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Il
Coordinatore per l’Isral del Progetto Memoria
delle Alpi in Provincia di Alessandria è Mauro
Bonelli. |
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L’Isral è partner – su
incarico della Provincia di Alessandria e del Consiglio regionale
del Piemonte – del progetto INTERREG Italia-Francia-Svizzera,
e cura la realizzazione di una serie di iniziative editoriali,
scientifiche,
promozionali
e di
valorizzazione attraverso la realizzazione di itinerari.
Altre iniziative sono state realizzate a cura di Comuni,
Comunità Montane e della stessa Provincia di Alessandria.
Le
attività
Censimenti
dei luoghi, ricerca locale, implementazione banca
dati
-
Raccolta documentazioni nelle tre zone partigiane
individuate (comune di Ponzone, val Lemme, val Borbera
e val Curone): sono state raccolte circa 40 bobine
di interviste, tutte sbobinate e in fase di elaborazione
per la pubblicazione in CD rom.
- Censimento
di diciotto “sentieri della libertà” in
collaborazione con le Autorità locali; sono
stati definiti i percorsi, raccolte le testimonianze, è stata
ultimata inoltre l'elaborazione dell’apparato
storico descrittivo per attrezzare i sentieri;
i materiali sono stati tutti definiti nella loro
forma testuale, iconica e grafica ed è stata completata
la realizzazione di cartelli e depliant promozionali.
-
Realizzazione dei percorsi illustrati: i materiali
sono stati tutti definiti nella loro forma testuale,
iconica e grafica e sono state individuate le ditte
cui affidare la realizzazione. E' attualmente in
corso la stampa dei pannelli segnaletici e dei depliants
illustrativi, che saranno installati e distribuiti
a cura delle Amministrazioni locali.
-
Realizzazione della pagina Web dei "Sentieri
della LIbertà" nel sito dell'Isral e
sua connessione al sito internazionale: è in
corso di realizzazione una pagina interattiva con
la carta dei luoghi e dei sentieri, con finalità promozionali
e didattiche.
Mostre
La
mostra dal titolo "Aiuti
dal cielo - le missioni alleate in provincia di
Alessandria 1944-1945", a cura di Mauro
Bonelli, si basa su materiali e
testi degli archivi storici dell'Isral, dell'ANPI
e di altri Istituti. E' stata allestita su pannelli
e supporti plastici.
La mostra è stata presentata in anteprima a Cantalupo Ligure il 4 febbraio
2007, quindi allestita a Palazzo Guasco in occasione del 25 aprile e poi
circuitata nei Centri Rete Multimediali e in altri spazi espositivi della provincia;
la
sua
destinazione
finale è presso
il Museo della Resistenza di Rocchetta
Ligure (Palazzo Spinola).
Una seconda mostra intitolata "Sui Sentieri della Libertà" sempre a cura di
Mauro Bonelli, è composta dalla riproduzione dei pannelli segnaletici; è esposta
presso il Centro Rete di Cantalupo Ligure.
Pubblicazioni
È stato
realizzato il lavoro di ricerca scientifica e supporto
bibliografico e di editing per la realizzazione di
pubblicazioni varie, alcune già edite ed altre
in via di pubblicazione (vedi relazione alla rendicontazione
di competenza della provincia di Alessandria).
Sono
stati pubblicati fino ad oggi:
- il volume e il DVD Benedicta
1944. L’Evento e la memoria
- il volume di P. Rivello Il processo
Engel
- il volume di Bruno Berellini La
morte di Michel
- il volume
di Beppe Ravazzi I
guerriglieri dell’Arzani
- il testo di Giovanni Daglio La
Resistenza in val Borbera – La battaglia di Cantalupo dedicato
ad una narrazione accuratissima delle vicende resistenziali basata su fonti
orali e scritte e riguardante specificamente i luoghi identificati per la realizzazione
degli itinerari e sentieri della libertà
- Il CD musicale "Chicchirichì" con
allegato libretto di presentazione
- I DVD "Pinan-Cichero. Una storia di donne
e uomini sulla montagna per la libertà" e "Mingo" di
Roberto Paravagna
- Il volume con DVD Memoria della
Resistenza, resistenza della memoria nell’Acquese, a cura di Vittorio
Rapetti
-
Il volume didattico I
Luoghi, la Storia, la Memoria, a cura di
Luciana Ziruolo
-
il CD con le testimonianze dei partigiani, a cura
di Mauro Bonelli.
