|
1943
16
MARZO: sciopero alla "Borsalino" di Alessandria e in altre fabbriche
della provincia.
26
LUGLIO: si costituisce il comitato interpartitico provinciale,
dal quale nascerà, dopo l'8 settembre il Comitato di liberazione
nazionale (CLN) provinciale.
8
SETTEMBRE: a Tortona gli antifascisti guidati da Mario Silla
recuperano armi e munizioni dal deposito militare, mentre Agostino
Arona, con l'aiuto delle monache, salva alcuni militari sbandati
nascondendoli nel locale ospedale.
SECONDA
METÀ DI SETTEMBRE: a Pian Castagna, per iniziativa di
gruppi antifascisti locak e di militanti del Partito comunista provenienti
da Genova, e a Dernice, intorno al tenente dell'aereonautica Franco
Anselmi Marco, si costituiscono le prime bande partigiane
della provincia.
28
SETTEMBRE: i fascisti si riorganizzano. Il nuovo federale Carlo
Valassina invita i 200 fasci (le sezioni del Partito fascista) della
provincia a riprendere l'attività. Il giorno seguente è
già aperta a sede del fascio di Novi Ligure.
INIZIO
OTTOBRE - INIZIO NOVEMBRE: si costituiscono i CLN di Ovada,
Casale Monferrato, Novi Ligure, Tortona.
NOVEMBRE:
ad Alessandria si costituisce un Gruppo di azione patriottica (GAP).
2
DICEMBRE: partigiani della banda Merlo, costituitasi
nel novese, assaltano il forte di Gavi Ligure. Nell'azione vengono
liberati numerosi alti ufficiali inglesi prigionieri.
11
DICEMBRE: il giornale fascista "Il Lavoro casalese" deve riconoscere
che i bandi di richiamo alle armi sono disattesi da molti giovani
alessandrini. Ovada è la città della provincia dove
i bandi vanno incontro ad un fallimento quasi completo.
13
DICEMBRE: i gappisti di Alessandria uccidono in pieno centro
cittadino il tenente colonnello dell'esercito repubblicano Salvatore
Ruggeri.
15
DICEMBRE: i fascisti arrestano quattro membri del CLN provinciale
(Luigi Fadda, Giuseppe Maranzana, Lorenzo Capriata e Ottavio Maestri).
16
DICEMBRE: arresto a Casale Monferrato di numerosi antifascisti
e partigiani. transfughi dalla Valle d'Aosta.
28
DICEMBRE: si costituisce il Comitato militare del CLN provinciale.
1944
INIZIO
GENNAIO: arresto di antifascisti a Novi Ligure e a Ovada.
INIZIO
GENNAIO: le tre bande attestate intorno al monte Tobbio (circa
40 uomini) si riuniscono e danno vita alla IIí Brigata Garibaldi
Liguria, al cui comando viene nominato Edmondo Tosi. Al processo
di unificazione non partecipa la banda di Giuseppe Merlo, uno studente
che non intende aderire ad una formazione partigiana ispirata dal
Partito comunista.
13
GENNAIO: prima azione della III Liguria, sul monte Zuccaro.
Nove militari fascisti vengono catturati e passati per le armi dopo
essere stati processati.
25
GENNAIO: ad Acqui Terme i tedeschi fucilano cinque partigiani
catturati ad Asti e nel cuneese.
4
FEBBRAIO: azione della banda Marco a Garbagna: i partigiani
distruggono l'impianto telegrafico e assaltano la caserma della
GNR.
FEBBRAIO
- MARZO: falliscono anche i nuovi bandi di richiamo alle armi
(i cosiddetti "bandi Graziani") nonostante la minaccia della pena
di morte per i renitenti.
FEBBRAIO
- MARZO: la III Liguria e la banda Merlo, anche in conseguenza
dei bandi Graziani, dilatano di molto i loro organici saliti rispettivamente
a 570 e 200. L'afflusso dei giovani renitenti mette in luce i gravi
problemi organizzativi e di armamento delle due formazioni.
FEBBRAIO
- MARZO: nel casalese si costituiscono alcune bande partigiane
comandate da ex ufficiali e da giovani renitenti. Tra i gruppi più
importanti la banda Fox, vicina al partito comunista, la banda Tom,
capitanata da Antonio Oleari, e la banda Lenti, guidata da
Agostino Lenti, entrambe piuttosto refrattarie all'inquadramento
politico.
MARZO:
numerose azioni di guerriglia della III Liguria nel settore
compreso tra Bosio, Gavi Ligure, Rossiglione e Masone. In particolare
vengono incendiati alcuni uffici di leva e passati per le armi esponenti
del fascismo repubblicano.
15
E 18 MARZO: i partigiani della III Liguria catturano
e passano per le armi i segretari delle sezioni del fascio repubblicano
di Tagliolo Monferrato e Casaleggio Boiro.
18
MARZO: il Tribunale provinciale straordinano manda assolti i
membri del CLN provinciale catturati nel novembre 1943 dichiarandosi
incompetente a giudicare.
21
MARZO: i nazisti catturano Rino Mandoli commissario della III
Liguria. Dopo averlo torturato per diverse settimane lo fucilano
il 19 maggio al passo del Turchino.
3
APRILE: i gappisti di Alessandria riescono a distruggere lo
schedario della polizia fascista.
6-11
APRILE: rastrellamento ed eccidio della Benedicta. Nazisti e
fascisti circondano la zona dove sono attestate le formazioni di
Tosi e di Merlo. Fanno saltare la "Benedicta" un ex convento dove
i partigiani della III Liguria hanno insediato il loro comando
e incendiano numerose cascine. 147 partigiani e giovani renitenti
vengono fucilati nel giorno di Pasqua e nei giorni successivi. Altri
400 vengono deportati (200 di loro riescono a fuggire con l'aiuto
della popolazione alla stazione di Sesto San Giovanni).
