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Maggio
1945; così si presentava la Benedicta dopo che i nazisti
la fecero saltare

Foto
di gruppo di partigiani scattata pochi giorni prima del rastrellamento
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Poi
io ho conosciuto questo ragazzo, che poi come nome di battaglia ha
preso Verde, Mantelli Luigi. Ho conosciuto questo amico e non sono
come sono venuto a contatto con il dottor Bovone, di Novi, che ci
ha detto: "Volete andare in montagna? Andate a mio nome alla
Benedicta"… Sapeva che c'era qualcosa...
Ma
noi non avevamo nulla. Nulla. Ci siamo cambiati un po', scarponi
e tutto... e siamo partiti. Il giro che abbiamo fatto per andare
alla Benedicta!...Siamo andati ad Alessandria.
Abbiamo preso il treno e siamo arrivati a Rossiglione, e nessuno
ci ha chiesto nulla. certo che si era di notte...all'indomani di
nuovo di notte...Arrivati a Rossiglione, c'era un alberghetto...
E siamo andati a mangiare, avevamo quattro soldini... pochi... e
poi abbiamo dormito. Al mattino ci siamo alzati e abbiamo fatto
colazione e siam venuti in città. E vedevamo 2 o 3 persone
di una certa età che ci guardavano, sedute a un tavolino
E... "Mah! - io dico- chi sono questi qua? Non vogliono mica..."
Paghiamo e ce ne andiamo subito, perch qui può andare male.
Diciamo: "Quant'è che dobbiamo della cena di ieri?"
Si alzano queste tre persone e dicono: "Ragazzi è già
tutto pagato". Noi ci siamo guardati...e abbiam detto: chi
sono questi?!? Qualcuno che vuole venire a letto con noi, no? capirai,
noi subito si è pensato così, ci siamo messi a ridere...
"No, ragazzi - dice uno - voi siete ragazzi che volete andare
forse in montagna"... "Ma chi siete voi?" "Noi
facciamo parte del comitato di Rossiglione che diamo aiuto ai ragazzi
che sono in montagna. Venite: noi andiamo avanti e voi ci seguite".
Abbiamo passato il torrente, siamo andati verso la Colma e ci hanno
detto: "Ora seguite questo sentiero. Andate sempre avanti e
vi troveranno loro". Ci hanno salutato e sono andati via.
Abbiamo camminato per delle ore, per delle ore...finalmente siamo
arrivati in un cascinale, siamo entrati e c'erano dei partigiani.
Siamo andati lì e son rimasti di stucco questi partigiani,
no? Chi siete, chi non siete...Allora quando ho detto: "Guardate,
ci manda il dottor Bovone, e dobbiamo andare da un certo Bovono…".
"Ah! Mio cugino!". Proprio lui era lì...Allora
abbiamo fatto amicizia e han preso un partigiano e gli hanno detto
di portarci al comando. E noi abbiamo cominciato così l'avventura
come partigiani alla Benedicta. E ci han mandato, al distaccamento
dove c'erano tutti quelli di Novi, alla cascina Nuova. D.- Ma come
era la situazione?
L'armamento
era buono?
Campi.-
Armamento... Noi eravamo tutti armati? Fucili, qualche Sten...
Solo che quelli che non erano armati erano quelli vicino a noi,
quelli di Odino. Qualche d'uno aveva qualche arma, ma l'80% erano
disarmati. Noi li chiamavamo i badogliani, no?
Mah... Capivamo che non andava con il nostro comando. perchè
noi eravamo dei garibaldini e loro invece...li chiamavano i badogliani.
Qualcosa non andava... Perché noi dicevamo: i badogliani,
ed eravamo da noi un po' emarginati...come dire: puf! non sei niente,
nessuno...
D.-
Quindi tu sei rimasto alla Benedicta sino all'aprile del '44, sino
al rastrellamento...
