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Due gli appuntamenti
che il Comune di Ovada, in collaborazione con Provincia, Isral,
ANPI e Comitato cittadino per l’affermazione
dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana,
ha organizzato per onorare il Giorno della Memoria.
Sabato
27 gennaio, alle 15.30 presso la sala Giunta del Palazzo Comunale,
l’antropologa Anna Maria Rivera, docente di Etnologia
presso l’Università di Bari, proporrà una conferenza
sul tema L’imbroglio etnico: antropologia del razzismo. Studiosa
di alto profilo, editorialista ed apprezzata etnologa, la Rivera
ha affrontato il tema del razzismo, indagato sotto il profilo antropologico,
in saggi di grande spessore. Incontrerà in mattinata gli
allievi della scuola media Pertini. All’incontro pomeridiano
parteciperanno inoltre Andrea Oddone, sindaco di Ovada, Carla Nespolo,
presidente dell’Isral e Mario Olivieri, presidente dell’ANPI
di Ovada.
Giovedì 1
febbraio alle 10.30 presso l’aula Magna
del Liceo Pascal e alle 21.00 presso la sala esposizioni di Piazza
Cereseto, è previsto invece un incontro con Marino Ruzzenenti,
docente bresciano di scuola superiore ed autore di un importante
saggio sul rapporto tra la Repubblica Sociale Italiana e la Shoah. «La
capitale della RSI e la Shoah», questo il titolo dello studio
pubblicato dalla Fondazione Micheletti di Brescia, smentisce decisamente,
con grande perizia storiografica, una “verità” di
comodo consolidata: quella per cui la persecuzione razziale, nel
nostro Paese, sarebbe stata “meno feroce”. Dalla studio
di Ruzzenenti emerge invece intera la piena collaborazione e la
corresponsabilità dei fascisti della RSI nel massacro degli
ebrei nei campi di sterminio. A presentare il bel lavoro di Ruzzenenti
sarà il Direttore della Fondazione Micheletti di Brescia
Pier Paolo Poggio.
«I due appuntamenti sono intimamente intrecciati – ha
dichiarato l’assessore alla Pace Sabrina Caneva – la
Rivera ci aiuterà a comprendere meglio i meccanismi antropologici
alla base del nostro quotidiano rapportarci con l’Altro,
il diverso, che sfocia talora in atteggiamenti apertamente razzisti.
Marino Ruzzenenti ha invece esplorato come il razzismo si sia storicamente
concretato in atti e scelte concrete che hanno coinvolto in prima
persona, in veste di vittime e carnefici, tanti nostri concittadini.
Riflettere su questi aspetti, prendere coscienza dei meccanismi
occulti che spesso guidano i nostri comportamenti, restituire voce
alla verità storica, sono passi essenziali per la costruzione
di un futuro di pace».
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