8
APRILE: a Voltaggio i nazisti fucilano 8 partigiani catturati
nel corso del rastrellamento della "Benedicta" e ne avviano altri
40 verso i campi di concentramento.
11
APRILE: Voltaggio è ancora spettatori di un, nuovo eccidio
di uomini catturati alla "Benedicta": dopo quelli fucilati quattro
giorni prima, vengono giustiziati altri otto partigiani.
21-23
APRILE: a Casale Monferrato molti militari della divisione Littorio
in partenza per l'addestramento in Germania tentano di fuggire,
ma vengono ricondotti nelle camerate dopo una sparatoria. Il 23
aprile i militari vengono accompagnati alla stazione ferroviaria
sotto scorta e lungo tutto il percorso cantano "inni sovversivi".
FINE
APRILE: la banda Marco accoglie alcuni reduci dalla Benedicta
e porta i propri effettivi a circa 30 uomini.
FINE
APRILE: a Bric dei Gorrei, nell'acquese, si insedia una ventina
di partigiani aderenti alle formazioni Giustizia e Libertà
capitanati da Luciano Scassi Luciano. Nello stesso periodo,
sempre nell'acquese si formano altri nuclei partigiani sorte in
modo spontaneo e slegate dalle organizzazioni politiche e ciellenistiche.
Sale in montagna Pietro Minetti, Mancini, che si assume il
compito di organizzare una formazione garibaldina nell'acquese prendendo
contatto con i gruppi spontanei sorti nelle settimane precedenti.
In pochi giorni riesce a radunare una quarantina di uomini.
FINE
APRILE - INIZIO MAGGIO: numerose azioni di disturbo e di sabotaggio
ad opera delle formazioni dislocate nell'acquese.
30
APRILE: gravissimo bombardamento aereo sulla città di
Alessandria. 238 morti. Sono colpite le caserme, l'Istituto Musicale,
l'Istituto Tecnico, la centrale telefonica, gli stabilimenti Borsalino
e Mino, la ferrovia, lo smistamento di Casalbagliano, distrutte
numerose abitazioni civili.
16
MAGGIO: viene arrestato Guido Ivaldi, Viganò, collaboratore
di Mancini. Ivaldi venne torturato e fucilato a San Dalmazzo di
Tenda, in provincia di Cuneo, il 6 luglio 1944.
19
MAGGIO: al passo del Turchino i nazifascisti fucilano 44 partigiani
fatti prigionieri nelle settimane precedenti. Tra loro vi sono alcuni
partigiani catturati nel corso del rastrellamento della "Benedicta":
i due Comandanti della divisione Autonoma Alessandria Giancarlo
Odino, Italo, e Isidoro Pestarino, William, e il commissario
della III Liguria Rino Mandoli.
25
MAGGIO: rastrellamento di carabinieri e militi della GNR in
val Borbera contro la banda di Marco. Il rastrellamento fallisce
e i partigiani catturano sette militi.
31
MAGGIO: 147 militi della GNR fuggono durante la notte.
FINE
MAGGIO - INIZIO GIUGNO: si ricostituiscono, in piccoli gruppi,
le formazioni attestate intorno al monte Tobbio e alla Benedicta
investite dal rastrellamento di Pasqua.
INIZIO
GIUGNO: uomini della banda Marco uccidono a Carezzano
un maresciallo tedesco.
INIZIO
GIUGNO: alcuni comandanti della ex III Liguria costituiscono
sulle alture della valle Orba la brigata Garibaldi Buranello,
forte inizialmente di circa 40 uomini.
INIZIO
GIUGNO: i superstiti della formazione del capitano Odino, ucciso
nel rastrellamento di Pasqua, danno vita alla brigata Autonoma Gian
Carlo Odino, attiva nei dintorni di Voltaggio.
GIUGNO:
le bande del casalese compiono numerose azioni di disarmo di nazisti
e fascisti e distruggono i registri annonari di molti paesi.
4
GIUGNO: 47 militi della GNR disertano dalla caserma di Valenza.
Segnalate negli stessi giorni diserzioni di minore entità
da altre caserme.
5
GIUGNO: i gappisti alessandrini fanno saltare con una bomba
gli impianti tipografici del giornale fascista 'T popolo di Alessandria".
12
GIUGNO: il commissario del fascio di Ovada viene ucciso dai
partigiani delle ricostituite formazioni del monte Tobbio.
13
GIUGNO: rappresaglia fascista. Tre partigiani detenuti nel carcere
di Casale Monferrato vengono portati ad Ovada e giustiziati nel
centro della città. Uno dei tre, Secondo Lodi, creduto morto,
riesce miracolosamente a salvarsi.
15
GIUGNO: i partigiani della brigata Massobrio liberano
ad Alessandria un gruppo di operai destinati alla deportazione in
Germania.
21-29
GIUGNO: si susseguono numerosi gli attacchi aerei in varie località
della provincia. Secondo le relazioni sullo spirito pubblico redatte
dalle autorità germaniche di occupazione la popolazione è
in preda al panico, e si moltiplicano i casi di sfollamento dalle
principali città. I principali obiettivi dei bombardieri
alleati sono le grandi arterie di comunicazione: gravi danni subiscono
i due ponti ferroviari sul Tanaro e sulla Bormida presso Alessandria;
il ponte ferroviario presso Pontecurone è quasi completamente
distrutto; altri gravi danni vengono arrecati ai ponti ferroviario
e stradale nelle vicinanze dì Tortona.
28
GIUGNO: nasce la Brigata Nera di Alessandria, forte di circa
800 effettivi.
30
GIUGNO: scontro a fuoco tra gli uomini di Agostino Lenti e i
fascisti a Lu.
INIZIO
LUGLIO: la formazione di Luciano Scassi assume il nome di VIII
divisione GL Braccini.
