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Coltelleria Einstein
POLVERE UMANA
 
 


Serravalle Scrivia
Sabato, 1 febbraio, ore 21
Scuole medie, via San Rocco

Azione teatrale liberamente ispirata ai romazi di Primo Levi
di e con Giorgio Boccassi e Donatella Boggio Sola
Collaborazione ai movimenti di scena: Paola Bianchi
Collaborazione al progetto drammaturgico: Graziano Melato
Costumi: Anna Trisoglio

"Polvere umana" è uno spettacolo allestito in collaborazione con la Regione Piemonte, con il comune di Serravalle Scrivia e con la Presidenza del consiglio provinciale di Alessandria.


 

"Sono un uomo normale di buona memoria che è incappato in un vortice, che ne è uscito più per fortuna che per virtù."

Primo Levi è testimone e vittima di Auschwitz.
L’uomo denudato della sua identità, costretto a battersi come un animale per la vita, costretto a cambiare il suo codice morale.
Sulle sue parole chiare, concise, asciutte e precise come una formula chimica si muovono gli attori, nella tensione suscitata dalla lucidità di questo ricordo terribile.
Vittime, aguzzini, desolati e aggressivi, rassegnati e vacui.
E se appare un sorriso, un lampo di ironia, è per esorcizzare attraverso la malinconia del clown il timore che nulla sia cambiato.
Il linguaggio teatrale è quello del movimento accompagnato dalla musica, con pochissime parole. Teatro di immagine e di silenzio, con improvvisi scatti lancinanti e disperati, con momenti di invenzione poetica su un tema difficile e desolato.

"Se dall’interno del Lager un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: fate di non subire ciò che a noi viene inflitto." (Primo Levi)


P.zza Marconi 23 - 15100 Alessandria

tel/fax 0131 325602

e mail : coltelleria_einstein@tin.it

sede legale: via Serra 9

15040 Valmadonna (AL)

tel/fax 0131 507162

Organizzazione: Adriano Gallina

 

 

 

 

POLVERE UMANA
(Il mio nome è 174517)

di e con: GIORGIO BOCCASSI e DONATA BOGGIO SOLA

Ispirato ai romanzi di Primo Levi

Genere
Drammatico - Teatro d’attore e di movimento

Trama o descrizione dello spettacolo
Lo spettacolo, nelle sue scelte artistiche, vuole essere intimamente fedele alla precisione e alla chiarezza della scrittura di Primo Levi.
Si riferisce in particolare a "Se questo è un uomo", dove, un’esperienza personale tanto drammatica, è documentata e resa universale.
Vuole essere un’ eco delle parole di Levi sul suo incitamento a "non dimenticare".
Il percorso dello spettacolo segue il viaggio da uomo libero a prigioniero nell’inferno del Lager.
Una voce fuori campo e la musica scandiscono e isolano i momenti salienti della storia.
Il linguaggio prevalente è quello del movimento e dell’immagine.
Due i personaggi esemplari: un uomo e una donna.
La scena iniziale è un prologo coreografico ispirato ad una scena tratta da "La Tregua"dove l’alienazione imposta all’uomo dall’uomo diventa spettacolo ripetitivo,disperato e grottesco.
E’ una scena paradigmatica che lascia attoniti e senza risposte.
La scaletta narrativa delle scene si sussegue partendo dal viaggio nei vagoni merci fino all’arrivo dei due personaggi, stremati e inermi, nel luogo infernale chiamato Lager.
Qui la spogliazione e l’annullamento della propria identità.
Il nome viene sostituito da un numero.
La vita e la sopravvivenza nel Lager, cominciando dalla sveglia.
La fame e la corsa al pezzo di pane. L’uomo costretto a cambiare il suo codice morale.
L’uomo contro l’altro uomo.
La difficile lotta per la vita nella quotidianità.
I sogni che diventano arma autodistruttiva.
I camini.
La nostalgia di casa e il dubbio sulla vera esistenza.
La memoria, il non dimenticare ciò che "l’uomo è stato capace di fare dell’uomo".
L’ultima scena, che vede riuniti i personaggi uomo- donna, termina con una sequenza di diapositive dei lager Auschwitz I e Auschwitz II.

Temi prevalenti

Il tema centrale dello spettacolo è l’OLOCAUSTO e in particolare la testimonianza di questo momento storico estremamente drammatico attraverso gli occhi di un uomo, un giovane chimico, uno scrittore: Primo Levi .
Una riflessione sull’uomo: vittima e carnefice di se stesso.
L’attualità, nonostante tutto, di continue e reiterate violenze ai danni dei più deboli.
Il desiderio di testimoniare e la necessità di non dimenticare sono le motivazioni che spingono gli artisti a rileggere attraverso il teatro un argomento difficile da affrontare.

Riferimenti all’esperienza del bambino e/o adolescente

Il giovane, nella maggior parte dei casi, vive o conosce di riflesso situazioni estreme quali quella narrata nello spettacolo.
La scuola oltre che avvicinare i ragazzi alla storia, li può spingere a riflessioni sull’attualità della stessa, utilizzando in positivo anche gli stimoli, onnipresenti nella vita del ragazzo, provenienti dalla televisione.
Il teatro, in questo caso, lavora con lo spettatore, lo rende responsabile, testimone, vittima, richiede partecipazione intima. Quindi diventa un’esperienza di vita.

