Gian
Luigi Pallavicini, Un paese ricorda.
Colonne di Cantalupo Ligure 2-7 febbraio 1945, Le Mani,
Recco - Genova 2009
Gian
Luigi Pallavicini (1941),
già docente di Storia e Filosofia nei licei classici e scientifici
di Tortona e di Novi Ligure, è attualmente collaboratore dell'Istituto
per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea in
provincia di Alessandria "Carlo Gilardenghi" e fa parte del Consiglio
di Amministrazione. L'autore è vicepresidente della sezione ANPI
"Brigata Oreste" di Arquata Scrivia, è membro della giuria del
Premio "Storie del Novecento" di Serravalle Scrivia e collabora
con altre associazioni culturali locali.
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Il
2 febbraio 1945 quattordici abitanti di Colonne e di Cantalupo
Ligure furono presi, per rappresaglia, come ostaggi dai soldati
invasori della Divisione Turkestan e trattenuti per alcuni giorni
a Borghetto Borbera, con grande preoccupazione per la loro sorte.
Dopo difficili trattative, condotte da don Luigi Bruno, allora
giovane coadiutore del Parroco di Cantalupo Ligure e Cappellano
della Brigata Oreste, il giorno 7 gli ostaggi poterono tornare
alle loro famiglie.
Da allora, ogni anno il Paese ne ricorda la liberazione.
Il libro ricostruisce la vicenda attraverso diverse testimonianze,
soffermandosi sulla capacità di una comunità ferita di reagire
alla violenza della guerra con una partecipazione corale, che
ha accomunato tante donne e uomini della Valle.
Il comportamento della popolazione costituì un esempio, tra i
tanti, di resistenza civile.
Sullo
sfondo della narrazione si profilano le drammatiche scelte esistenziali,
etiche, politiche del periodo e, in primo piano, si stagliano
le lotte dei partigiani della Sesta Zona Operativa, dai durissimi
rastrellamenti dell'inverno 1944-45 (l'inverno dei "mongoli")
fino alla battaglia di Cantalupo del 2 febbraio 1945 che segnò
di fatto il definitivo controllo dell'Alta Valle da parte dei
patrioti.
Nella conclusione, l'autore richiama il dovere della memoria,
in quanto le lotte dell'antifascismo e della Resistenza, intese
come premesse della Costituzione Repubblicana, non hanno perduto
la loro attualità e costituiscono un punto di riferimento essenziale
per la formazione delle giovani generazioni.
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