"L'ospitalità significa
il diritto di uno straniero che arriva sul territorio
di un altro stato di non essere da questo trattato
ostilmente", scriveva Immanuel Kant nel 1795
(Kant 1795: 301), e aggiungeva che gliela si può rifiutare
solo quando ciò non metta in pericolo la sua
vita, ma finché si comporta pacificamente
non lo si può trattare come un nemico. Spiegava
poi che non si tratta di ammetterlo definitivamente
ma solo di "un diritto di visita, spettante
a tutti gli uomini", cioè un diritto di
soggiorno temporaneo che deriverebbe dal fatto della
sfericità della Terra e dal fatto, conseguente,
che "gli uomini non possono disperdersi isolandosi
all'infinito, ma devono da ultimo rassegnarsi a incontrarsi
e a coesistere" (Kant 1795: 302). L'aumento
della frequenza degli incontri fra individui di paesi
diversi avrebbe creato una consuetudine giuridica
di scambi e associazioni preparando la strada per
l'affermazione di un ordinamento mondiale cosmopolitico.
Il saggio di Kant è importante per almeno due ragioni: anzitutto perché affronta
il problema delle "relazioni morali e legali tra gli individui attraverso
le comunità delimitate da confini", cioè asserisce l'esistenza
di uno spazio giuridico "cosmopolitico" che non coincide né con
il diritto statuale (le relazioni giuridiche fra persone entro uno stesso stato)
né con il diritto internazionale (le relazioni giuridiche fra stati),
ma concerne le relazioni giuridiche fra persone e stati stranieri (Benhabib 2004).
In secondo luogo, e di conseguenza, è importante perché, a proposito
dell'ospitalità, afferma che si tratta del diritto degli stranieri che
si trovano sul territorio altrui:
non è semplicemente filantropia, socievolezza,
generosità o pietà, ma un diritto che appartiene a tutti gli esseri
umani in quanto potenziali cittadini di
una repubblica
mondiale.
Massimo
Cellerino, 12/02/2007
Riferimenti bibliografici
BENHABIB, S., The
Rights of Others. Aliens, Residents and Citizens, Cambridge, Cambridge University Press
2004.
BEN JELLOUN, T., Ospitalità francese (1984),
Roma, Editori Riuniti 1998.
KANT, I., "Per la pace perpetua. Progetto filosofico" (1795),
in I. Kant, Scritti politici, Torino, Utet 1956, pp.
283-336.
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