Sono
stati infine realizzati gli archivi di documentazione
e il database finalizzati alla prossima pubblicazione
di un'antologia delle interviste realizzate da Carlo
De Menech negli anni '70, a cura di Franco Castelli
e Luciano Ferrando.
Seminari con tutor dei docenti, incontri con docenti e laboratori didattici
La
responsabile della sezione didattica dell'Isral,
prof. Antonella Ferraris cura l'organizzazione di
seminari e convegni; finora sono stati realizzati
un seminario (Marzo 2006), un convegno (Aprile 2006)
e la prima uscita a Bosio (Settembre 2006).
Altre due uscite con docenti sui sentieri sono in corso di organizzazione a
Cantalupo (15 marzo) e Piancastagna (maggio).
Convegno conclusivo
Dopo
avere partecipato a diversi convegni e incontri tecnici
a Torino, Cuneo (con una relazione di Mauro Bonelli)
e Grenoble (con una relazione di Massimo Carcione),
l'Isral ha partecipato ai convegni conclusivi di
Memoria delle Alpi previsti fino al mese di giugno
a Bard (AO), Torino, Cuneo, Grenoble e Nizza Marittima
(F).
Nel mese di settembre 2007, ad Alessandria, Cantalupo Ligure e Rocchetta
Ligure, si è tenuto un workshop di
due giornate sul tema dell'utilizzo degli
audiovisivi per la divulgazione e la didattica storica; nell'occasione sono
stati presentati
tutti i materiali multimediali realizzati in occasione del progetto Interreg,
con la collaborazione dell'Archivio Nazionale del Cinema della Resistenza (Torino)
e dei Festivals del film sulla Resistenza di Nice e Grenoble.
Il convegno si è svolto con il sostegno e il patrocinio
della Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte - Comitato per l'affermazione
dei valori
della Resistenza.

Il progetto "Memoria delle Alpi"
Un
primo bilancio
Il progetto “La memoria delle Alpi” intende studiare,
rappresentare e trasmettere, in particolare alle giovani generazioni,
la memoria collettiva riferita al territorio delle
Alpi fra Italia, Francia e Svizzera, nella sua dimensione transfrontaliera.
É stato sviluppato il concetto di memoria di una particolare area geografica
nelle sue diverse declinazioni: memoria fisica del territorio stesso (la sua
storia
naturale, la sua morfologia, ecc.), memoria dell’insediamento umano con
le sue opere più durature e gli effetti del lavoro sull’ambiente
ed il paesaggio, memoria storica di determinati periodi ed eventi che hanno lasciato
un segno più profondo, sia nel ricordo delle popolazioni di quei luoghi,
sia nel più vasto immaginario
collettivo.
Nella prima fase, che si sta concludendo, il progetto si è articolato
in due sezioni principali, riferite rispettivamente alla dimensione
storica ed alla dimensione storico/etnografica.
La sezione storica della rete museale – intitolata “I
sentieri della Libertà” – è dedicata
al periodo 1938-1945, caratterizzato dalla
persecuzione antiebraica, dalla Seconda guerra mondiale e dalla
Resistenza, e per questo denso di memorie di grande valore morale
e educativo ed in grado di trasmettere un forte messaggio di
identità:
le Alpi da territorio di frontiera e di guerra a luogo di salvezza
e di solidarietà, terreno
di lotta comune per la dignità dell’uomo e per
la libertà,
da confine di
divisioni e conflitti fra popoli “nemici”, o presunti
tali, a riferimento e simbolo della nuova unità europea.
La sezione storico/etnografica è incentrata sulla costituzione
di Centri di documentazione sulla cultura materiale nelle aree
alpine, a supporto dei musei etnografici e di realtà analoghe
diffuse nel territori interessati. Tali centri devono fornire le
necessarie basi scientifiche alle realtà locali, diventare
punti di riferimento per il censimento, la catalogazione, la
conservazione e l’esposizione dei beni materiali ed immateriali
collegati alla storia ed alla tradizione locale, nonché per
la formazione del personale coinvolto.
In generale, il progetto intende quindi rispondere a una delle
sfide poste dal processo d’integrazione europea, proponendo
le aree transfrontaliere delle regioni alpine quale laboratorio
per un nuovo rapporto con la storia del XX secolo.