LUGLIO:
le bande del casalese, costituite in gran parte da giovani contadini
dei paesi della pianura monferrina, proteggono le operazioni di
trebbiatura dalle razzie dei nazifascisti.
LUGLIO
- AGOSTO: la formazione di Franco Anselmi, che raggruppa ormai
circa 70 uomini, compie numerose azioni nei paesi delle valli Borbera
e Curone, disarmando carabinieri e militi della GNR e bruciando
i registri di leva.
8
LUGLIO: grave bombardamento aereo su Novi Ligure. Colpita la
stazione ferroviaria e l' area antistante, lo scalo merci di San
Bovo, la stazione tranviaria. Danni gravissimi in tutta l'area di
Porta Pozzolo: sono distrutte molte abitazioni civili e si registrano
circa 100 morti.
11
LUGLIO: bombardamento aereo su Alessandria che causa 46 morti.
Nuovamente colpite la ferrovia e lo stabilimento "Borsalino".
15
LUGLIO: i partigiani della Buranello uccidono il segretario
del fascio di Sezzadio, Attilio Prato.
17
LUGLIO: bombardamento diurno su Alessandria. Fra i civili si
contano 40 morti e 40 feriti. Gravissimi i danni alla stazione ferroviaria
e all'annessa officina.
21
LUGLIO: rastrellamento nazifascista senza esito sulle colline
di Pecetto.
21-22
LUGLIO: gli uomini di Lenti assaltano simultaneamente i municipi
di Camagna, Cuccaro, Terruggia, Rosignano, Cellamonte, Vignale,
Altavilla, Frassinello e Ottiglio e danno fuoco ai documenti per
gli accertamenti agricoli e ai registri di leva.
22
LUGLIO: bombardamento del ponte ferroviario sul Po, presso Casale
Monferrato. Il traffico ferroviario resta interrotto per alcuni
giorni.
1
AGOSTO: bombardamento aereo nell'ovadese: completamente distrutto
il ponte ferroviario sulla linea Ovada-Genova.
INIZIO-
AGOSTO: viene costituita la LXXIX brigata Garibaldi Alessandria
al Comando di Aldo Pochettini Aldo Red. La brigata, forte
di circa 300 uomini, opera in un vasto territorio tra Acqui e Tortona.
INIZIO
AGOSTO: la banda di Franco Anselmi viene inquadrata nella divisione
garibaldina genovese Cichero.
AGOSTO:
si susseguono incessantemente le azioni di guerriglia in tutta la
provincia, dalla pianura alla montagna. Gli stessi dirigenti fascisti
segnalano con apprensione, nei loro rapporti periodici, la crescente
attività dei ribelli nel corso dell'estate.
8
E 12 AGOSTO: falliscono due puntate naziste nella zona di Lu
contro la banda Lenti.
12
AGOSTO: viene paracadutata sull'Appennino ligure la prima missione
alleata con il compito di aiutare le operazioni militari delle formazioni
partigiane (ma anche di "sorvegliarle"). La missione, denominata
Walla Walla, rimane in territorio italiano per diciannove
settimane e sistema il proprio centro operativo a Carrega Ligure:
la presenza della missione consente alle formazioni attive in VI
Zona ligure di ricevere i primi lanci di armi e materiale logistico.
15
AGOSTO: arrivano in provincia reparti delle divisioni fasciste
San Marco e Monte Rosa destinate all'attività
antipartigiana e ai rastrellamenti.
Con l'arrivo delle nuove truppe i fascisti e i nazisti possono contare
in provincia su un organico di circa 10.000 uomini.
21
AGOSTO: 31 morti in seguito ad un bombardamento aereo su Alessandria
22
AGOSTO: inizia il rastrellamento in val Borbera. Un plotone
di 30 fascisti è respinto alle gole di Pertuso.
24
AGOSTO: Seconda puntata nazifascista in val Borbera, fronteggiata
da una sessantina di uomini agli ordini di Franco Anselmi.
25
AGOSTO: nuovo assalto della banda Merlo al forte di Gavi
Ligure e liberazione di numerosi partigiani e militari alleati prigionieri.
25-27
AGOSTO: battaglia di Pertuso. Dal versante ligure giungono a
dar man forte al gruppo di Anselmi gli uomini del distaccamento
Peter della divisione cichero, una trentina di partigiani
comandati dal novese AurelioFerrando, Scrivia. 1 partigiani,
aiutati dalle popolazioni locali armate di fucili da caccia, e sostenuti
dalle donne della val Borbera che svolgono un prezioso lavoro di
sussistenza, resistono due giorni ma alla fine devono ritirarsi.
28
AGOSTO: il presidio della Monte Rosa di Terralba (16
ufficiali e 70 uomini di truppa) passa al completo nelle fila della
Buranello.
29
AGOSTO: la Brigata Nera di Genova-Pontedecimo intercetta e cattura
a Cerreto la colonna dei partigiani feriti in fuga da Pertuso e
uccidono a colpi di bombe a mano quattro partigiani feriti (Giuseppe
Arzani, Andrea Busi, il polacco Cencio e Angelo Aliotta).
SETTEMBRE:
si susseguono le diserzioni dalle divisioni fasciste San Marco
e Monte Rosa.
4-5
SETTEMBRE: gravi bombardamenti aerei su Alessandria: 8 morti
il primo giorno e 39 il secondo. Viene colpito in particolare il
rione Cittadella.
INIZIO
SETTEMBRE: per iniziativa di Edoardo Martino Malerba viene
costituita la brigata autonoma Patria. La formazione organizza
un centinaio di uomini che operano in val Cerrina.
INIZIO
SETTEMBRE: per iniziativa di militanti socialisti si costituiscono
due brigate Matteotti: la Po, che opera tra Lobbi, Bassignana e
Rivarone, e la Val Bormida attiva nei dintorni di Molare.