Tecniche e linguaggi teatrali utilizzati

Le tecniche usate per la rappresentazione di POLVERE UMANA sono sostanzialmente le tecniche del movimento.
Quindi un’espressività che scaturisce da un corpo, da un volto, dai movimenti o dalla fissità. Da un respiro.
La parola è importante ma è ridotta e diventa voce fuori campo pronta a puntualizzare le scene.
La musica è come un testo emozionale di primaria importanza.
Le luci sono scelte con precisione a formare un disegno nitido per l’occhio profondo dello spettatore.

Metodo di lavoro utilizzato dalla compagnia nella creazione dello spettacolo

Lo spettacolo nasce da un profondo interesse degli artisti per l’argomento.
La volontà di non dimenticare, di ricordare cosa l’uomo è stato in grado di fare di se stesso.
La compagnia sente l’attualità di questa proposta e in POLVERE UMANA sceglie di parlare attraverso l’esperienza di un testimone: Primo Levi.
La scelta e l’impegno artistico sono quelle di essere fedeli ad una testimonianza non retorica e di tradurre le parole con l’espressività del corpo.
Il metodo utilizzato parte da un attento studio dell’opera di Primo Levi in particolare dei testi riferiti alla sua vita ad Auschwitz.
Importante è anche l’attenzione allo stile della scrittura di Levi che diventa un filo rosso da seguire nella composizione dello spettacolo.
Sobrietà, chiarezza scientifica, volontà di comunicazione.
Fa parte dello studio, della preparazione allo spettacolo, un viaggio degli autori ad Auschwitz, in Polonia.
Questo viaggio trasmette indirettamente allo spettacolo quel qualcosa di indicibile e interiore che lascia la visita ai Lager nazisti. Tutto ciò si traduce più concretamente nelle immagini in diapositiva che verranno introdotte nel finale dello spettacolo. Immagini forse già viste, ma in qualche modo mai viste.
Le scene di movimento vengono ispirate dal testo.
A volte queste scene sono descrittive, altre volte sono metaforiche ma in ogni caso seguono la la storia originale.
Studiate su musiche di vario genere, per lo più kletzmer, nascono da improvvisazione su tema.
Solo la scena iniziale esula da una narrazione lineare per essere metafora di una condizione disumana. Qui, spettacolarmente, la scelta artistica è intervenuta su una scena de"La tregua" prendendola come punto di partenza per un’azione ossessiva.
Scelte le strade principali su cui condurre lo spettacolo, definite le scene, nel lavoro sono intervenuti come occhio esterno un esperto di teatro e, per il movimento, un’artista- danzatrice.

Fonti utilizzate

Le principali fonti utilizzate sono state: Primo Levi – Se questo è un uomo, La tregua, Il sistema periodico, I sommersi e i salvati, Lilìt, L’altrui mestiere. Vari commenti a questi testi.
Pubblicazioni sui campi di concentramento di Auschwitz e altri.
Documentazioni video sui Lager.

Profilo caratteriale della Compagnia e breve curriculum professionale

La compagnia Coltelleria Einstein nasce nel 1985 dal desiderio due artisti di teatro di esprimere attraverso la propria personalità e professionalità un impegno civile.
Il teatro come comunicazione e come necessità di affermazione dello spirito dell’uomo nella quotidianità contemporanea.
Quello della compagnia si inserisce come teatro contemporaneo di testo e movimento nutrito dalla comicità.
I testi messi in scena sono per lo più originali o ispirati a libri di narrativa.
Le tematiche negli ultimi anni sono da individuare nel sociale, nella pedagogia legata al gioco e alla poesia.
Attualmente la Coltelleria Einstein è composta dal nucleo originario artistico, da un organizzatore di compagnia ,da un responsabile amministrativo e da due tecnici. Collaborazioni artistiche sono ricercate dalla compagnia come motivo di confronto.
Nel corso degli anni, la compagnia ha lavorato sia per un pubblico adulto che per un pubblico di ragazzi.

Indicazioni sulle scenografie

La scelta della scenografia si è orientata subito all’essenzialità. Si può parlare più di oggetti di scena che di vera e propria scenografia.
Una cassa di legno, una vecchia valigia e una candela accesa sono gli unici elementi fissi.
Gli oggetti sono strettamente funzionali alle scene e diventano scenografia o disegno scenico al loro comparire.
I costumi dei personaggi richiamano quelli dell’epoca rappresentata e sono stati scelti fra abiti usati.
I costumi dei prigionieri sono stati cuciti da una costumista, studiati osservando le foto dei prigionieri dei Lager, tinti per avere un effetto meno realistico.

BIBLIOGRAFIA

SE QUESTO E’ UN UOMO – Primo Levi - Einaudi Scuola - a cura di G. Tesio

LA TREGUA – Primo Levi – ed.Einaudi

I SOMMERSI E I SALVATI- Primo Levi – ed.Einaudi

LILIT – Primo Levi – ed. Einaudi

IL SISTEMA PERIODICO – Primo Levi – ed.Einaudi

 

 

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