Campi.-
Il rastrellamento. Noi eravamo sopra il Lago della Lavagnina, al
Roverno, cascina Roverno...E ricordo che una mattina eravamo tutti
lì con il nuovo comandante di distaccamento. Insomma che
quella mattina io me ne vado di pattuglia, io e altri due partigiani.
Ho trovato Sbarra e mi dice: no, tu non vai di pattuglia perché
stasera noi partiamo in azione e tu sei incluso.
D.-
Quindi non c'era il sentore del rastrellaemto...
Campi.-
No, non si sapeva niente. Dopo si è saputo...Va be', andiamo
in ordine.
E allora Tulipano, Ezio, uno di Novi, è andato in pattuglia
al posto mio e noi ci preparavamo per la sera per andare in azione.
Intanto il Verde aveva fatto un risotto con i fagioli, preparava
soffritti e tutto. Gustavamo già...
E in un attimo...guardiamo: verso i laghi... Ma cosa quella cosa
che si muove laggiù? Un biscione? Cos'é? Allora Sbarra,
il comandante, va e prende il binocolo. "Uh! - dice - una colonna
enorme di tedeschi che sta venendo da questa parte…". E la
miseria! Noi... Nessuno ci ha avvisato, niente... E allora via in
fretta e furia, abbiamo fatto sù tutta la nostra roba, per
andare via...
E allora abbiamo preso e siamo andati verso la Benedicta. Ah! Pardon.
Mentre eravamo lì che si raccoglieva tutta la roba del distaccamento
arrivano due partigiani, di corsa, tutti spaventati, gridavano!
"Hanno ammazzato Orfeo, hanno ammazzato Orfeo", cioè
Tulipano Ezio, no? E infatti c'hanno sparato e il primo morto è
stato quello. Che poi ha fatto una morte poverino... Gli hanno lasciato
di guardia due fascisti e per un giorno e una notte a lamentarsi
lì a terra, e quelli della cascina che era vicino volevano
portarci da bere e qualcosa e glielo impedivano. L'hanno lasciato
morire lì, così, dissanguato, che poteva anche campare
se lo curavano, no?
E allora poi siamo andati alla Benedicta e c'era Macchi che comandava
e gli abbiamo spiegato tutto, no? Dice: "Ragazzi qui.. Prendete
qualche cosa da mangiare... Armi ne avete... Munizioni?" E
ci ha dato un sacchetto di pallottole di scorta e qualche bomba
a mano in più.
Mentre stavamo uscendo abbiamo visto 8 carabinieri. Era il primo
giorno che erano venuti in montagna e poi li hanno fucilati tutti.
"Va bene ragazzi, in gamba". "Noi andiamo l alla
Benedicta - dice uno dei carabinieri - e sentiamo cosa c'è
da fare…". Poi li hanno presi e li hanno ammazzati tutti…
Mentre noi ci incamminiamo per andare verso il ponte del Molino
di Voltaggio, proprio nel punto dove ora c'è la cappelletta
sotto la Benedicta, abbiamo trovato una schiera dei famosi badogliani
di Odino. 30, 40, 50... Non so quanti, forse 100... E cantavano.
Tutti insieme. Ohhhh.... E io ricordo che gli ho detto: "Ma
cosa fate!?!? Cantate? Ma sparpagliatevi, tre o quattro... assieme
e via..."
E invece cantavano!. Felici, loro... Venivano da noi perché
dicevano: "Ci difendono loro, sono armati..."
"Ma sparpagliatevi, non state tutti quanti insieme, ci dicevamo
noi. Anche gli altri miei amici lo dicevano. E invece loro sono
andati alla Benedicta. E noi siamo andati in giù; a un certo
punto vedevamo qualche partigiano in fondo che correva come una
lepre verso il bosco e una sparatoria enorme. Arrivati a un certo
punto in alto ci hanno sparato anche a noi, si vede che erano i
tedeschi che....
Siamo andati in giù, siamo andati in un boschetto. Fermi
lì. Ci han fermato e abbiamo visto i tedeschi che scendevano
e sparavano sia da sopra che alla nostra destra, dove abbiamo visto
quei partigiani che scappavano, verso la Benedicta. Sembrava l'assalto
di un'orda indiana. OhHHH… Ohhh... Gridavano! Sparavano verso la
Benedicta e lì è quando hanno preso la Benedicta.