I traumi connessi alle tragedie vissute dalle popolazioni europee,
nel secolo dei totalitarismi, delle guerre mondiali, dei genocidi,
hanno lasciato un’eredità di memorie
divise, che sopravvivono malgrado il trascorrere delle generazioni.
Ferite non ancora cancellate presso alcuni, oblio o indifferenza
presso altri, minacciano di prolungare la stasi di un “passato
che non passa”. I segni che rinviano a quelle vicende,
a loro volta, rischiano di diventare luoghi di una memoria congelata
da una
parte, tracce destinate a sparire dall’altra.
L’appartenenza ad un nuovo contesto più ampio, non
più solo nazionale, non può coesistere né con
il preconcetto, né con l’ignoranza. Appare invece
necessario che la formazione di una coscienza europea si fondi
sulla conoscenza di ciò che
ha diviso, ma anche di ciò che ha unito i popoli, sollecitando
l’attenzione
alla storia delle comunità, il confronto
con lo sguardo degli altri, l’incontro.
Il progetto nasce dall’intesa di Istituzioni territoriali
e culturali delle regioni transfrontaliere di tre Paesi – Francia,
Italia, Svizzera – che propongono di considerare le Alpi,
dal Mar Ligure al Cantone Ticino, come un unico, vasto “museo
diffuso” nel
cuore dell’Europa, disseminato di
segni di una storia millenaria, da cui risalta il carattere
peculiare di questo territorio: crocevia di incontri, scambi,
partenze e ritorni di
emigranti, ma anche centro di culture diverse, luogo di accoglienza
e rifugio, talora anche di guerra e di morte. Una frontiera “mobile”,
come è stata definita,
sempre permeabile ai passaggi di uomini e di idee, ma in grado
di salvaguardare spazi di culture autoctone, non dipendenti dai
confini politici e militari ridisegnati nel corso dei secoli.
Considerata in questo contesto assai ampio e in una dimensione
di lungo periodo, la storia del periodo 1938 (emanazione delle
leggi razziali in Italia) - 1945 (fine della Seconda guerra mondiale)
mette in evidenza quanto abbiano inciso la geografia stessa e la
cultura delle regioni alpine in rapporto alle persecuzioni politiche
e razziali, alle vicende belliche, ai movimenti di resistenza militare
e intellettuale.
La partecipazione al progetto di Paesi che in tali vicende ebbero
ruoli diversissimi – di aggressore (l’Italia),
aggredito (la Francia), neutrale, ma non senza un forte coinvolgimento
per l’imponente richiesta d’asilo (la Svizzera) – consente
un approccio comparativo di grande portata, che mette in luce
differenti punti di vista storiografici e museografici, con grandi potenzialità di
apertura concettuale e di scambio di esperienze.
Il progetto si propone di sviluppare la ricerca, la produzione
editoriale (Portale Internet, CD-Rom, cataloghi e opuscoli), le
attività espositive
e didattiche su tre assi interpretativi principali:
– Le Alpi come luogo di culture e di circolazione delle idee;
– Le Alpi come frontiera;
– Le Alpi come luogo di rifugio.
Nella realtà della nostra provincia sono stati definiti
tre territori di riferimento nei quali sono stati identificati
e sono in via di essere attrezzati quasi una ventina di “sentieri della
libertà”.
Essi si diramano attorno a tre aree geografiche: la valle dell’Erro
attorno al comune di Ponzone con diramazioni verso Bandita ed Olbicella;
la val Lemme nella zona della Benedica e le valli Curone, Borbera
e Spinti.
Si tratta, come ognuno vede, dei luoghi in cui si sono svolti fatti
tra i più rilevanti della vicenda resistenziale
della nostra provincia.
In accordo con le istituzioni locali e con la collaborazione
di gruppi di lavoro costituiti da partigiani, studiosi, testimoni
locali delle vicende belliche, si è sviluppato un operoso
lavoro di raccolta di testimonianze (che verranno pubblicate
in forma cartacea o sulla rete mediatica), si sono prodotti DVD
e CD raccogliendo materiali originali e riutilizzando materiali
già esistenti ma fuori dei canali dell’utilizzo
da parte di studiosi o di lettori interessati; si sono infine
definiti i sentieri per i quali è stato approntato un
apparato di fruizione costituito da cartelli di carattere storico
e turistico che accompagneranno i percorritori lungo le decine
di chilometri di passeggiate, che potranno anche fruire di
depliant corredati di cartine e di sommarie ricostruzioni storico-antropologiche.
