Aldo
PEROSINO, La Shoah in provincia
di Alessandria, Recco (Ge), Le Mani, 2005
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Come
è stata possibile la Shoah? Quali condizioni storiche, politiche,
psicologiche hanno prodotto la spinta alla decisione, e quali
altre circostanze ne hanno resa possibile l'attuazione, in un
contesto di civiltà occidentale e cristiana che, pur avendo conosciuto
molti orrori della storia, non aveva mai prodotto, fino ad allora,
orrore tanto grande?
Questo libro di Aldo Perosino, studioso mite e tenace, cultore
(per amore) dell'ebraismo alessandrino proprio quando questa
secolare tradizione si è ridotta in città ad un piccolo vivido
lume, mira non certo a dare risposte esaustive o originali, ma
semplicemente, con la modestia che è abito mentale dell'autore,
a dare un piccolo ma significativo contributo, a portare il sassolino
sull'ideale monumento delle vittime e della memoria.
Perosino non può accettare di rendere una semplice contabilità
dello sterminio: vuole, deve spiegare, mostrare i nessi tra la
dittatura fascista e l'obnubilamento morale degli italiani, tra
le discriminazioni del regime e le persecuzioni della RSI, tra
i preparativi burocratici-legislativi del fascismo ed il brutale
abbandono degli ebrei italiani nelle mani dei nazisti che il
fascismo di Salò compì.
Ecco allora nascere questo libro dalla struttura utile e feconda
di comprensione, che abbina una parte di ricerca, condotta più
con l'amorevolezza del giusto che rimpiange, che con la freddezza
dell'indagatore, ed una parte largamente divulgativa nella quale
si richiamano le necessarie premesse dei crimini che verranno
compiuti.
Aldo
Perosino (Alessandria, 1942), insegnante nelle scuole medie,
ricercatore della storia dell'ebraismo alessandrino, ha collaborato
con il CDEC per i dati relativi ai deportati alessandrini, e
collabora con il nostro Istituto. Per Le Mani - Isral ha pubblicato
Gli Ebrei di Alessandria. Una storia di 500 anni (2003).
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