Dalla belle città nella versione de I Ratti della Sabina

20 Febbraio 2003

Da questa pagina è possibile scaricare una versione famosa della canzone partigiana composta alla Benedicta, nella versione del gruppo di riproposta “Folk Italiano” guidato da Paolo Castagnino “Saetta”, e la nuova versione (ancora di prova) orchestrata dai Ratti della Sabina per il cortometraggio Benedicta 1944. L’evento, la memoria, che l’Istituto sta realizzando e che sarà pronto a marzo 2003.



Alcuni momenti della registrazione dei brani per il documentario Benedicta 1944- L’evento, la memoria

Sul sito è possibile anche leggere un testo di Franco Castelli che ricostruisce la storia della canzone partigiana e propone il testo completo.

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Ciao a tutti,

sono Roberto Billi, cantante de I ratti della Sabina e, almeno per questa occasione, portavoce del gruppo.
L’idea di reinterpretare una tra le più conosciute canzoni della resistenza, Siamo i ribelli della montagna, è nata grazie a un input di Roberto Botta. Alcuni mesi fa Roberto ci ha chiesto di accompagnare con le nostre musiche un cortometraggio sull’eccidio della Benedicta che l’Isral sta producendo in collaborazione con Roberto Paravagna, e che sarà presentato nell’ambito delle manifestazioni in memoria di quel tragico evento.
Accanto ai nostri pezzi, era previsto l’inserimento di un brano resistenziale che Botta, in accordo con il regista, avevano pensato di presentare non in versione originale ma in una forma rivisitata. La scelta è ricaduta quasi naturalmente sui Ratti in modo da costruire una colonna sonora omogenea.
Nell’accettare con molto entusiasmo questa sfida abbiamo, però, preteso la più ampia libertà di interpretazione, pur tenendo conto della melodia originale e dello spirito che anima la canzone. Il risultato è, rispetto alla musica, una versione sostanzialmente fedele ma con sonorità nuove e diverse, in altre parole più contemporanee; per ciò che riguarda il testo, invece, abbiamo operato un netto cambiamento dell’angolo di visuale, trasformando l’ottica soggettiva in una esterna: non sentirete perciò “siamo i ribelli della montagna” ma “siete i ribelli della montagna”.
Ci è parso, infatti, che scegliendo la prima strada non saremmo riusciti a comunicare emozioni estranee al nostro vissuto. Viceversa, il mutamento di persona si risolve in un tributo a giovani come noi ma tuttavia con ben altre esperienze.
Il consiglio è, dunque, di ascolatare prima la versione originale e poi la nostra, per avere un approccio critico verso quello che crediamo essere un prodotto conforme al contesto in cui verrà inserito e che, anzi, pensiamo di aggiungere alla scaletta dei nostri concerti.
Non mi resta, allora, che augurarvi un buon ascolto e ringraziare l’Isral per aver creduto in noi per la realizzazione di un progetto che riteniamo davvero utile, come è utile ogni energia spesa per mantenere viva la nostra memoria di cui fanno parte la resistenza e le persone che hanno lottato e lottano per la libertà di tutti.