INIZIO
SETTEMBRE: gli uomini di Franco Anselmi e del distaccamento
Peter riprendono le loro posizioni in val Borbera
e in val Curone.
11
SETTEMBRE: attacco aereo con obiettivo la stazione ferroviaria
di Valenza Po. 2 morti e 10 feriti.
12
SETTEMBRE: reparti della GNR catturano all'alba Agostino Lenti
e 25 suoi partigiani a Madonna dei Monti. Trasportati a Valenza
i partigiani furono bastonati e nel tardo pomeriggio vennero uccisi
con un colpo di pistola alla nuca.
12
SETTEMBRE: la brigata Buranello sì trasforma in
divisione. In un primo tempo assume il nome di divisione Doria
e, dopo breve tempo, quello definitivo di Mingo. La comanda
Gregorio Cupic, Boro, mentre Oscar Barillari, Ruggero,
è il commissario politico.
12
SETTEMBRE: partigiani della 10ª divisione Garibaldi Italia
catturano sulla statale Casale-Torino il Ministro dell'Aereonautica
della Repubblica sociale Botto.
21
SETTEMBRE: rastrellamento nazista nella zona di Villadeati e
Piancerreto nel corso del quale vengono uccisi tre contadini.
22
SETTEMBRE: 1 fascisti fucilano al poligono del Martinetto di
Torino Oreste Armano, partigiano della Cichero catturato
nelle settimane precedenti in Val Borbera. Al suo ricordo i partigiani
della VI Zona ligure intitolano una brigata la Oreste.
23
SETTEMBRE: un gruppo di partigiani della 10' divisione Garibaldi
Italia attaccano una colonna delle Brigate Nere sulla strada
provinciale Camino-Pontestura. Nello scontro resta ucciso il comandante
partigiano Emilio Bigliani.
23
SETTEMBRE: i gruppi partigiani attivi nelle valli Borbera e
Curone e gli uomini del distaccamento Peter vengono inquadrati
nella brigata Garibaldi Oreste. Comandante è il
cattolico Aurelio Ferrando, commissario il comunista Otello Pascolini,
Moro. All'inizio di ottobre la brigata conta circa 300 effettivi.
SETTEMBRE
- OTTOBRE: i gruppi partigiani casalesi compiono numerose azioni
sulla statale Asti-Chivasso e sulle strade della Val Cerrina rendendo
molto problematici i collegamenti tra i diversi reparti nazisti
dislocati nel nord della provincia.
SETTEMBRE
- OTTOBRE: i partigiani della Oreste promuovono la costituzione
di giunte comunali nei paesi della Val Borbera e della Val Curone
liberati dai nazifascisti. Nelle due vallate vengono attivati anche
due ospedali partigiani e un campo prigionieri.
SETTEMBRE
- OTTOBRE: gli uomini della Oreste compiono incursioni
quasi giornaliere sulla camionale Serravalle-Genova, arteria di
grande importanza strategica tra il mare e la pianura Padana. 1
collegamenti logistici delle forze naziste subiscono difficoltà
rilevanti.
7
OTTOBRE: rastrellamento nazifascista contro la divisione Braccini
a Bandita di Cassinelle. Gli attaccanti uccidono 4 contadini
e 6 partigiani.
9
OTTOBRE: incursione nazista a Villadeati. Molte case vengono
saccheggiate e incendiate. Gli uomini sono radunati nella piazza
del paese: nove di essi, scelti a caso, vengono uccisi sul posto,
insieme al parroco, a raffiche di mitra.
10
OTTOBRE: nuovo attacco dei fascisti e dei nazisti nella zona
di Cassinelle. La Braccini e la Val Bormida non reggono
l'urto e si sciolgono.
Nel corso del rastrellamento vengono catturati, 7 partigiani: uno,
il sedicenne Mario Ghiglione, viene bastonato a sangue a abbandonato
sul selciato. Gli altri sei sono impiccati agli alberi del piazzale
di Orbicella.
11
OTTOBRE: i nazisti tentano con una pattuglia di 120 uomini di
penetrare in val Borbera ma vengono rapidamente respinti.
12
OTTOBRE: rastrellamento nazifascista nella zona di Ponzone,
Cimaferle e Piancastagna nel corso del quale viene ucciso il comandante
partigiano Domenico Lanza, della divisione Garibaldi Mingo.
16
OTTOBRE: rappresaglia nazista contro il paese di Pontestura.
Saccheggiate ed incendiate una quarantina di case.
20
OTTOBRE: rastrellamento nazifascista a Maranzana. Viene catturato
il comandante giellista Piero Boidi che verrà fucilato, dopo
crudeli sevizie, a Mombaruzzo.
26
OTTOBRE: in seguito al consistente aumento dell'organico della
brigata Oreste, i comandi partigiani decidono la costituzione di
una nuova brigata, la Arzani, che conta circa 250 effettivi
e svolge la propria attività principalmente in val Curone.
27
OTTOBRE: attacco in forze delle Brigate Nere contro il battaglione
Po della neonata brigata Arzani a S. Sebastiano Curone. I
partigiani accettano il combattimento e respingono gli assalitori.
28
OTTOBRE: reparti delle Brigate Nere attaccano il distaccamento
della 10' divisione Garibaldi Italia dislocato a Pontestura.
L'attacco è respinto, ma nello scontro trovano la morte i
comandanti partigiani Guido Bondesan e Alfredo Piacibello.
28
OTTOBRE: un distaccamento della 10' divisione Garibaldi Italia
attacca una colonna nazista alla periferia di Casale. I partigiani
uccidono 2 militari tedeschi e si impossessano di molte armi. Nello
scontro resta gravemente ferito il comandante di distaccamento Innocenzo
Rossi, Cenzo, che morirà sei giorni dopo.
