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Obiettivo
del progetto è celebrare il Giorno della Memoria in forma
non solo commemorativa, ma soprattutto coinvolgente nei confronti
della popolazione del territorio provinciale e in modo particolare
degli studenti delle ultime classi delle scuole superiori.
I positivi risultati ottenuti nei precedenti anni inducono a riproporre
l'impianto già sperimentato con successo.
Fulcro di tale impostazione è la collaborazione tra la Presidenza
del Consiglio provinciale di Alessandria, il Comitato per l'affermazione
dei valori della resistenza e della Costituzione del Consiglio regionale
del Piemonte, e il nostro Istituto storico.
Sono quindi previste le seguenti iniziative editoriali (con relative
presentazioni dei libri pubblicati) e teatrali.
PROGRAMMA
DELLE INIZIATIVE
ALESSANDRIA 22 Gennaio
Sala consiliare
di Palazzo Ghilini
Ore 17.00
Convegno dibattito
dal titolo Rosenstrasse, 27 febbraio 1943: come le donne
sconfissero Hitler.
CASALE MONFERRATO 25 Gennaio
Sala conferenze
della Comunità Ebraica, vicolo Salomone Olpe
Ore 16
Presentazione del volume Nel
solco della Bibbia. Ricorrenze ebraiche viste da vicino di
Vittorio Finzi, con tavole di Emanuele Luzzati.
L’iniziativa è promossa
in collaborazione con la Comunità Ebraica di Casale Monferrato.
ALESSANDRIA
27 Gennaio
Sala
conferenze Asssociazione Cultura e Sviluppo viale Teresa Michel
Ore 19
Presentazione del volume I
deportati alessandrini nei lager nazisti. Diciotto testimonianze
di sopravvissuti a
cura di Andrea Villa, edito in occasione
del Giorno della Memoria (Le Mani – ISRAL). Seguirà (mettete
il termine giusto per lo spuntino...)
Ore
20
Rinfresco
Ore
21
L'Istruttoria da Peter Weiss
Compagnia
Nuovo Palcoscenico
e Maria Paola Casorelli
Coro di Alessandria
Mario Panatero e CasaleCoro
L’iniziativa è promossa
in collaborazione con l’Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria.
NOVI
LIGURE 30 Gennaio
Teatro
ILVA
Ore 21
L'Istruttoria
da Peter Weiss
OVADA 31 Gennaio-13 Febbraio Loggia di San
Sebastiano
MORNESE 14-28 Febbraio Salone
della Comunità Montana
Mostra
mostra La
Rosa Bianca (giovani in lotta contro il Nazismo)
SERRAVALLE
SCRIVIA 3 Febbraio
Aula magna
scuole medie via San Rocco
Ore 21
Presentazione
dei volumi I
deportati alessandrini nei lager nazisti. Diciotto testimonianze
di sopravvissuti a
cura di Andrea Villa e Nel
solco della Bibbia. Ricorrenze ebraiche viste da vicino di
Vittorio Finzi, con tavole di Emanuele Luzzati.
ALESSANDRIA 9
Febbraio
Sala consiliare
di Palazzo Ghilini
Ore 21
Presentazione del volume Nel solco della Bibbia.
Ricorrenze ebraiche viste da vicino di
Vittorio Finzi, con tavole di Emanuele Luzzati.
Programma
della Rappresentazione "Se questo è un uomo"
per le scuole superiori della provincia di Alessandria
NOVI
LIGURE
Teatro ILVA lunedì 2
febbraio ore 10
ALESSANDRIA
Sabato 7 febbraio ore 10
VALENZA
Centro polifunzionale S. Rocco lunedì 9 febbraio ore 10
CASALE
MONFERRATO
Teatro Municipale mercoledì 11 febbraio ore 10
OVADA
Cineteatro Lux sabato
14 febbraio ore 10
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| Iniziative
teatrali per le scuole e per la cittadinanza: |
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L'Istruttoria
da Peter Weiss. Si prevedono rappresentazioni serali dell'opera
in due città della provincia: Alessandria il 27 gennaio e
Novi Ligure in data da definirsi.
Se
questo è un uomo
da Primo Levi (versione teatrale del Teatro Stabile di Torino del
1966 curata da Levi stesso): Nuovo Palcoscenico e Maria Paola Casorelli.
Sono previste tre rappresentazioni mattutine per le quinte classi
delle scuole secondarie superiori a Casale Monferrato, Novi Ligure
e Valenza; una rappresentazione serale per la popolazione a Casale
Monferrato.
Urla
dalla banchina a cura di Francesco Parise: una rappresentazione
ad Alessandria per scolaresche e popolazione
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L'ISTRUTTORIA
da Peter Weiss

Un'immagine dell'Istruttoria
di Peter Weiss nell'allestimento della Compagnia Nuovo Palcoscenico
e di Maria Paola Casorelli

