“Il valore della Memoria”: le riflessioni di storici e partigiani in seguito ai gravi fatti della Benedicta

9 Dicembre 2002

La Benedicta è il luogo simbolo della resistenza nell’Appennino ligure-alessandrino: in quel territorio i nazifascisti compirono un terribile rastrellamento che costò la vita a centinaia di giovani, fucilati sul posto o deceduti successivamente nei campi di sterminio dove erano stati deportati.
Recentemente l’Istituto, insieme a molti altri Enti (Provincia, Comuni dell’ovadese e del novese, Associazioni Partigiane e dei Deportati), ha avviato un vasto lavoro di recupero dei ruderi del cascinale fatto saltare dai nazifascisti al termine del rastrellamento (su questo sito è disponibile una sezione che documenta lo stato di avanzamento dei lavori di recupero).
Nella nottata di martedì 5 novembre è stato compiuto un atto vandalico al Sacrario della Benedicta: ignoti hanno divelto cartelloni documentari, deturpato le lapidi commemorative accanendosi soprattutto sui nomi dei caduti, distrutto l’altare della cappella eretta a pochi passi dal luogo in cui più di cento ragazzi furono giustiziati.
Il nostro Istituto, in risposta a quanto è accaduto, non può che ribadire il proprio impegno nel lavoro di conservazione della memoria degli avvenimenti accaduti alla Benedicta e in tutto il corso della Resistenza, in particolare attraverso una costante proposta di materiali documentari e di riflessione.
In questo spazio pubblichiamo gli interventi di quanti, con la loro voce, hanno voluto stigmatizzare l’atto di vandalismo e rendere omaggio ai caduti per la libertà e a tutti i partigiani che hanno combattuto nella zona della Benedicta e del monte Tobbio.