30
OTTOBRE - 1 NOVEMBRE: rastrellamento contro la Buranello:
nessun partigiano catturato, ma quasi tutto il materiale e l'armamento
della formazione è scoperto e distrutto.
1
NOVEMBRE: i nazisti attaccano a Cantavenna reparti della divisione
Autonoma Patria e della Matteotti Monferrato. I partigiani
accettano il combattimento, che dura per sette ore, sino a quando
gli attaccanti devono ritirarsi con morti e feriti sfogando la loro
rabbia sui civili. Nella rappresaglia cadono Onorina Caramellino
e il contadino Costantino Sbarato.
4
NOVEMBRE: il distaccamento Vestone della divisione fascista
Monte Rosa, forte di 200 alpini, diserta e passa al completo
nella brigata Oreste. Molti tra i nuovi partigiani, quasi tutti
originari del bresciano, restano uniti e conservano, provocatoriamente,
per il loro nuovo distaccamento il nome Vestone.
10
NOVEMBRE: i fascisti scoprono l'organizzazione ciellenistica
casalese e spiccano mandato di cattura nei confronti di tutti i
componenti dell'organismo antifascista, che però riescono
a fuggire.
11
NOVEMBRE: partigiani della LXXIX brigata Garibaldi e della brigata
Autonoma Patria tendono un agguato a una colonna tedesca
nei pressi di Mombello Monferrato uccidendo 14 marò fascisti
e catturando un. gruppo di militaritedeschi.
13
NOVEMBRE: rappresaglia nazifascista nel casalese, condotta da
circa 1.000 uomini. A Cantavenna, Moncestino e Gabiano vengono saccheggiate
e bruciate decine di case. A Ozzano i rastrellatori catturano 150
capi famiglia e minacciano di far saltare l'intero paese. Grazie
ad una intermediazione, i partigiani rilasciano i militari catturati
due giorni prima e i nazifascisti risparmiano il paese.
16
NOVEMBRE: rastrellamento in grande stile nel casalese. I reparti
nazisti e fascisti occupano la zona per diversi giorni, perquisendo
accuratamente borgata per borgata, casa per casa. I partigiani riescono
però a sganciarsi e, per evitare ritorsioni contro le popolazioni,
evitano di attaccare le truppe in rastrellamento.
23
NOVEMBRE: inizia nel piacentino il grande rastrellamento che
ha per obiettivo l'annientamento delle forze partigiane dislocate
sull'Appennino piacentino, genovese ed alessandrino.
26-29
NOVEMBRE: rastrellamento nazifascista in valle Orba. Nessuna
perdita per i partigiani, ma gravi danni alle abitazioni civili,
come al solito saccheggiate ed incendiate.
1
DICEMBRE: Gravissimo bombardamento aereo su Villalvernia. Secondo
una relazione di polizia, di 28 stabili "non esiste più traccia
perché polverizzati". Tra gli edifici distrutti le scuole
e l'asilo infantile. Oltre 100 le vittime e 45 feriti.
2-5
DICEMBRE: rastrellamento in val Lemme e nella zona tra Cassinelle
e Bandita. I partigiani della Mingo si ritirano senza perdite.
8
DICEMBRE: attacco della Oreste lungo la camionale Serravalle-Genova
per disturbare i rifornimenti logistici alle truppe in rastrellamento.
9
DICEMBRE: i nazifascisti. catturano il comandante della brigata
Buranello Cesare Dattilo, Oscar, e il partigiano Carlo Napoli,
Batteria. Risultano inutili tutti i tentativi dei loro compagni
per liberarli: Oscar viene fucilato a Cravasco il 23 marzo,con
altri 17 partigiani e detenuti politici; Batteria viene ucciso
alla vigilia della liberazione a Bornasco, in provincia di Pavia.
11
DICEMBRE: i partigiani dell'Oreste distruggono il ponte di Varinella
per impedire l'accesso alla val Borbera attraverso la direttrice
di Roccaforte.
13
DICEMBRE: i nazisti catturano Paolo Rossi il comandante della
108ª brigata Garibaldi, che da lui prenderà il nome. Rinchiuso
nel castello di Piovera, viene seviziato ed ucciso il 15 dicembre.
14
DICEMBRE: inizio del rastrellamento in val Borbera e in val
Curone. In vari punti i partigiani dell'Oreste e dell'Arzani ingaggiano
scontri a fuoco con i nazifascisti. Ben presto però devono
sganciarsi di fronte ad un attacco condotto con forze e mezzi ingenti.
Molti partigiani si rifugiano in buche appositamente scavate nel
terreno e rifornite di acqua e cibo; altri cercano di raggiungere
le vette più alte dell'Antola e del Carmo. I partigìani
originari del tortonese e del novese riescono invece a passare tra
le maglie del rastrellamento e trovano rifugio a valle.
15
DICEMBRE: gli attaccanti entrano in val Borbera quando i partigiani
sono ormai riusciti a sganciarsi. 1 rastrellatori, tra i quali sono
presenti numerosi reparti della Turkestan, divisione formata da
soldati di origine russo-asiatica (i cosiddetti "mongoli"), sfogano
la loro rabbia contro i civili: saccheggi, incendi, stupri collettivi
di donne giovani e anziane sono per giorni la tragica realtà
di tutte le borgate dell'alta val Borbera.
15
DICEMBRE: in val Borbera i nazisti scoprono una "buca" in cui
sono rifugiati sei partigiani. Dopo aver ucciso il loro comandante,
Giuseppe Salvarezza, Pinan, catturano gli altri partigiani
e li costringono a seguirli portando gli zaini delle munizioni a
piedi scalzi per 6 giorni, finchè nella notte del 21 dicembre
li uccidono nei pressi di Casella, in provincia di Genova.
