Milano, Rizzoli, 1994 M. Jergovic, Le Marlboro di Sarajevo, Libri Scheiwiller, Milano 1994 (nuova ed. 2005) D. Karahasan, Il centro del mondo. Sarajevo, esilio di una città, Il Saggiatore, Milano 1995 D. Morrisson, P, Taylor, S, Ramachandaran, Media, guerre e pace, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996 S. Neri (a cura di), Giornalisti e media tra orrori e speranze. L’informazione nelle repubbliche della ex-Jugoslavia: 1990-2001, Edizione Oli, Firenze 2002 J. Pirjevec, Le guerre jugoslave 1991-1999, Einaudi, Torino 2001 N. Pejic, Jugoslavia: se vuoi la guerra, manipola i media. Il ruolo dell’informazione nel conflitto etnico, in «Problemi dell'informazione», anno XVIII, n.1, marzo 1993 L. Rastello, La guerra in casa, Torino, Einaudi, 1998 E. Remondino, La televisione va alla guerra, Sperling & Kupfer, Milano 2002 P. Rumiz, La linea dei mirtilli. Storie dentro la storia di un paese che non c’è più, Editori Riuniti, Roma 1997 Id., Maschere per un massacro. Quello che non abbiamo voluto sapere della guerra in Jugoslavia, Editori Riuniti, Roma 1999 A. Sidran, Romanzo balcanico, a cura di P. Del Giudice, Aliberti editore, Reggio Emilia 2009 A. Sofri, Lo specchio di Sarajevo, Sellerio, Palermo 1997 E. Suliagic, Cartolina dalla fossa. Diario di Srebrenica, Beit, Trieste 2010 J. Tešanovic, Processo agli scorpioni. Balcani e crimini di guerra. Paramilitari alla sbarra per il massacro di Srebrenica, Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri, Viterbo 2008 D. Velickovic, Serbia hardcore, Zandonai, Rovereto 2008 Filmografia Prima della pioggia, di Milcho Manchevski, Gran Bretagna-Macedonia, 1994 Underground, di Emir Kusturica, Serbia, 1995 Il cerchio perfetto, di Ademir Kenovic, Bosnia-Francia, 1997 No man’s land, di Danis Tanovic, Bosnia-Francia-Inghilterra-Italia, 2001 Do you remember Sarajevo?, di Nedim Alikadic e Sead e Nihad Kreševlijakovic, Bosnia, 2002 11 settembre 2001 (film a episodi), Episodio n. 5, di Danis Tanovic, Francia, 2002 Benvenuto Mr. President, di Pjer Zalica, Bosnia, 2003 Sitografia www.eastonline.it www.osservatoriobalcani.org www.peacereporter.net Iscrizione Gli insegnanti che hanno intenzione di partecipare con gruppi di studenti e gli allievi che intendono partecipare con lavori individuali dovranno segnalarlo - avvalendosi del modulo di iscrizione allegato alla presente circolare e disponibile anche sul sito www.consiglioregionale.piemonte.it nella sezione dedicata al Comitato - alla Segreteria del Comitato Resistenza e Costituzione inviando un fax allo 011.57.57.365 entro e non oltre il 30 ottobre 2010. Formazione degli insegnanti, degli studenti e documentazione Insegnanti e studenti potranno avvalersi dei moduli di formazione appositamentecorganizzati dagli Istituti Storici della Resistenza del Piemonte, presso i quali è possibile rivolgersi anche per la consultazione bibliografica e documentaria. I moduli inizieranno nel mese di ottobre 2010 secondo i calendari stabiliti dagli stessi Istituti. Una prima iniziativa, destinata agli insegnanti, di presentazione del concorso e di illustrazione dei temi di ricerca verrà organizzata dal Consiglio regionale a Torino entro il mese di novembre 2010. Un’ampia selezione di testi e materiali inerenti i temi proposti è inoltre disponibile in consultazione ed in prestito presso il Centro di Documentazione del Cesed i- Provincia di Torino. Modalità di svolgimento e consegna degli elaborati La ricerca potrà essere realizzata attraverso lavori di gruppo - composto da un minimo di 5 sino ad un massimo di 7 studenti e coordinato da un insegnante (possono partecipare i docenti di tutte le discipline) - e lavori individuali, e potrà essere condotta con la più ampia libertà dei mezzi di indagine e di espressione (elaborati scritti, disegni, fotografie, mostre documentarie, materiale audiovisivo o con lavori che si avvalgono di più mezzi espressivi). Gli elaborati prodotti non dovranno superare di massima cinquanta (50) cartelle di testo (2000 caratteri spazi inclusi) sia cartacee che su supporto informatico o multimediale; la durata dei video (vhs, dvd, etc.) non dovrà superare i 60 minuti circa. Gli elaborati inoltre dovranno essere completi di una breve nota metodologica e bibliografica. Gli elaborati dovranno infine essere inviati all’Assessorato all’Istruzione della Provincia di appartenenza della scuola partecipante (per le scuole della provincia di Torino, al Ce.Se.Di., via Gaudenzio Ferrari 1, Torino - tel. 011.86.13.645) entro e non oltre il 14 febbraio 2011. La trasmissione degli elaborati deve avvenire con lettera di accompagnamento recante il timbro della scuola e firmata dal dirigente scolastico o da suo delegato. La lettera dovrà contenere le seguenti indicazioni: • il numero complessivo degli allievi e delle classi che hanno partecipato al concorso; • i dati anagrafici degli allievi di cui si inviano gli elaborati; • il nominativo dell’insegnante che ha curato la preparazione degli allievi; • se la classe o il singolo allievo partecipa per la prima volta al concorso. Formazione delle commissioni e valutazione degli elaborati Ciascun Assessorato provinciale all’Istruzione provvede alla nomina della commissione di valutazione entro il 14 febbraio 2011. La composizione della commissione deve essere comunicata alla segreteria del Comitato Resistenza e Costituzione. Le commissioni sono tenute a definire in modo chiaro i criteri di valutazione e a compilare un giudizio sintetico per ogni elaborato. Le commissioni devono operare la selezione degli elaborati, formulando la graduatoria e individuando i vincitori, entro e non oltre il 14 marzo 2011. Gli Assessorati provinciali all’Istruzione comunicano tempestivamente gli esiti della valutazione alla segreteria del Comitato Resistenza e Costituzione, allegando la relativa graduatoria completa di giudizi. Vincitori Gli studenti vincitori saranno premiati pubblicamente presso la sede del Consiglio regionale del Piemonte. I gruppi vincitori, accompagnati dall’insegnante coordinatore, ed i vincitori individuali parteciperanno, a spese del Consiglio regionale e delle Province piemontesi, nel rispetto della graduatoria di merito e nel limite delle risorse disponibili, ad un viaggio di studio con meta alcuni significativi luoghi della memoria in Italia o in Europa. Si invitano i dirigenti delle istituzioni scolastiche interessate a favorire la conoscenza dell’iniziativa, attraverso la più ampia diffusione del bando e della presente circolare, e ad incoraggiare la partecipazione di insegnanti e studenti a tale importante progetto di educazione civica e di crescita culturale e civile.