|
|
In
questo numero
di
Laurana
Lajolo
La
sezione Studi e ricerche è focalizzata sul
tema del seminario Anticomunismo/Anticomunismi, che la rivista ha
tenuto il 4 marzo scorso in collaborazione con il Dipartimento di
Politiche pubbliche e Scelte collettive-POLIS dell’Università del
Piemonte Orientale. All’incontro dottorandi dell’Università di
Pisa e di Torino hanno presentato le ricerche che stanno conducendo
su aspetti dell’anticomunismo, discusse da Aldo Agosti, Maurilio
Guasco, Paolo Soddu, Nicola Tranfaglia, che hanno poi partecipato
alla sera a una tavola rotonda insieme a Guido Bodrato e a Federico
Fornaro. L’insieme dei contributi è stato opportunamente
rielaborato per la pubblicazione, anche con il contributo di Bruno
Bongiovanni.
L’organizzazione di una giornata di studi, finalizzata alla
pubblicazione dei contributi così raccolti, è un esperimento
che si è voluto fare, considerando la rivista da un lato come
un osservatorio delle ricerche storiche in corso e dall’altro
come un laboratorio in cui dare spazio a giovani ricercatori e avvalersi
della qualificata partecipazione di storici.
Abbiamo scelto un argomento poco studiato come l’anticomunismo,
eppure cruciale per la comprensione della storia dell’Italia
repubblicana, per puntare la nostra attenzione sul periodo storico
del secondo dopoguerra, apportandovi nuovi elementi di conoscenza.
La nostra intenzione è di proseguire in questa direzione,
auspicando che la redazione della rivista possa prefigurare temi
e problematiche interessanti anche per i prossimi numeri, contando
sulla collaborazione di giovani studiosi e di esperti degli argomenti
trattati.
Con questo numero abbiamo integrato la redazione, accogliendo tre
giovani ricercatori (Giorgio Barberis, Daniela Muraca, Federico Trocini)
e inserendo anche uno studioso (Cesare manganelli) che ha una profonda
padronanza della storia locale e non solo. È un arricchimento
di idee e di liberi confronti, che ha consentito di progettare i
numeri del 2006: nel prossimo numero apriremo un dialogo tra la redazione
e alcuni storici per discutere tematiche oggetto di studi recenti.
Inoltre, assegnando le due borse di studio intitolate a Carlo Gilardenghi,
avviamo due nuove piste di ricerca, una che riguarda una riflessione
sui testi del laboratorio teatrale della narrazione multietnica della
Commissione pari opportunità della provincia di Alessandria
e l’altra dedicata alla raccolta della memoria operaia attraverso
testimoni particolarmente significativi di diverse fasi della storia
politica e sindacale. L’esito delle ricerche sarà pubblicato
sui numeri successivi della rivista.
Venendo
specificamente al contenuto del n. 38, nella sezione STUDI E RICERCHE
proponiamo,
come si è detto, i saggi su momenti
e figure delle culture anticomuniste. Daniela Muraca, dottoranda
in Studi politici presso l’Università degli Studi di
Torino, affronta il tema del ruolo svolto da intellettuali ex-comunisti,
riferendosi in particolare ad Angelo Tasca e Ignazio Silone, e alle
attività italiane del Congresso per la Libertà della
Cultura, sostenuto dagli USA all’interno delle dinamiche di
una sorta di “guerra fredda culturale”.
Marco Bresciani, dottorando in Storia presso l’Università degli
Studi di Pisa, si occupa della riflessione critica sul bolscevismo
fra gli anni ’40 e ’50 del socialista libertario italo-russo
Andrea Caffi, figura singolare del panorama intellettuale europeo.
Daniele Pipitone, dottorando presso l’Università degli
Studi di Torino, ricostruisce i giudizi sull’Unione Sovietica
e il comunismo comparsi su tre riviste rappresentative della nebulosa
costellazione “terzaforzista”, composta da quanti non
si riconoscevano nei due blocchi contrapposti: «Critica Sociale»,
«Il Ponte» e «Il Mondo».