15
DICEMBRE: i nazisti scoprono l'organizzazione clandestina del
Partito d'Azione e il commissario politico delle formazioni Giustizia
e Libertà dell'alessandrino Giovanni Novelli, Antico,
è costretto a fuggire per evitare l'arresto.
18
DICEMBRE: i nazifascisti attaccano a Mornese la brigata autonoma
Odino. Tre partigiani cadono nello scontro e gli altri si
disperdono: l'episodio segna di fatto lo scioglimento della formazione.
22
DICEMBRE: a Volpara una pattuglia tedesca in rastrellamento
scopre un gruppo di partigiani. Nello scontro viene ucciso il partigiano
sedicenne Aureliano Galeazzo, Michel.
24
DICEMBRE: I fascisti fucilano il partigiano Osvaldo Capurro,
della brigata Val Lemme, che da lui prenderà il nome.
28
DICEMBRE: attacco in forze contro la divisione garibaldina Viganò
in tutto il territorio tra Ovada e Acqui; l'operazione si protrae
per tre giorni, ma i risultati sono anche in questo caso assai modesti:
vengono catturati soltanto due partigiani, Paolo Bocca, Barbablù,
e il partigiano sovietico Alexander, che sono fucilati
il 30 dicembre a Novi Ligure.
28
DICEMBRE: mitragliamento aereo della littorina ferroviaria Novi-Frugarolo,
con morti e feriti.
28
DICEMBRE: i nazifascisti in rastrellamento in val Borbera sorprendono
alcuni partigiani della brigata Oreste in ripiegamento. Nello
scontro restano uccisi tre partigiani: Angelo Cecchinelli, Gaetano
Colombo e Giovanni Taddeo.
29-30
DICEMBRE: nuovo tentativo di rastrellamento nella zona controllata
dalla Mingo, condotto in forze da un migliaio di marò
della San Marco. Anche questa volta i partigiani riescono
a sganciarsi senza subire perdite.
31
DICEMBRE: ennesimo bombardamento sulla città di Novi
Ligure: colpite pesantemente via Roma e via Cavour, gravi danni
alle abitazioni civili e numerose vittime.
1945
5
GENNAIO: i fascisti arrestano Agostino Arona, Cudega, nuovo
comandante della 108 a Paolo Rossi. Il giorno dopo il comandante
garibaldino è libero grazie ad un ardito colpo di mano organizzato
dai sui compagni.
9
GENNAIO: l'Ufficio politico investigativo (UPI) di Alessandria
cattura il comandante delIVIII divisione GL Ferdinando Cioffi, Ivan,
che viene rinchiuso nelle carceri di Alessandria. Cioffi verrà
liberato il 16 febbraio grazie ad un colpo di mano organizzato dai
suoi compagni.
14
GENNAIO: reparti della GNR di Casale Monferrato e della Brigata
Nera di Alessandria catturano a Casorzo un intero distaccamento
della VII Matteotti, comandato da Antonio Olearo, Tom. Il gruppo,
composto da 13 prigionieri, viene obbligato a raggiungere Casale
con una lunga marcia a piedi nudi nella neve. Dopo averli costretti
ad attraversare la città tra le percosse, e dopo aver rifiutato
a Tom anche l'ultimo abbraccio con la madre rinchiusa nel carcere
casalese, i nazisti fucilano i partigiani al poligono di tiro all'alba
del 15 gennaio. I loro cadaveri vengono lasciati due giorni insepolti
nella neve.
15
GENNAIO: due nuove missioni alleate si lanciano con i paracadute
sull'Appennino ligure alessandrino e stabiliscono il loro comando
e centro operativo a Carrega Ligure. La prima, inglese, è
comandata dal colonnello Mac Mullen e ha fra i propri componenti
lo storico Basil Davidson; la seconda, americana, è comandata
dal maggiore di origine italiana Leslie Vannoncini, noto come maggiore
Van.
20
GENNAIO: i nazifascisti circondano Bosio, dove è dislocato
un gruppo di partigiani della banda Merlo. Nello scontro a fuoco
cadono un partigiano e un soldato tedesco. Immediata rappresaglia
nazista: incendio e saccheggio di molte case ed uccisione di un
civile.
21-29
GENNAIO: riprende il rastrellamento in val Borbera, con quotidiane
puntate nei paesi e nei borghi delle valli Borbera e Curone. Il
tentativo di disperdere le forze partigiane delle brigate Arzani
e Oreste, in via di riorganizzazione dopo il rastrellamento di Natale,
non ha però esito.
25
GENNAIO: in seguito a crudeli torture, muore alla Casa dello
Studente di Genova dove era stato rinchiuso il dirigente comunista
serravallese Roberto Berthoud. Nel corso dei mesi precedenti il
suo laboratorio di calzoleria era diventato un rifugio sicuro per
le formazioni partigiane del novese e un punto di riferimento per
tutti i giovani che volevano raggiungere le formazioni di montagna.
27-30
GENNAIO: il partigiano giellista Bruno Pasino è catturato
a Solero. Tre giorni dopo Pasino viene prelevato dal carcere di
Alessandria insieme ai partigiani Giacomo Colonna, Osvaldo Caldano
e Maurice Guichard. I quattro sono trucidati in aperta campagna
nei dintorni di Casalbagliano.
30
GENNAIO: l'ennesima incursione in val Curone si conclude in
modo disastroso per i nazifascisti: i partigiani passano al contrattacco,
catturano 32 prigionieri e si impossessano di un notevole arsenale
di armi e munizioni.
2
FEBBRAIO: battaglia di Cantalupo. Un battaglione mongolo della
Turkestan viene attaccato mentre cerca di raggiungere Carrega,
sede del comando della VI Zona ligure e delle missioni americana
e inglese. I partigiani della Oreste, riorganizzatosi in
poche settimane, sorprendono la colonna nei pressi di Cantalupo
Ligure e dopo una battaglia di alcune ore catturano decine di prigionieri
e si impossessano di un ingente quantitativo di armi. Nel corso
della battagli cade il partigiano russo Fjodor Poletaëv.