Noi eravamo in 19… Verso sera... Abbiamo sentito un colpo tremendo
che ha rintronato dappertutto. Dopo, a fine guerra, dopo tanto,
ho saputo che hanno fatto saltare le grotte, no? Dove hanno preso
questi ragazzi. La Tana del Lupo. E poi tutta la sparatoria... Per
far chiaro per vedere. Sparavano razzi, tutto... Poi a un certo
punto è arrivato mattina e ci siamo fermati...
E poi di nouvo via… A un certo punto abbiamo trovato due inglesi,
che erano con noi. E dicono: "Noi stiamo qui e vedremo...".
Noi invece abbiamo proseguito e abbiamo mangiato qualche cosa, castagne
secche che siamo andati a prenderle in un cascinale. E poi a un
certo punto ci siamo divisi 3 per 3.
C'era uno con noi, un ragazzo meridionale, no? Tutto spaventato
che quasi non riusciva a parlare, e si è aggregato a noi.
A un certo punto dice: "Io voglio andare da questa parte".
Che in fondo c'era la strada che da Molini portava a Voltaggio,
attraverso la strada… "Vado verso il meridione, dalle mie parti".
Tutti gli abbiamo detto: "Non andare, non andare, ci possono
essere i tedeschi. Stai qua con noi...Vedrai che poi da una parte
o dall'altra ti infilerai...". "No, no, io voglio andare,
voglio andare". E' sceso giù, ha attraversato la strada...
Abbiamo sentito fare Tapum! E lo abbiamo visto steso là.
Si vede che c'erano i cecchini, no?
E allora abbiamo detto: 3 per 3 e via. E' partito i primi tre e
sono andati giù. dall'altra parte del monte hanno fatto il
segnale: tutto libero. A 3 per 3 siamo passati. Gli ultimi tre siamo
stati io, il Verde e uno di Novi.
Ci hanno fatto segno e siamo arrivati in fondo e c'era un po' di
sorgente e ci siamo fermati a bere. Ho bevuto mentre Verde e l'altro
si sono incamminati, no? stavo bevendo e sento che dicono: "I
tedeschi!". Mi giro e in fondo c'erano 7 o 8 tedeschi con due
cani lupo. Hanno sparato una raffica, io ho fatto un salto per saltare
anch'io e andare sù; ho battuto con il ginocchio contro uno
spigolo di roccia e sono caduto.
Il Verde dice "Morgan è morto, andiamo!"
Io... belin, ero con il ginocchio che avevo battuto ma è
stata la mia fortuna che mi ha salvato. Perché la raffica
ha picchiato proprio nella roccia dove ero io. Ho fatto il giro
sono andato di nuovo da loro e ho detto: "Col cavolo che sono
morto! Mi lasciavate lì se ero ferito...". Ma è
la paura, no? Sentivamo il fiato, l'affanno dei cani dietro...
Poi siamo arrivati in cima e siamo venuti gi a scivolone proprio
con il sedere a terra, fino in fondo e siamo andati a sbattere sulla
ghiaia del torrente, il Lemme... C'erano due donne che facevano
il bucato, tra l'altro... Abbiamo fatto un salto come una molla
e abbiamo saltato il torrente e siamo andati dall'altra parte e
ci siamo fermati. Sopra abbiamo sentito delle macchine, cammionette
tedesche che da Voltaggio venivano sù e hanno rastrellato
quel cocuzzolo lì. E noi eravamo già dall'altra parte.
Abbiamo fatto venire sera... Poi siamo andati verso Monterotondo,
abbiamo dormito in un cascinale e al mattino siamo poi arrivati
a casa. E io sono arrivato a casa che stavano suonando le campane.
Mia madre mi ha visto… E sono arrivato a casa così, dopo
il rastrellamento, al sabato.
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