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Il rastrellamento della Benedicta  
 
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La benedicta

Il rastrellamento della Benedicta: scheda storica

Il rastrellamento della Benedicta nella testimonianza di Martina Scarsi

Il rastrellamento della Benedicta nella testimonianza di Santo Campi (Morgan), partigiano della III Liguria, residente a Novi Ligure

Il rastrellamento della Benedicta da Guerra partigiana fra Genova e il Po di Giampaolo Pansa

Il rastrellamento nei giornali di guerra e nei fonogrammi

Relazione del comandante della brigata d'assalto ligure

Rapporto Parodi

Sentenza a carico di ENGEL Siegfried

 

 

 

 

Il 7 aprile 1944 ingenti forze nazifasciste circondarono la Benedicta e le altre cascine dove erano dislocati i partigiani e colpirono duramente i giovani, spesso impossibilitati a difendersi per la mancanza di un adeguato armamento e di esperienza militare. Il rastrellamento proseguì per tutto il giorno e nella notte successiva. Molti partigiani, sfruttando la conoscenza del territorio, riuscirono a filtrare tra le maglie del rastrellamento, ma per centinaia di loro compagni non ci fu scampo.

In diverse fasi i nazifascisti fucilarono 147 partigiani, altri caddero in combattimento; altri partigiani, fatti prigionieri, furono poi fucilati, il 19 maggio, al Passo del Turchino.

Altri 400 partigiani furono catturati e avviati alla deportazione in Germania: 200 di loro riuscirono fortunosamente; quasi tutti i loro compagni lasciarono la vita nel campi di concentramento.

Il rastrellamento della Benedicta, che nelle intenzioni dei nazisti e dei fascisti avrebbe dovuto fare terra bruciata intorno alla resistenza, non riuscì tuttavia a piegare lo spirito popolare. Anzi, proprio dalle ceneri della Benedicta il movimento partigiano, dopo aver avviato una riflessione anche spietata sugli errori compiuti, riuscì a riprendere vigore: la divisione "Mingo", attiva nell'ovadese, ebbe tra i suoi promotori proprio alcuni degli scampati alla Benedicta. Altri partigiani continuarono la loro esperienza in formazioni della Val Borbera e in altre divisioni partigiane dell'appennino alessandrino.

 

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