Di origine ben diversa l’anticomunismo messo a fuoco nei due
interventi conclusivi, da Andrea Mariuzzo, perfezionando in Storia
presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, e da Alberto Guasco,
dottore di ricerca in Studi politici. Mariuzzo ricostruisce l’irriducibile
anticomunismo di padre Riccardo Lombardi, analizzando gli interventi
del gesuita su «Civiltà cattolica» fra 1945 e
il ’47, dedicati soprattutto al nesso fra dottrine comuniste
e teoria marxista.
Il movimento dell’Uomo Qualunque, al centro del saggio di Alberto
Guasco, risulta fondato sul disprezzo per i partiti e i “professionisti
della politica” caratteristici del qualunquismo del commediografo
Guglielmo Giannini, violento e sarcastico polemista nei confronti
della Resistenza e dei comunisti italiani.
Tali saggi vanno considerati dei work in progress; essi sono il risultato
di ricerche ancora in corso che però, pur nella settorialità dell’approccio,
offrono spunti utili di approfondimento e di riflessione sulla situazione
culturale e politica del secondo dopoguerra.
Infine, Federico Fornaro ricostruisce l’anticomunismo competitivo
dei socialdemocratici di Giuseppe Saragat, a cui ha dedicato uno
specifico studio.
Quindi gli storici Aldo Agosti, Bruno Bongiovanni, Paolo Soddu e
Nicola Tranfaglia forniscono opportuni riferimenti al contesto storico
e alle qualificazioni politiche dell’anticomunismo. Sottolineano,
infatti, gli aspetti plurali e variegati della contrapposizione messa
in atto contro la cultura e la politica del Partito comunista italiano
e evidenziano il permanere nella società italiana di una cultura
di destra di matrice fascista anche dopo la fine della dittatura
e la pesante influenza degli Stati Uniti sul governo e sul mondo
culturale.
Aldo Agosti e Bruno Bongiovanni, (Traiettorie dell’anticomunismo),
ricordano come l’anticomunismo abbia storicamente assunto tre
forme: un anticomunismo militare e geopolitico, tutt’interno
alla contrapposizione fra i blocchi; un anticomunismo strumentale,
proprio di chi utilizzava lo spettro del comunismo per giustificare
la difesa ad oltranza, e spesso ad ogni costo, di corposi, e sovente
inconfessabili, interessi materiali; un anticomunismo politico-culturale,
assai differenziato al suo interno.
Anche Paolo Soddu, (Anticomunismo/Anticomunismi), propone una classificazione
dei diversi tipi di anticomunismi, connettendo l’eredità fascista
con l’egemonia del cattolicesimo autoritario di Pio XII, da
cui si distinse De Gasperi sia per la matrice antifascista sia per
la volontà di costruire un largo consenso intorno al centro
democristiano, da cui fossero esclusi i comunisti. Dopo aver accennato
alle forme di anticomunismo democratico, ricordando Ugo La Malfa,
Soddu si spinge ad analizzare l’evoluzione interna del PCI
con Berlinguer fino all’anticomunismo berlusconiano.
Nicola Tranfaglia, (Come nasce la repubblica) collega l’anticomunismo
antidemocratico, di gran lunga il più influente dei diversi
anticomunismi, alla continuità della cultura fascista nella
destra italiana e all’ingerenza americana negli avvenimenti
italiani.
Il racconto fotografico di questo numero presenta scene di vita del
popolo comunista, feste e comizi degli anni cinquanta, quasi un contrappasso
ai testi. Le immagini provengono dall’archivio privato di Giancarla
Guerci, che ringraziamo per la collaborazione.
La sezione FONTI, ARCHIVI E DOCUMENTI contiene due saggi su personaggi
noti del mondo alessandrino: Cesare Manganelli si occupa del mito
dell’eroe risorgimentale Andrea Vochieri; Delmo Maestri traccia
un profilo del medico Otello Finzi. Nella stessa sezione Sergio Favretto,
utilizzando l’archivio del liceo classico Cesare Balbo di Casale
Monferrato ricostruisce uno spaccato dell’istruzione tra il
1940 e il 1945.
Per DOCUMENTI E MATERIALI DIDATTICI Antonella Ferraris ha raccolto
una bibliografia ragionata sulla deportazione degli omosessuali sotto
il nazismo, che diventa una guida sicura per gli insegnanti.
Ricca, come sempre, è la sezione dedicata alle recensioni.
Buona lettura.
|
 |