2
FEBBRAIO: attacco della Brigata Nera contro i partigiani della
10ª divisione Garibaldi Italia. Nello scontro che ne segue
trova la morte il partigiano Giuseppe Corrente.
INIZIO
FEBBRAIO: dopo lunghi mesi di polemiche anche aspre tra le forze
partigiane della provincia, viene finalmente costituito il comando
della VII Zona operativa piemontese con il compito di coordinare
le formazioni partigiane della provincia (escluse quelle attive
nelle valli Lemme, Borbera e Curone, ossia la divisione Mingo
e le brigate Arzani e Oreste, incluse nella VI
Zona ligure). Comandante è Pietro Minetti, Mancini, vice
comandante Ernesto Pasquarelli, Barbero, capo di stato maggiore
Girolamo Fochessati, Argo.
6-7
FEBBRAIO: nuova massiccia puntata nazifascista in val Borbera.
Il rastrellamento, che vede impiegati circa 1.500 uomini, ha ancora
una volta esito negativo. A dimostrazione dello sfaldamento che
ormai percorre le fila fasciste, 50 bersaglieri della Littorio
si arrendono senza combattere ai partigiani della Oreste.
11
FEBBRAIO: riprende "ufficialmente" dopo le difficoltà
successive al rastrellamento invernale e l'impegno per impedire
altre puntate nazifasciste nelle valli Borbera e Curone, l'attività
di sabotaggio dei partigiani delle brigate Oreste e Arzani
sulla camionale GenovaSerravalle e sulle altre arterie di grande
traffico del sud della provincia. Da quel momento gli attacchi a
pattuglie e colonne nemiche diventano quotidiani. In un loro comunicato
le due brigate garibaldine dichiarano di aver effettuato, nel solo
periodo compreso tra l'11 febbraio e la fine del mese, 34 azioni
di guerra, causando al nemico 27 morti e 23 feriti; di aver catturato
15 prigionieri; di aver affondato un traghetto sul Po e causato
3 interruzioni ferroviarie.
18
FEBBRAIO: i fascisti arrestano Luciano Scassi, Stefano, comandante
GL dell'acquese.
20
FEBBRAIO: dopo processo sommario i nazisti fucilano alla Cittadella
di Alessandria Luciano Scassi, Amedeo Buscaglia, Ettore Gino, Kappa
13, e Pietro Scaramuzza: i primi tre sono partigiani delle formazioni
GL, il quarto un partigiano della Matteotti Val Tanaro.
20
FEBBRAIO: una squadra di partigiani della 10ª divisione Garibaldi
Italia in perlustrazione nella zona di Serralunga di Crea
si imbatte in una colonna delle Brigate Nere forte di 60 uomini.
I partigiani, accerchiati, rispondono al fuoco infliggendo dure
perdite ai fascisti. Le Brigate Nere catturano il partigiano Arduino
Bizzarro, che viene ucciso dopo torture.
26
FEBBRAIO: a Sarezzano una pattuglia della Arzani uccide in uno
scontro a fuoco un soldato tedesco. Per rappresaglia il comando
tedesco preleva dal carcere di Casale Monferrato dieci prigionieri
e li fucila al Castello di Tortona.
27
FEBBRAIO: rastrellamento contro la brigata Buranello, respinto
dai partigiani.
27
FEBBRAIO: i nazisti accerchiano a Castagneto Po un gruppo di
partigiani della divisione Matteotti Marengo. Nello scontro
cadono i partigiani Oreste Rossi e Nicola Tucci.
INIZIO
MARZO: in molti paesi delle valli Curone e Borbera vengono ricostituite
le Giunte comunali che restano attive sino al momento della Liberazione
e nelle settimane successive.
INIZIO
MARZO: la Viganò, i cui organici sono molto cresciuti,
viene trasformata da brigata in divisione. Comandante è Aldo
De Carlini, Piero, commissario Emilio Diana Crispi, Gino, capo
di stato maggiore Vittorio Penazzo, Giovanni. Dalla nuova
divisione dipendono le brigate Carlino, Gollo, Candida.
5-6
MARZO: partigiani della Viganò attaccano la caserma
della Gnr di Cassine e occupano il paese. Dopo un primo attacco
andato a vuoto i partigiani fanno prigionieri 35 fascisti e si impossessano
di un notevole quantitativo di armi e munizioni.
8
MARZO: viene costituita la divisione Garibaldi Pinan-Cichero.
L'intensificarsi dell'attività militare ad opera delle
brigate Oreste ed Arzani, i cui organici sono rapidamente
aumentati dopo il rastrellamento di Natale, induce il comando della
VI Zona ligure a formare la nuova divisione che inquadra, oltre
alle due brigate principali, il battaglione Po, nato da una costola
dell'Arzani, e la 108 a brigata di pianura Paolo Rossi. Comandante
della nuova divisione è Aurelio Ferrando, Scrivia, vice comandante
Giovanni Battista Lazagna, Carlo, commissario Anelito Barontini,
Rolando, vice commissario Mario Franzone, Ugo.
13
MARZO: battaglia di Garbagna. Ennesimo tentativo di attacco
contro la Pinan-Cichero, ma il rastrellamento si rivela subito
fallimentare: i partigiani passano al contrattacco e i nazifascisti
dopo appena mezz'ora di combattimento chiedono di trattare la resa.
Sei morti e oltre 120 prigionieri è il bilancio per i rastrellatori.
Un solo morto, il comandante Aldo Ravetta, Argo, tra i partigiani.
Il battaglione Po, a cui Ravetta apparteneva, viene costituito nei
giorni seguenti in brigata e assume il nome di Po-Argo.