Peter Weiss
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Le circostanze della composizione
Dal dicembre del 1963 all'agosto del 1965 si svolse a Francoforte
un processo contro un gruppo di SS e di funzionari del Lager di Auschwitz.
Era il primo del dopoguerra.
Peter Weiss assistette a molte sedute del processo. Prese note, consultò
i resoconti pubblicati su giornali, elaborò un testo teatrale
che in tedesco si intitola Die Ermittlung, che significa non solo
"Istruttoria" in senso tecnico giuridico, ma anche "accertamento
della verità, indagine". Il giudice, il difensore, l'accusatore,
diciotto accusati e nove testimoni anonimi, ognuno dei quali impersona
più di un testimone reale, sono i personaggi degli undici canti
di questo oratorio, nel quale non è contenuta una sola parola
che non sia stata pronunciata nell'aula del tribunale.
Lo
stile
In versi liberi, brevi e brevissimi, spesso di una sillaba, la materia
inaudita: accuse, testimonianze, difese, tutte egualmente, se pure
per ragioni diverse, atroci, si dispongono in un susseguirsi che
alla prima apparenza sembra anonimo e incolore, ma in realtà
nel suo metodico incalzare giunge a una tensione drammatica e morale
altissima: la testimonianza si trasforma in poesia e la poesia integra
e approfondisce la storia: ne mostra la più profonda verità
umana e, per usare un concetto di Alessandro Manzoni, "religiosa".
Il
contenuto
Gli undici canti dell'oratorio (solo alcuni saranno rappresentati
nella versione che proponiamo) descrivono tutti gli aspetti del
cammino di sofferenza e di morte del lager:
· il canto della banchina descrive l'arrivo e la discesa
dai treni dei deportati e la selezione operata dai medici tra i
prigionieri destinati alla morte immediata e quelli destinati al
lavoro schiavizzato;
· il canto del lager descrive il campo nei suoi termini generali;
· il canto dell'altalena descrive le torture a cui venivano
sottoposti prigionieri, tra le quali quella dell'"altalena";
· il canto della possibilità di sopravvivere descrive
le impiccagioni, e i meccanismi con cui alcuni prigionieri "privilegiati"
riuscivano a procrastinare la propria morte, meccanismi che però
comportavano una qualche forma di collaborazione con i carnefici;
· il canto della fine di Lili Tofler racconta un caso individuale;
· il canto dell'unterscharfuerer Stark descrive i crimini
di questo militare particolarmente crudele;
· il canto della parete nera si riferisce al muro contro
cui venivano fucilati detenuti;
· il canto del fenolo descrive gli esperimenti "medici"
mortali e dolorosissimi effettuati contro i prigionieri, e la morte
inflitta a molti con iniezioni di fenolo;
· il canto del bunkerblok descrive i canili in cui venivano
rinchiusi fino alla morte per fame e sete prigionieri "puniti";
· il canto del Cyclon B descrive le camere a gas;
· il canto dei forni descrive la distruzione dei cadaveri.
La
messa in scena
La messa in scena che viene proposta riduce a poco più di
un terzo l'intero oratorio, salvandone il significato e la capacità
di coinvolgimento.
Le
musiche di scena
Vengono proposte alle cesure drammaturgiche e come commento nei
passi salienti diverse versioni del Lacrymosa (dal Dies Irae), musicate
da Cavalli, Mozart, Giachino, il Dies Irae di Mozart, il Quando
corpus morietur di Rossini, il Tema dell'amore di Bosio.
I brani, caratterizzati alcuni da terribile lacerazione e mestizia,
altri da soave dolcezza, costruiscono attorno alle vicende rappresentate
una cornice in cui la musica e la presenza fisica stessa del coro
modulano il lamento dell'umanità sofferente.
Gli
interpreti
La Compagnia Nuovo Palcoscenico e Maria Paola Casorelli; il Coro
di Alessandria Mario Panatero ed il CasaleCoro diretti da Gian Marco
Bosio.
Durata
complessiva (testo e musiche) 1 ora e 15 minuti.
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SE
QUESTO E' UN UOMO da Primo Levi

Primo Levi
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Andato
in scena al Teatro Carignano di Torino il 18 novembre 1966 nella riduzione
dell'Autore e di un attore professionista, il dramma era interpretato
da cinquantatre attori di sette nazionalità diverse, guidati
dal regista Gianfranco De Bosio, in uno spazio scenico di straordinaria
e cupa suggestione ideato da Gianni Polidori.
La
versione che verrà proposta, oltre a un'ulteriore riduzione
del materiale contenuto nel testo di Levi, per le evidenti necessità
organizzative e didattiche alle quali deve sottostare, abbandona
ogni pretesa di rappresentazione "realistica" del campo
di concentramento ed anche ogni suggestione basata sullo spazio
scenografico (dovendo evidentemente essere rappresentata su scene
diverse e dai requisiti tecnici assai disomogenei). L'onere del
risultato artistico graverà perciò soprattutto sulla
potenza evocativa della parola e sui dieci attori chiamati a dare
vita a tanta pluralità di personaggi.
Apparato
didattico
Per
esperienza consolidata, le "conferenze" di carattere storico,
così come le lezioni frontali a scuola, hanno spesso il difetto
di non superare la barriera dell'ingaggio con gli ascoltatori, soprattutto
se studenti: si tratta di un limite non imputabile alla qualità
dell'esposizione, ma alla tipologia comunicativa.
Al contrario, l'accostamento mediante lo strumento teatrale si è
rivelato in grado di superare la barriera della disattenzione grazie
alla sua capacità di coinvolgimento profondo non solo sul
piano cognitivo, ma soprattutto sul piano emozionale.
L'iniziativa sarà preparata da una serie di visite alle scuole,
durante le quali verrà fornita una scheda sullo spettacolo
e verrà ricercata la collaborazione con i Dirigenti scolastici,
gli insegnanti e gli studenti.
Ad ogni rappresentazione si pensa di far seguire una riflessione
con la possibilità di testimonianze, la fornitura di altro
materiale ed eventualmente l'impegno ad ulteriori approfondimenti
nelle scuole.
In tal modo alla commemorazione del Giorno della Memoria si aggiungerà
un ulteriore rapporto con il mondo della scuola.
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