Teatro, intercultura e pari opportunità

22 Maggio 2005

Domenica 29 maggio 2005, alle ore 21, a Novi Ligure, presso il Teatro Ilva, va in scena lo spettacolo LA FONTANA DEL NON RITORNO, sottotitolo: La vita non è quella che si è vissuta ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. La regia è di Francesco Parise, in collaborazione con Teatrolab Novi.
Si tratta del momento conclusivo dei tre laboratori di narrazione multietnica promossi dalla Commissione Provinciale per le Pari Opportunità, coordinati da Vittoria Russo e dedicati alle donne immigrate della provincia di Alessandria.
Carla (Argentina), Fatima (Somalia-Italia), Hanane (Marocco), Lara (Armenia), Rachida (Marocco), Rosa (Russia), Siham (Marocco), Sifang (Cina), Shihua (Cina), Vickey (Perù): queste le dieci donne straniere che saliranno sul palcoscenico, coadiuvate da Blanca (Ecuador), Cristina (Romania), Hilda (Ecuador), Kudrete (Albania), Mariana (Moldavia), Nancy (Argentina), Natalia (Russia), Tatiana (Ucraina) formanti il gruppo di lavoro, in collaborazione con i corsi del locale Centro Territoriale Permanente (referente, prof. Alessandra Ferrari). Ha condotto il laboratorio teatrale Francesco Parise, che così commenta:

Lo spettacolo è costituito dai racconti di un gruppo di “testimoni” donne, linguisticamente e culturalmente eterogeneo. Le storie che propongono riguardano soprattutto i momenti vissuti durante la partenza, il viaggio e l’arrivo in Italia ed in particolare a Novi Ligure. Il tema principale è, quindi, l’approccio alla città che diverrà dimora della loro nuova vita.
Sono racconti dove non si fa ricorso alle facili emozioni generate da un sentimento di nostalgia, ma in essi, al contrario, si parla d’integrazione, con particolare attenzione ad episodi di divertita partecipazione alla vita sociale della città e agli aspetti che riguardano la cosiddetta “novesità”: il riconoscimento dell’importanza del centro storico nei processi di socializzazione, le analogie o le differenze con le città presenti nelle terre d’origine, la “pizza” come simbolo rituale d’iniziazione, e la rispettosa assimilazione di alcune credenze locali come quella fondamentale per il loro futuro: la fontana del non ritorno. Si trova collocata nella piazza più importante della città e si dice che bevendo l’acqua di quella fontana si resterà a Novi per sempre. Per quasi tutte la scelta è quella d’ingurgitarne un sorso.

A tutte le narratrici-interpreti va la nostra riconoscenza
per averci donato le loro storie, le loro emozioni,
il loro tempo e il loro entusiasmo.