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AA.
VV., Da uno a dieci. Le storie del Novecento
2002, Mobydick, Faenza
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PREFAZIONE
Con
i racconti appena giunti sul tavolo dei giurati per la quarta edizione,
sono ben più di mille i racconti, e gli autori, che hanno
complessivamente partecipato al concorso “Le storie del Novecento”.
Dal nostro punto di vista, di organizzatori, non possiamo che rallegrarci
per una scommessa che si è rivelata una scelta vincente:
quella di provare a mettere in relazione storia e letteratura e
di proporre al grande pubblico di cimentarsi con questo binomio.
Tuttavia il dato numerico ci pare ancora più significativo
se lo osserviamo dal punto esso è infatti la testimonianza
di un bisogno di storia, e di una consapevolezza della necessità
di un corretto rapporto con i nostro passato che rappresenta, in
un momento così tragico nella storia dell’umanità,
caratterizzato ancora una volta da una guerra, un segno di impegno
e, usiamo consapevolmente questo vocabolo, di speranza.
Proprio la guerra, e l’aspirazione al suo fantastico contrario,
la pace, è uno dei temi dominanti dei racconti giunti in
questi quattro anni, i cui echi significativi si possono leggere
anche in questa antologia. Segno evidente di una consapevolezza,
che la guerra, nonostante le trionfalistiche analisi in voga solo
pochi anni addietro, è ancora padrona di ampie zone della
terra; e di una convinzione, che la pace, nonostante i “nostri”
quasi sessant’anni senza conflitti, è un bene da difendere
quotidianamente, per farla diventare finalmente patrimonio di tutta
l’umanità.
Scriviamo in giorni in cui è difficile parlare d’altro,
pensare ad altro: e allora, dopo aver rivolto un necessario ringraziamento
ai componenti la giuria e a tutti coloro che hanno aiutato “Le
storie del Novecento” a crescere, licenziamo queste pagine,
che rappresentano uno sguardo e una riflessione collettiva sul nostro
passato, come un augurio: che l’attività culturale
contribuisca ad avvicinare i popoli, a insegnarci la tolleranza
e il rispetto reciproco, a ricordarci che l’umanità
cresce e progredisce attraverso il confronto, e che ciò è
possibile solo in un mondo in cui la cultura della pace sia davvero
un valore praticato e condiviso.
Roberto
Botta
direttore Istituto per la storia della resistenza e della società
contemporanea in provincia di Alessandria
Riccardo
Lera
Assessore alla Cultura del Comune di Serravalle Scrivia
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