Nei comuni identificati come i referenti del progetto per le
tre valli, ed esattamente i comuni di Ponzone, Bosio e Cantalupo
Ligure, sono in via di ultimazione, a cura dei comuni e delle comunità montane,
tre “centri di documentazione”.
Questi centri hanno il fine di favorire gli studi e gli scambi
di informazioni, dare visibilità e rendere fruibile
dal maggior numero di persone il grande patrimonio culturale
conservato
in queste regioni, un materiale sparso su un territorio vasto
e, data la sua conformazione fisica, non di facile e generale accessibilità.
I centri di documentazione dovranno costituire i punti di riferimento
per le realtà locali sparse sul territorio,
cui offrire assistenza tecnica e scientifica, sul versante
degli studi delle tradizioni locali, dei loro legami con analoghe
culture all’interno della stessa regione o in regioni finitime,
della catalogazione degli oggetti, degli allestimenti museali,
della formazione del personale.
I centri potranno altresì costituire i punti periferici
di una rete informativa a diffusione sopranazionale, attraverso
la quale sia resa possibile la visibilità del patrimonio – materiale
e immateriale – raccolto nei singoli musei o nei centri
stessi, la condivisione di metodologie, la formazione a distanza.
Il compito dell’Istituto per la storia della resistenza
e della società contemporanea in provincia di Alessandria è fornire
supporto scientifico e organizzativo alle istituzioni locali.
Accanto a queste attività diffuse sul territorio il nostro
istituto ha proceduto alla pubblicazione di opere di ricerca
storica e alla riedizione di testi, storici o di narrativa, relativi
alle vicende dei territori interessati. Alcuni dei testi già editi
sono stati presentati ed altri lo saranno entro i termini di
scadenza del progetto. Tra i primi ricordiamo i testi di Bruno
Berellini, La morte di Michel, e di Giuseppe Ravazzi, I
guerriglieri dell’Arzani, racconti frutto della rielaborazione delle
esperienze partigiane
dei due autori, già editi in passato ma ormai introvabili,
accompagnati da una significativa introduzione di Giuseppe Grassano
che ripercorre le vicende della letteratura resistenziale; ed ancora
i volumi Benedica 1944. L’Evento
la memoria (con allegato DVD) e, di Pier Paolo Rivello, Atti
del processo a carico di Siegfrid Engel, editi in collaborazione
con
l’Associazione Memoria della Benedica. Tra i secondi L’eccidio
della Benedica nelle testimonianze raccolte da Carlo De Menech,
un’opera
pregevole dalle ragguardevolissime dimensioni, frutto di anni di
lavoro e ricerca, la riedizione del testo di Daniele Borioli e
Roberto Botta, I giorni della montagna, ed inoltre raccolte di
testimonianze relative alle vicende delle valli Borbera, Curone,
Erro e Spigno, che saranno edite in forma
di
CD.
Accanto a queste attività si è proceduto, a partire
dal 2006, alle iniziative per rendere didatticamente fruibili
le realizzazioni sopra descritte. Entro la primavera sono stati
effettuati un seminario di studi ed un convegno, e, a partire dall’inizio
dell’anno
scolastico 2006-2007, si terranno incontri con insegnanti e dirigenti
scolastici della provincia per informare, accompagnare in visite
guidate ai sentieri, organizzare gite di
istruzioni degli studenti di ogni ordine e grado scolastico.
Il progetto, in questa sua prima fase, sta avviandosi alla
sua conclusione. Esso ha consentito di dare impulso alle attività di
ricerca storica, di trasmissione della memoria, di comunicazione
e diffusione della stessa tra la popolazione,
in primo luogo studentesca. Giacché il progetto, come
pare, verrà ripreso ed ampliato per i prossimi anni
sempre per impulso e finanziamento dell’Unione Europea,
l’Istituto per
la storia della resistenza e della società contemporanea
in provincia di
Alessandria darà certamente la sua disponibilità,
accanto alle istituzioni locali, alla ripresa e all’ampliamento
delle ricerche e dei lavori, che vedranno il coinvolgimento
di altri territori della nostra provincia, raccogliendo le
istanze delle comunità locali
e restituendo ad esse la valorizzazione del loro passato, che è uno
dei compiti fondamentali del nostro istituto, che da trent’anni
ormai opera al servizio delle comunità e
delle istituzioni.
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