Da questa data, nonostante i disperati tentativi di nazisti e fascisti,
le valli Curone e Borbera sono di fatto e definitivamente libere.
13
MARZO: nuovo attacco contro la Buranello, condotto con dispiego
massiccio di forze. Questa volta i partigiani non accettano il combattimento
e i nazisti infieriscono ancora una volta contro le popolazioni
civili.
13
MARZO: colpito gravemente nel corso di un bombardamento aereo
lo stabilimento ILVA di Novi Ligure, con seri danni alle acciaierie
e ai laminatoi.
20-21
MARZO: azioni a ripetizione dei partigiani della Mingo in molti
paesi della riviera ligure di Ponente, con attacchi a presidi e
caserme fasciste e tedesche.
26
MARZO: combattimento nei pressi di Carpeneto tra partigiani
della divisione Viganò e soldati tedeschi. Il combattimento
dura tre ore, con un bilancio pesante da entrambe le parti: 10 caduti
tra i nazisti, 3 tra i partigiani.
3
APRILE: rastrellamento nazifascista a Quargnento contro la 107ª
brigata della 10ª divisione Garibaldi Italia. 1 partigiani, pur
sorpresi, rispondono al fuoco e riescono a sganciarsi, ma lasciano
sul terreno due caduti: Giovanni Cuttica e Aldo Porro.
5
APRILE: bombardamento aereo a tappeto su tutta la città
di Alessandria. 160 morti. Viene colpito anche l'ospedale infantile
"C. Arrigo" e l'asilo infantile "Maria Ausiliatrice", dove restano
uccisi decine di fanciulli.
6
APRILE: ultimo grave bombardamento aereo su Novi Ligure. Colpita
pesantemente via Orfanatrofio e molte abitazioni civili.
7
APRILE: partigiani della Mingo e della Viganò compiono
un'azione congiunta nel pieno centro di Ovada, penetrano nella locale
caserma della Gnr e catturano 11 militi.
11
APRILE: ultimo massiccio tentativo nazifascista di penetrare
nelle valli controllate dalla Pinan-Cichero. Dopo un duro combattimento
sulle alture tra Sant'Alosio e Costa Vescovato gli attaccanti devono
ritirarsi con un bilancio decisamente pesante: 37 morti e 80 prigionieri.
12
APRILE: rastrellamento nel territorio circostante Vignale Monferrato,
che costringe le formazioni dislocate nella zona a spostarsi verso
l'astigiano. Nel corso delle operazioni vengono uccisi i partigiani
Evasio Rossi, Vasin, e Nicola Marchis.
19
APRILE: partigiani della 107' brigata Garibaldi attaccano una
colonna tedesca nei pressi di Viarigi: la battaglia dura cinque
ore, sino a quando i nazisti devono ritirarsi lasciando sul terreno
numerosi caduti.
24
APRILE: prima fra le formazioni alessandrine, la Pinan-Cichero
inizia le operazioni insurrezionali. Nel pomeriggio il comandante
della brigata Arzani Erasmo Marrè, Minetto, entra
con i suoi partigiani Tortona, mentre la brigata Po-Argo entra a
Viguzzolo. L'Oreste inizia la marcia verso Genova liberando le località
di Arquata, Serravalle, Cassano, Villalvernia, Pietrabissara, Ronco
Scrivia e Busalla. I partigiani della brigata Pio della divisione
Mingo ottengono la resa del presidio di Voltaggio.
25
APRILE: Le SAP (Squadre di azione patriottica) di Casale occupano,
senza incontrare resistenza, gli edifici pubblici. Nel primo pomeriggio
il CLN si installa in Município, mentre giungono in città
i partigiani della brigata Piacibello e delle divisioni Autonoma
Patria e Matteotti Italo Rossi. Tuttavia, la città
non può ancora essere considerata libera poiché la
locale guarnigione tedesca resiste nel proprio acquartieramento.
Ad Alessandria i civili invadono le caserme e le saccheggiano, mentre
le SAP mobilitano i loro uomini. Il CLN e il comando tedesco iniziano
una lunga trattativa per l'evacuazíone della città
da parte dei nazisti. In mattinata i partigiani della Mingo ottengono
la resa dei nazisti acquartierati ad Ovada e la città è
libera. Alle 19,30 anche Tortona è libera e i nazisti consegnano
le armi ai partigiani.
Ad Acqui Terme la situazione è resa pericolosa dall'arrivo
di un treno blindato e dalla presenza di numerosi nazisti in ritirata.
In serata, gli uomini della Viganò raggiungono un
accordo con i tedeschi e lasciano transitare il treno blindato.
26
APRILE: i partigiani della Pinan-Cichero occupano Novi
Ligure.
Con la presa di possesso del Palazzo comunale da parte del CLN della
città, Acquì Terme è libera.
27
APRILE: nel novese cade l'ultimo presidio tedesco di Vignole
Borbera.
Ad Alessandria entrano i primi reparti partigiani mentre sulla città
convergono partigiani di molte formazioni della provincia.
Nella notte, la guarnigione tedesca di stanza a Casale Monferrato
si arrende.
28
APRILE: alle ore 19 il CLN di Alessandria ottiene la resa del
presidio nazista della città, ma le truppe acquartierate
alla perìferia del capoluogo continuano a resistere.
Il nuovo prefetto nominato dal CLN, l'azionista Livio Pivano, si
reca a Valenza dove concorda con il comando nazista una tregua sino
alle ore 12 del 29 aprile per consentire ai comandi nazifascisti
di radunare le loro truppe prima di arrendersi.
29
APRILE: alle ore 9,30 le prime truppe angloamericane entrano
in Alessandria.
Di fronte ai temporeggiamenti tedeschi, la delegazione del CLN provinciale
recatasi a Valenza impone alle ore 14 un ultimatum; un ora dopo
anche i nazisti di Valenza si arrendono.
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