Quaderno di storia contemporanea n. 1 - Presentazione
di Nicola Tranfaglia


 

 

 


Le premesse da cui è scaturito il progetto di creare ad Alessandria l'Istituto storico della Resistenza e di dar voce all'attività che attraverso di esso si svolge con una rivista periodica sono chiare: non celebrazione ma ricerca, non nostalgia sterile del passato ma interrogazione di quel passato per l'analisi di un presente difficile e tormentato. Non solo. L'attenzione alle vicende della storia recente nell'Alessandrino (giacchè nell'espressione usata di Resistenza si include, a ragione, il periodo cruciale del fascismo e dell'antifascismo preresistenziale) non ha, a leggere con attenzione i contributi ospitati nel primo numero della rassegna, nulla di angusto, localistico, ristretto ma aspira - nei metodi e nei contenuti - a ripercorrere l'ultimo cinquantennio alla luce dei problemi e delle suggestioni che provengono dalla storia nazionale.

«Il territorio dell'Alessandrino - osserva giustamente Ricuperati nel suo articolo - con i suoi caratteri complessi e le sue tradizioni secolari di crocevia fra Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia, pone allo studioso problemi affascinanti e di tipo interdisciplinari, che investono storia economica, sociale, religiosa, culturale, e poi oltre che geografia, la stessa linguistica storica».

Di qui si delinea dunque un'ipotesi di ricerca storica che non interessa esclusivamente nè la storiografia della Resistenza nè i lettori che coltivano la storia di Alessandria a preferenza di ogni altra, ma che può attrarre - se i redattori della rassegna vi si atterranno come hanno fatto in questo primo numero - tutti coloro (e non son pochi in questo momento, soprattutto nelle nuove generazioni) che aspirano a una storia «diversa» da quella cui ci ha abituato una lunga tradizione centralizzatrice, di storia presuntuosamente «nazionale».

Una storia, cioè, che si ponga effettivamente i problemi della ricostruzione a tutti i livelli di una società, che utilizzi fonti e tecniche fino a questo momento assai trascurate, che si serva di un universo limitato quale può essere una città o una provincia per verificare direttamente ipotesi e problemi troppo spesso discussi in astratto.

Non vorrei, a questo punto, caricare gli autori della rassegna di compiti eccessivi, ma la lettura del primo numero, delle intenzioni che vi si dichiarano, dei primi lavori che in esso vedono la luce incoraggino proprio queste aspettative.

La storia contemporanea, che in Italia ha registrato nell'ultimo trentennio una crescita grande quanto disordinata e a volte metodologicamente poco rigorosa, ha bisogno oggi più che mai di intraprese come quelle che qui si iniziano. Gli studi di storia locale, se condotti con la coscienza dei problemi più generali che in questa rivista si avverte, possono contribuire fattivamente a un rinnovamento graduale ma fecondo delle ricerche sull'età contemporanea.
Ed è da questo punto di vista, oltre che da quello legato all'interesse specifico della ricostruzione storica in una zona che è stata presente notevolmente nelle vicende dell'Italia tra fascismo e antifascismo, che mi sembra di poter invitare i lettori, e in particolare i giovani, a seguire con interesse un esperimento di analisi e di ricerca che fugge la retorica e invita alla riflessione.

ISRAL - via dei Guasco 49 - 15100 Alessandria | telefono 0131 443861 | fax 0131 444607

sito realizzato con il contributo della fondazione CRT Cassa di Risparmio di Torino